L’incidente del 12 agosto 2026 ha prodotto inizialmente circa 4 miliardi di ONE non autorizzati; una successiva ricostruzione on chain ha stimato fino a circa 3,01 trilioni di ONE contraffatti. Harmony ripristinerà lo shard 0 al blocco 92.730.034 e lo shard 1 al blocco 94.978.278, entrambi del 11 agosto 2026 alle 23...
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L’incidente che ha colpito Harmony il 12 agosto 2026 non è stato un semplice furto da un portafoglio. Il problema riguardava l’integrità dell’offerta di ONE: una vulnerabilità nella verifica delle ricevute cross-shard — i messaggi che trasferiscono informazioni tra le diverse catene della rete — permetteva di elaborare più volte ricevute apparentemente valide. In questo modo sono stati emessi ONE senza autorizzazione sullo shard 0.
Harmony ha corretto la vulnerabilità, sospeso i servizi interessati e distribuito nello stesso giorno la versione d’emergenza v2026.1.1. Poi ha optato per una delle misure più drastiche disponibili su una blockchain già operativa: tornare a uno stato noto e precedente all’attacco.
La prima stima indicava circa 4 miliardi di ONE emessi illegalmente intorno alle 05:25 UTC del 12 agosto. Secondo Harmony, l’attività dipendeva da transazioni cross-shard contraffatte e aveva interessato lo shard 0.
Le analisi successive hanno però ricostruito un impatto molto più ampio: circa 3,01 trilioni di ONE contraffatti, distribuiti attraverso sei transazioni cross-shard falsificate e quattro portafogli riconducibili all’attaccante. L’indagine stava ancora conciliando la stima iniziale con quella successiva.
La differenza tra “4 miliardi” e “trilioni” non è quindi necessariamente una contraddizione: il primo dato rappresentava l’emissione confermata nelle prime ore, mentre il secondo riflette una ricostruzione più estesa dell’emissione e dei successivi movimenti on-chain.
Anche i dati sui trasferimenti non sono perfettamente allineati. Un resoconto parla di 2,385 trilioni di ONE trasferiti attraverso 477 operazioni riuscite, mentre un altro descrive 534 trasferimenti in 106 secondi. In assenza di un registro definitivo dell’incidente, è prudente non presentare un singolo conteggio come conclusivo.
Harmony ha valutato diverse alternative:
La difficoltà principale era la contaminazione dello stato della rete. Una volta trasferiti, i ONE contraffatti potevano passare attraverso portafogli, exchange, pool di liquidità, smart contract e transazioni successive. Un intervento mirato avrebbe richiesto di ricostruire correttamente ogni saldo e ogni dipendenza tra le operazioni. Un errore avrebbe potuto coinvolgere anche fondi legittimi.
Una blacklist avrebbe potuto bloccare alcuni indirizzi senza eliminare necessariamente tutti i token contraffatti. Un burn selettivo avrebbe richiesto di attribuire con certezza ogni saldo sospetto. La riproduzione parziale delle transazioni, invece, rischiava di creare incoerenze tra saldi, stato dei contratti, nonce — i contatori che impediscono di eseguire due volte la stessa operazione — e ordine delle transazioni.
Il rollback offre una base più semplice da verificare: i validatori caricano database sostitutivi costruiti a partire da uno stato concordato e riprendono la produzione dei blocchi dal punto successivo. È una scelta più facilmente auditabile e deterministica, ma comporta un costo molto concreto: elimina anche l’attività legittima avvenuta dopo il checkpoint.
Harmony intende conservare questi punti della catena:
I validatori dovrebbero riprendere la produzione dai blocchi 92.730.035 e 94.978.279, utilizzando database sostitutivi. Il client v2026.1.2 rifiuta inoltre gli hash dei blocchi identificati come problematici.
Tutti i blocchi successivi ai checkpoint verranno scartati, comprese le operazioni che non avevano alcun legame con l’attacco. Le stime disponibili parlano di oltre 109.000 transazioni ordinarie; il dettaglio riportato indica 109.126 transazioni regolari e 315 transazioni di staking.
Per gli utenti, quindi, non si tratta semplicemente di congelare alcuni portafogli dell’attaccante. Bonifici, swap, operazioni di staking e altre attività eseguite dopo il checkpoint potrebbero dover essere ripetute o gestite nuovamente dopo la riapertura della rete.
Le prove disponibili non dimostrano però che la maggior parte delle transazioni coinvolte fosse attività automatizzata di bot sui DEX. Questa descrizione non dovrebbe quindi essere considerata un fatto accertato.
I resoconti disponibili indicano che i ONE contraffatti si sono mossi rapidamente attraverso numerosi trasferimenti, invece di rimanere concentrati in un solo indirizzo di emissione. Un portafoglio associato all’attacco avrebbe trasferito 2,385 trilioni di ONE attraverso centinaia di operazioni in pochi secondi, mentre Harmony ha fornito a exchange e LayerZero l’elenco dei portafogli collegati all’incidente.
Alcuni resoconti riferiscono inoltre che agli exchange è stato chiesto di bloccare o congelare i fondi riconducibili agli indirizzi pubblicati. Queste misure possono limitare la liquidazione fuori dalla blockchain e i trasferimenti attraverso i bridge, ma non ripristinano da sole lo stato canonico del registro.
È proprio questa distinzione a spiegare la scelta di Harmony: coordinarsi con exchange e intermediari può contenere la diffusione dei token, ma non basta quando gli asset sospetti sono già entrati in saldi, contratti e altre dipendenze dello stato on-chain.
L’incidente ha creato un grave problema di integrità dell’offerta e di liquidità. Tuttavia, le fonti disponibili non forniscono una serie di prezzi sufficientemente affidabile e verificata in modo indipendente per stabilire con precisione quanto sia sceso ONE o quanta capitalizzazione abbia perso. Un singolo resoconto parla di un forte calo del prezzo, ma non è sufficiente per sostenere una cifra precisa sull’impatto di mercato.
La conclusione più solida è che l’emissione non autorizzata abbia minato la fiducia nella quantità effettiva di ONE in circolazione e abbia spinto exchange, bridge, validatori e utenti a considerare incerti i regolamenti mentre l’indagine proseguiva. L’entità esatta della reazione sui mercati dovrebbe essere verificata separatamente utilizzando dati storici con timestamp provenienti da exchange e fornitori di mercato.
La decisione di Harmony rende esplicito un compromesso spesso nascosto dietro il concetto di immutabilità: in una crisi, la finalità delle transazioni può essere subordinata al ripristino di uno stato considerato affidabile.
Un rollback è più invasivo di un blocco degli indirizzi o di un burn dei saldi identificati come falsi, ma può risultare più completo quando gli asset contraffatti si sono diffusi nella logica e nello stato del protocollo. In pratica, Harmony ha deciso che ricostruire in sicurezza ogni saldo, stato dei contratti e dipendenza tra transazioni fosse troppo rischioso, e ha scelto di azzerare l’attività successiva al checkpoint su entrambi gli shard.
Il caso può essere accostato ad altri rollback nel settore, incluso Ravencoin, ma le prove disponibili non descrivono abbastanza nel dettaglio la risposta tecnica di Ravencoin per consentire un confronto preciso. È documentato invece che Harmony aveva già affrontato l’incidente dell’Horizon Bridge, compresa una proposta di rimborso basata su ONE; le fonti non dimostrano però che il nuovo rollback modifichi formalmente la politica di lungo periodo del protocollo per i futuri exploit.
La lezione immediata è più circoscritta: quando un difetto nella validazione cross-shard consente a token falsi di propagarsi, la domanda non è soltanto come eliminarli. È se la rete riesca a ricostruire con sufficiente affidabilità ogni saldo, stato dei contratti e relazione tra le transazioni coinvolte. Harmony ha ritenuto di non poterlo fare senza mettere a rischio fondi estranei all’attacco e ha scelto di ripartire da una base verificabile.
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L’incidente del 12 agosto 2026 ha prodotto inizialmente circa 4 miliardi di ONE non autorizzati; una successiva ricostruzione on chain ha stimato fino a circa 3,01 trilioni di ONE contraffatti.
L’incidente del 12 agosto 2026 ha prodotto inizialmente circa 4 miliardi di ONE non autorizzati; una successiva ricostruzione on chain ha stimato fino a circa 3,01 trilioni di ONE contraffatti. Harmony ripristinerà lo shard 0 al blocco 92.730.034 e lo shard 1 al blocco 94.978.278, entrambi del 11 agosto 2026 alle 23:25:37 UTC.
Il rollback elimina lo stato contraffatto in modo deterministico, ma scarta anche l’attività legittima successiva ai checkpoint: oltre 109.000 transazioni ordinarie e 315 operazioni di staking secondo il dettaglio rip...