Per l'Egitto, sette volte campione d'Africa, l'attesa per la prima storica vittoria in una fase finale dei Mondiali prosegue. Per il Belgio, tanto sollievo e la consapevolezza che senza il suo bomber di scorta, la prima uscita sarebbe potuta diventare una disfatta .
Con il caldo torrido a imporre i contestati 'cooling break', l'Egitto sembrava aver imbrigliato la manovra belga, rendendosi pericoloso in ripartenza .
Era il 19° minuto quando Mohamed Salah, nel giorno del suo 34° compleanno, ha confezionato un assist al bacio per Emam Ashour . Il centrocampista, dal limite dell'area, ha scagliato un destro potentissimo che si è insaccato nell'angolino basso alla destra di Thibaut Courtois. Un gol splendido, che ha fatto esplodere di gioia la numerosa comunità egiziana di Seattle e mandato le squadre al riposo sull'1-0
.
Un vantaggio meritato, che i Faraoni hanno gestito con ordine fino all'ora di gioco, quando dalla panchina belga è arrivata la scintilla.
Sotto di un gol, al 66° il ct Garcia si gioca la carta Romelu Lukaku, il miglior marcatore nella storia del Belgio. E la mossa è di quelle che fanno scuola. Non passano nemmeno trenta secondi che il Napoli attaccante si fa trovare pronto sul filo del fuorigioco, attaccando il primo palo su un cross basso e teso di Thomas Meunier. La sua sola presenza fisica, come un macigno alle spalle del difensore, manda in tilt Mohamed Hany: nel tentativo disperato di anticiparlo e spazzare via il pallone, il difensore egiziano lo spedisce inesorabilmente nella propria porta .
Un'autentica doccia fredda per l'Egitto, che ha visto infrangersi contro la propria difesa il sogno di una vittoria che avrebbe avuto un sapore storico .
Nel finale, il Belgio ha spinto alla ricerca del gol vittoria con Kevin De Bruyne e Jérémy Doku, ma la retroguardia egiziana ha retto, portando a casa un punto che sa tanto di occasione persa .
L'equilibrio in campo si riflette anche nei numeri. Un leggero predominio territoriale dei belgi, ma le occasioni più nitide e un'identica pericolosità hanno reso il pareggio un risultato tutto sommato equo.
Al triplice fischio, i volti dei protagonisti raccontavano due storie opposte.
Per l'Egitto, un misto di orgoglio e frustrazione. La squadra di Salah aveva disputato una partita di grande sostanza, mettendo alle corde una delle big europee, ma resta la consapevolezza di aver gettato alle ortiche un'occasione d'oro. Il digiuno di vittorie ai Mondiali, un tabù che resiste, è stato il vero titolo di giornata per i media egiziani .
In casa Belgio, invece, si tira un sospiro di sollievo. La prestazione opaca dell'undici titolare è stata cancellata dall'impatto devastante del subentrato Lukaku. L'azzardo di Garcia è stato premiato, ma restano aperti gli interrogativi sulla capacità della squadra di scardinare difese ben organizzate, un difetto che potrebbe costare caro nelle fasi a eliminazione diretta .
Con questo pareggio, il Gruppo G resta in perfetto equilibrio. Entrambe le squadre si ritrovano con 1 punto in classifica, con la consapevolezza che la strada per la qualificazione è tutta in salita. L'Egitto può ripartire dalla convinzione di potersela giocare con chiunque, mentre il Belgio sa che servirà un netto cambio di marcia per onorare le ambizioni di una generazione d'oro.