Prima della passerella finale in Gara 5, però, i Knicks hanno dovuto compiere un'autentica impresa per piegare la resistenza dei giovani Spurs. In Gara 4, sul parquet amico di New York, la squadra di coach Tom Thibodeau è sprofondata in un incubo, toccando un passivo di ben 29 punti nel primo tempo. La partita sembrava segnata, con il destino della serie inesorabilmente indirizzato verso il 2-2.
Ma è stato in quel preciso momento che è nata la leggenda dei "Comeback Knicks", i Knicks della rimonta. Con una difesa di squadra semplicemente monumentale nella ripresa, New York ha rosicchiato punto dopo punto il vantaggio, facendo sprofondare nel panico Victor Wembanyama e compagni. Guidata dalle giocate decisive di OG Anunoby, la squadra ha completato un'incredibile rimonta, vincendo 107-106 e pareggiando la più grande rimonta nella storia delle NBA Finals.
Quel successo non è valso solamente il 3-1 nella serie, ma ha inferto un colpo psicologico durissimo alle giovani stelle di San Antonio, consegnando ai Knicks la consapevolezza di essere inarrestabili.
Quello dei Knicks non è stato il classico percorso a ostacoli. La squadra ha dominato la post-season con un record complessivo di 16 vittorie e 3 sconfitte, dimostrando una costanza di rendimento da autentica schiacciasassi.
Dopo un primo turno più complicato del previsto contro gli Atlanta Hawks (chiuso 4-2 con due sconfitte di un solo punto), i Knicks hanno ingranato una marcia trionfale, infilando una striscia di 13 vittorie consecutive — la seconda più lunga in una singola post-season nella storia NBA. Hanno spazzato via i Philadelphia 76ers 4-0 in semifinale di conference, e poi travolto i Cleveland Cavaliers con un secco 4-0 nella finale della Eastern Conference, tornando alle Finals per la prima volta dal 1999.
La finale contro gli Spurs ha aggiunto l'ultimo, epico capitolo. A parte la sconfitta in Gara 3 al Madison Square Garden, i Knicks hanno dimostrato il carattere dei campioni, vincendo le altre quattro partite rimontando ogni volta svantaggi in doppia cifra. Un mix di talento, resilienza e fame che, dopo oltre mezzo secolo, ha riportato l'NBA dove tutto è cominciato: nel cuore pulsante di New York.
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