Circa 30.000 bottiglie di vino pregiato, per un valore stimato di 5 milioni di euro (5,8 milioni di dollari), sono state rubate dal magazzino di Marchesi Antinori vicino a Cortona, in provincia di Arezzo. L’azienda ha definito il colpo il più grande furto di vino mai registrato in Italia. Tra le bottiglie sottratte ci sono alcune delle etichette più note della casa, ma non è ancora chiaro chi abbia disattivato il sistema di sicurezza né se i ladri abbiano avuto un aiuto dall’interno.
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Come si è svolto il colpo
Secondo le ricostruzioni, almeno sette persone mascherate sono entrate nel magazzino e hanno caricato il vino su due camion. Avrebbero disattivato allarmi e telecamere e usato i carrelli elevatori dell’azienda per spostare le casse. Una delle ricostruzioni riferisce che l’operazione è durata circa tre ore.
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Un dettaglio riportato da Fortune rende la vicenda più complessa: gli allarmi sarebbero stati disattivati dall’interno dell’edificio il giorno prima del furto. Il particolare solleva interrogativi sulla preparazione del colpo, ma non identifica chi abbia spento gli allarmi e non dimostra il coinvolgimento di una persona interna.
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Le bottiglie erano già pronte per la spedizione e Antinori stava preparando una consegna per clienti all’estero. Questo potrebbe aver reso più rapido il carico, ma le notizie disponibili non dimostrano che la spedizione fosse eccezionalmente rara né che le circostanze provino un accesso a informazioni riservate.
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Quali vini sono stati rubati e quanto valgono?
Nel bottino figurano Tignanello, Solaia e Guado al Tasso. Lorenzo Vivoli, portavoce di Antinori, ha riferito a Fortune che si tratta di circa 10.000 bottiglie per ciascuna etichetta, tutte dell’annata 2023.
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Fortune ha citato prezzi medi al dettaglio negli Stati Uniti di circa 430 dollari a bottiglia per Solaia, 200 per Tignanello e 190 per Guado al Tasso. Sono stime di vendita al dettaglio riportate dalla testata, non una valutazione verificata del possibile ricavo dalla rivendita del bottino. Per il mercato europeo, Antinori ha stimato la perdita in circa 5 milioni di euro.
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Le fonti citate non riportano dati affidabili sui volumi di produzione di questi vini. Anche la copertura assicurativa non è spiegata nel dettaglio: Fortune ha riferito che l’assicurazione di Antinori non copriva una perdita di questa entità, senza fornire ulteriori informazioni sulla polizza.
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Quando è stato scoperto il furto
Secondo le ricostruzioni, il personale si è accorto della sparizione lunedì mattina, 5 ottobre. L’azienda ha reso pubblico il furto venerdì 9 ottobre. Le notizie disponibili non spiegano perché l’annuncio sia arrivato alcuni giorni dopo la scoperta.
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Le fonti non concordano del tutto sull’orario e sulla notte esatta del colpo: alcune parlano della notte tra sabato e domenica, altre collocano l’episodio nella notte tra domenica e lunedì o nel fine settimana del 3-4 ottobre. I dettagli principali sono coerenti, ma la cronologia precisa varia da una ricostruzione all’altra.
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L’avviso ai clienti e gli altri furti di vino
Antinori ha invitato i clienti a diffidare di offerte provenienti da canali di vendita non ufficiali, mentre l’azienda spera di recuperare le bottiglie. La storia della famiglia nel vino risale al 1385 e i suoi prodotti vengono esportati in 170 Paesi.
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Le notizie citano anche altri furti di vino, tra cui quelli che hanno coinvolto Banfi e Conterno Fantino. La sequenza degli episodi, da sola, non prova che siano opera delle stesse persone: le fonti disponibili non stabiliscono un collegamento con il colpo alla Antinori.
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I punti fermi sono dunque il furto di una quantità ingente di vino di valore e la disattivazione dei sistemi di sicurezza. Restano invece da chiarire l’identità dei ladri, chi abbia spento gli allarmi, il motivo dei giorni trascorsi prima dell’annuncio e le possibilità di recuperare le bottiglie.