Le autorità locali hanno riferito che nel dormitorio alloggiavano circa 86 ragazzi di età compresa tra i 14 e i 18 anni, studenti della scuola professionale. Le squadre di soccorso sono state mobilitate per rimuovere le macerie dall'edificio danneggiato.
Le Nazioni Unite hanno confermato di seguire con preoccupazione le notizie sull'attacco, sottolineando che ha causato morti e feriti, anche tra i bambini. Tuttavia, l'ONU ha precisato di non aver potuto verificare i dettagli in modo indipendente, poiché l'area è sotto occupazione russa e gli osservatori internazionali non hanno accesso.
Il punto centrale della controversia è se il sito colpito fosse una struttura civile o un obiettivo militare.
La versione russa: Mosca e le autorità filorusse hanno dichiarato che i droni ucraini hanno deliberatamente preso di mira un dormitorio studentesco e gli edifici scolastici di un college locale. I leader russi hanno descritto l'incidente come un attacco intenzionale contro i civili, chiedendo una condanna internazionale.
La versione ucraina: Le autorità di Kiev hanno negato di aver preso di mira un dormitorio civile. Secondo le notizie citate durante la riunione del Consiglio di Sicurezza, l'Ucraina ha affermato che il raid era mirato a un quartier generale russo per il comando di droni militari, situato nella stessa area.
Poiché gli investigatori indipendenti non possono accedere al sito, nessuna delle due versioni è stata verificata in modo conclusivo dalle organizzazioni internazionali. L'ONU ha ribadito la sua incapacità di confermare i dettagli in modo indipendente.
La Russia ha chiesto una riunione d'emergenza del Consiglio di Sicurezza all'indomani dell'incidente, inquadrandolo come un crimine di guerra contro i civili.
Durante il dibattito, le grandi potenze hanno presentato interpretazioni nettamente divergenti sia dell'attacco che del più ampio conflitto.
Russia: I diplomatici russi hanno condannato l'attacco come un atto "mostruoso", sostenendo che dimostra come l'Ucraina stia deliberatamente colpendo strutture civili, inclusi edifici che ospitano minori e studenti.
Regno Unito: Il Regno Unito ha affermato che qualsiasi perdita di vite civili, specialmente di bambini, è deplorevole, ma ha sottolineato che la responsabilità più ampia della guerra ricade sull'invasione russa dell'Ucraina. I diplomatici britannici hanno dichiarato che se la Russia volesse veramente proteggere i civili, dovrebbe accettare un cessate il fuoco o porre fine alla guerra.
Stati Uniti: I rappresentanti statunitensi hanno dichiarato che la distruzione e la perdita di vite umane in corso devono cessare, chiedendo nuovamente un cessate il fuoco immediato e completo che porti a una fine negoziata del conflitto.
Cina: La Cina ha espresso preoccupazione per le notizie dell'attacco e per le vittime, in particolare tra gli studenti, chiedendo moderazione e sforzi per ridurre la sofferenza dei civili mentre il conflitto continua.
L'incidente di Starobilsk arriva a pochi giorni di distanza da un altro evento che ha messo in luce le conseguenze umanitarie della guerra.
Il 20 maggio, un missile russo ha colpito un magazzino dell'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) nella città ucraina di Dnipro. L'attacco ha ucciso almeno due persone e distrutto circa 900 pallet di aiuti umanitari per un valore di oltre un milione di dollari.
Il magazzino conteneva materiali di emergenza come materassini e kit igienici, destinati agli sfollati civili nelle zone del fronte. La sua distruzione ha compromesso la consegna di aiuti a migliaia di persone colpite dai combattimenti.
Insieme, l'attacco di Starobilsk e la distruzione del magazzino ONU illustrano come il costo umanitario del conflitto continui a crescere.
I funzionari ONU affermano che la guerra ha già causato decine di migliaia di vittime civili e ingenti danni alle infrastrutture civili. Negli ultimi anni, gli attacchi hanno ripetutamente colpito scuole, edifici residenziali e strutture umanitarie.
Mentre la guerra entra nel suo quarto anno, questi incidenti dimostrano che anche i luoghi associati all'istruzione, all'alloggio e agli aiuti umanitari sono sempre più coinvolti nella violenza, spesso con narrazioni contrastanti e una limitata verifica indipendente degli eventi sul campo.