L’incidente del 23 luglio 2026 è stato un episodio di prestazioni degradate, non un blackout globale totale confermato: gli errori elevati hanno coinvolto ChatGPT, Codex e le API di OpenAI. Sono state registrate oltre 300 segnalazioni degli utenti durante il disservizio, con problemi di caricamento, richieste blocca...
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: What happened during the Thursday ChatGPT outage, which services and users were affected across web and mobile platforms, how widespread wer. Article summary: The Thursday incident appears to refer to July 23, 2026: OpenAI reported elevated error rates affecting ChatGPT, Codex, and its API. It was a degraded-performance event rather than a confirmed total global shutdown, but . Topic tags: general, general web, education. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts with fake nu
Il disservizio di giovedì 23 luglio 2026 ha colpito ChatGPT, Codex e le API di OpenAI, che hanno registrato tassi di errore superiori al normale. La definizione più accurata è prestazioni degradate o interruzione parziale, non un blackout globale confermato: molti utenti hanno riscontrato problemi, ma le informazioni disponibili non dimostrano che tutti gli account, piani tariffari o Paesi siano stati interessati allo stesso modo. 3029
Gli utenti hanno segnalato richieste fallite o rimaste bloccate, oltre a difficoltà nel caricare le conversazioni. I problemi riguardavano sia l’esperienza web sia quella mobile; tra i servizi coinvolti figuravano anche Codex e le API di OpenAI. 222932
Nel suo registro degli incidenti, OpenAI ha descritto il problema come “elevated error rates”, cioè tassi di errore elevati. La formulazione è significativa: indica che le richieste fallivano con una frequenza insolitamente alta, ma non che il servizio fosse completamente irraggiungibile per ogni utente. 30
L’avviso dell’IT dell’Università del Colorado, che monitorava lo stesso disservizio per i propri utenti, riferiva che OpenAI stava collaborando con un fornitore di infrastruttura a valle per riportare il servizio alla normalità. L’avviso indicava un recupero già avvenuto il 23 luglio, mentre il registro ufficiale di OpenAI ha continuato a monitorare l’incidente anche il giorno successivo. 2930
Le segnalazioni raccolte da Downdetector e citate dalla stampa hanno superato quota 300 poco prima delle 15:00 del 23 luglio; quasi il 90% dei reclami riguardava ChatGPT. 22
Questo dato non equivale né al numero totale di richieste fallite né alla durata complessiva del downtime. I tracker delle interruzioni contano infatti gli utenti che scelgono di inviare una segnalazione: il risultato può dipendere dalla consapevolezza del problema, dall’area geografica e dalla sua visibilità. La dicitura tecnica ufficiale — tassi di errore elevati — descrive quindi meglio la portata dell’incidente rispetto al solo conteggio delle segnalazioni. 2230
Le fonti disponibili confermano un impatto su ChatGPT e sui servizi OpenAI collegati, ma non dimostrano che ogni utente, piano di abbonamento o regione abbia sperimentato lo stesso malfunzionamento. Per questo, “interruzione parziale” o “prestazioni degradate” è più preciso di “ChatGPT era completamente offline”.
Gli aggiornamenti della pagina di stato hanno seguito la consueta sequenza di risposta a un incidente:
La tempistica non coincide perfettamente in tutte le comunicazioni. L’avviso dell’Università del Colorado indicava che una correzione aveva ripristinato ChatGPT, le API OpenAI e Codex alle 15:36 del 23 luglio; la pagina di stato di OpenAI ha però mantenuto l’incidente più a lungo per il monitoraggio del recupero. 2930 La differenza potrebbe riflettere un ripristino non uniforme, diversi momenti di aggiornamento o la scelta di OpenAI di continuare i controlli dopo che il servizio era tornato utilizzabile per molti clienti. Il materiale pubblico non consente di stabilire quale spiegazione sia definitiva.
OpenAI non ha inoltre fornito, negli aggiornamenti disponibili, una causa tecnica dettagliata. Il riferimento a un fornitore di infrastruttura a valle presente nell’avviso universitario è il principale indizio pubblico sul contesto infrastrutturale, ma non dovrebbe essere presentato come una spiegazione causale completa. 29
L’episodio del 23 luglio non è stato un caso isolato, ma parte di una fase difficile per OpenAI. Il 25 luglio, ChatGPT, Codex e le API hanno nuovamente registrato tassi di errore elevati. Gli utenti hanno riferito conversazioni inaccessibili, prompt bloccati ed errori 503, incluso un messaggio interno che impediva alle richieste di raggiungere i server di OpenAI. The Next Web ha definito quell’evento il quarto disservizio dell’azienda in quattro giorni. 7
Altre ricostruzioni hanno descritto l’episodio del 25 luglio come un’interruzione globale più ampia, con utenti in diversi Paesi impossibilitati a caricare conversazioni, accedere alla cronologia salvata o eseguire prompt. 315
La distinzione tra le due date è importante: il 23 luglio si è verificato un degrado consistente, ma non necessariamente universale; il 25 luglio le segnalazioni hanno indicato un malfunzionamento più esteso e visibile, che ha coinvolto sia i servizi per i consumatori sia quelli destinati agli sviluppatori.
Anche l’interruzione del 20 aprile aveva generato un numero maggiore di segnalazioni. Moneycontrol citava oltre 1.720 report su Downdetector, relativi a errori gateway, problemi di accesso e impossibilità di caricare le conversazioni; TechRadar riferiva che OpenAI aveva classificato l’evento come un’interruzione parziale durata almeno 90 minuti. 1112
Le notizie del 20 aprile descrivevano inoltre difficoltà nell’accesso ai progetti e, in alcuni casi, al lavoro in corso. Una mitigazione era stata attivata intorno alle 13:00 della costa orientale degli Stati Uniti, dopodiché il recupero era stato monitorato. 14
Il confronto più prudente riguarda quindi il livello di visibilità e il modello degli incidenti: il 20 aprile si è verificato un disservizio di ChatGPT più ampio e fortemente segnalato, mentre a fine luglio si sono suscritti più incidenti nell’arco di alcuni giorni, coinvolgendo ChatGPT, Codex e le API. Le fonti disponibili non dimostrano che tutti gli episodi avessero la stessa causa tecnica.
Per i singoli utenti, i sintomi principali sono stati prompt non riusciti, problemi di caricamento e conversazioni inaccessibili. Per i team, però, l’impatto può estendersi oltre l’interfaccia di ChatGPT. Le organizzazioni che usano le API o Codex possono aver dovuto gestire automazioni fallite, processi in ritardo, flussi di sviluppo interrotti o arretrati nei sistemi che dipendono dalle risposte di OpenAI. Dopo gli incidenti di luglio, le indicazioni rivolte ai team di sicurezza e piattaforma invitavano in particolare a verificare se i sistemi dipendenti dalle API avessero prodotto errori silenziosi, attività accodate o messaggi visibili, e se i processi autonomi si fossero arrestati in modo sicuro. 6
Il costo economico per le aziende non è stato quantificato pubblicamente. Le fonti disponibili non offrono elementi affidabili per stimare una perdita in dollari; l’impatto operativo varia in base all’organizzazione, ai carichi di lavoro e alla presenza di sistemi alternativi.
Per i team che basano processi importanti sui servizi OpenAI, l’incidente mette in evidenza alcune domande concrete:
La ripetizione dei disservizi di luglio ha attirato l’attenzione anche dei mercati previsionali, alcuni dei quali definiscono un’interruzione sulla base della classificazione ufficiale di OpenAI — “partial outage” o “full outage” — in una determinata giornata. 18 Altri mercati monitoravano invece il numero di giorni di interruzione che ChatGPT avrebbe potuto registrare nel mese di luglio. 20
Questi mercati sono un indicatore dell’interesse pubblico per l’affidabilità dei servizi di AI, ma i loro prezzi non costituiscono una prova della causa, della gravità o della probabilità futura di un’interruzione. Riflettono il comportamento degli operatori e il testo di ciascun contratto, non una misurazione indipendente dell’affidabilità.
L’incidente di ChatGPT del 23 luglio è stato un reale disservizio dei servizi OpenAI, con impatto su ChatGPT, Codex e API. Le prove più solide supportano però la descrizione di tassi di errore elevati e prestazioni degradate, non quella di un blackout globale totale. Oltre 300 segnalazioni hanno fotografato l’impatto visibile sugli utenti, mentre la cronologia di OpenAI è passata dall’indagine alla mitigazione e al monitoraggio, prima di indicare la risoluzione alle 19:33 UTC del 24 luglio. 2230
Il significato più ampio riguarda la sequenza degli eventi: al disservizio del 23 luglio ne è seguito uno più importante il 25, mentre quello del 20 aprile aveva già mostrato come un problema di ChatGPT potesse compromettere conversazioni, progetti e attività basate sulle API. Per le aziende che usano l’AI in produzione, la lezione non riguarda tanto il conteggio di un singolo blackout quanto la necessità di integrare nei flussi osservabilità, sistemi di retry, gestione sicura degli errori e alternative operative.
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L’incidente del 23 luglio 2026 è stato un episodio di prestazioni degradate, non un blackout globale totale confermato: gli errori elevati hanno coinvolto ChatGPT, Codex e le API di OpenAI.
L’incidente del 23 luglio 2026 è stato un episodio di prestazioni degradate, non un blackout globale totale confermato: gli errori elevati hanno coinvolto ChatGPT, Codex e le API di OpenAI. Sono state registrate oltre 300 segnalazioni degli utenti durante il disservizio, con problemi di caricamento, richieste bloccate o non riuscite sulle versioni web e mobile di ChatGPT.
L’episodio si è inserito in una sequenza di interruzioni di OpenAI a fine luglio, compreso un disservizio più ampio il 25 luglio e un’interruzione di ChatGPT più segnalata il 20 aprile.