La SBU, il servizio di sicurezza ucraino, afferma che i suoi droni hanno colpito quattro depositi di carburante nel territorio russo di Krasnodar nella notte tra il 27 e il 28 settembre 2026. Sono stati segnalati incendi, ma le prove visive indipendenti più solide disponibili riguardano un solo sito: ASTRA ha identificato, analizzando filmati di testimoni, un incendio al deposito Edelweiss-95. Restano da chiarire l’entità dei danni agli altri impianti e le eventuali conseguenze sulle forniture di carburante.
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Quali depositi sarebbero stati colpiti?
La SBU ha dichiarato che i droni della sua unità per operazioni speciali Alfa hanno raggiunto Edelweiss-95 e Din-Yug-Oil, a Novotitarovskaya, oltre a Lukoil-Yugnefteprodukt e al deposito Angelinska, situati in altre località della regione. Secondo il servizio ucraino, questi impianti fanno parte delle infrastrutture per lo stoccaggio e la distribuzione di prodotti petroliferi.
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Le informazioni disponibili non confermano in modo indipendente tutti i luoghi colpiti e i danni dichiarati. La versione della SBU documenta ciò che Kiev sostiene sia avvenuto, ma da sola non verifica l’esito dell’attacco in ciascun sito.
Che cosa è stato verificato sui danni?
Per l’Edelweiss-95, alcuni residenti di Novotitarovskaya hanno riferito di aver visto droni in cielo e sentito esplosioni nei pressi della ferrovia. ASTRA ha analizzato filmati girati da testimoni e ha identificato il deposito in fiamme. Al momento del resoconto non erano disponibili informazioni ufficiali sull’entità dei danni.
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La SBU e altre testate hanno riferito di incendi nei depositi presi di mira. Tuttavia, le prove visive indipendenti citate non permettono di accertare danni in tutti e quattro gli impianti. Le fonti disponibili non forniscono stime attendibili sui serbatoi distrutti, sui volumi di carburante persi o sulla durata di eventuali interruzioni.
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Che cos’è l’Edelweiss-95 e che cosa ha detto Mosca sui droni?
L’Edelweiss-95 è un deposito di carburante a Novotitarovskaya. Le fonti descrivono la società come grossista di prodotti petroliferi, ma non quantificano le perdite subite nell’attacco.
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La Russia ha dichiarato che nella notte le proprie difese aeree hanno intercettato 254 droni ucraini. È il numero comunicato da Mosca: non dimostra, di per sé, che nessun drone abbia raggiunto i propri obiettivi.
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Il contesto degli attacchi alle infrastrutture petrolifere
Il raid sui depositi è avvenuto due giorni dopo che l’Ucraina aveva dichiarato di aver colpito la raffineria di Ilsky, nel territorio di Krasnodar, dove è stato segnalato un incendio.
1 Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha inoltre affermato che, nella stessa notte, le forze ucraine hanno attaccato impianti della difesa nelle regioni russe di Tula e Voronež, mentre la SBU operava contro infrastrutture petrolifere a Krasnodar.
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Un resoconto separato segnala che, al 28 settembre, il 38% della capacità primaria di raffinazione del petrolio in Russia era fermo. Si tratta di una stima riferita alle raffinerie di tutto il Paese, non di una misura dei danni provocati dai raid sui quattro depositi.
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L’incidente ferroviario di Brjansk è un episodio distinto
Le notizie sulla regione di Brjansk riguardano un altro episodio. Il governatore ad interim ha attribuito all’Ucraina attacchi con droni alle infrastrutture ferroviarie e ha riferito di un ponte danneggiato e 28 vagoni deragliati. È una ricostruzione attribuita a un funzionario russo: le fonti non la collegano ai raid sui depositi di Krasnodar.
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