Mercoledì 23 settembre 2026, un conducente palestinese ha investito un riservista israeliano nei pressi del posto di blocco di Maccabim, chiamato anche Beit Ur, sulla Route 443, nella Cisgiordania occupata. Il militare è rimasto gravemente ferito; le forze israeliane hanno sparato al conducente, uccidendolo. Le autorità israeliane descrivono l’investimento come un attacco intenzionale: è la loro ricostruzione dell’accaduto.
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La dinamica e le condizioni del ferito
Secondo la polizia israeliana, l’auto ha accelerato verso un’agente e un soldato impegnati nei controlli dei veicoli vicino all’insediamento israeliano di Beit Horon, a ovest di Ramallah. Il mezzo ha colpito il soldato e le forze presenti hanno ucciso il conducente. Le ricostruzioni non coincidono del tutto sulla composizione della pattuglia e sul punto preciso in cui si trovava il militare.
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Il ferito è Neria Leiter, il cui nome compare anche nella grafia Neriya: è figlio di Yechiel Leiter, ambasciatore di Israele negli Stati Uniti. Riservista, ha riportato una grave lesione alla testa ed è stato trasportato allo Shaare Zedek Medical Center di Gerusalemme. Un successivo aggiornamento riferiva che, dopo un intervento al cervello, restava in pericolo di vita.
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L’ambasciatore ha detto che i medici stavano lottando per salvare suo figlio e che Neria aveva bisogno di «un miracolo». Secondo le notizie pubblicate, stava rientrando in Israele. La famiglia aveva già perso un altro figlio, Moshe, ucciso a Gaza nel novembre 2023.
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Il conducente e la notizia di una perquisizione
Il ministero della Salute palestinese ha identificato il conducente come Mahmoud Mohammed Mahmoud Suleiman, 29 anni, della zona di Ramallah, e ha dichiarato che è stato ucciso dal fuoco israeliano. Una testata israeliana ha riferito che, in seguito, i militari hanno fatto irruzione in un’abitazione di un villaggio vicino. Un post sui social sostiene che fosse la casa della famiglia Suleiman, ma le fonti disponibili non permettono di stabilire indipendentemente a chi appartenesse né che cosa sia accaduto all’interno.
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Il contesto: episodi distinti e bilanci da datare
Tre giorni prima, il 20 settembre, un sospetto uomo armato palestinese aveva ucciso un israeliano in Cisgiordania. Nello stesso giorno, soldati israeliani avevano ucciso un automobilista palestinese che, secondo l’esercito, aveva tentato di investirli. Sono episodi distinti: le fonti citate non documentano un collegamento con quanto accaduto il 23 settembre.
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Anche i bilanci delle vittime vanno letti con la loro data. Un aggiornamento umanitario delle Nazioni Unite pubblicato nell’ottobre 2025 contava, in Cisgiordania dal 7 ottobre 2023, 999 palestinesi uccisi da forze o coloni israeliani e 41 israeliani uccisi da palestinesi. Non sono dati aggiornati a settembre 2026. Un articolo dell’8 settembre 2026, citando un conteggio dell’AFP, indicava almeno 1.108 palestinesi uccisi; le fonti fornite non riportano un totale israeliano altrettanto aggiornato.
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