PHP2Shell è il nome dato a due vulnerabilità critiche del linguaggio PHP, identificate come CVE-2026-109618 e CVE-2026-109619. PHP ha pubblicato le correzioni il 21 ottobre 2026, dopo che alcuni dettagli erano trapelati prima della divulgazione programmata. Il giorno successivo, diverse aziende di sicurezza hanno segnalato un’impennata dei tentativi di sfruttamento. PHP è usato, secondo le stime riportate, da circa il 70% dei siti web: questo aiuta a capire perché l’allarme sia stato così ampio, ma non significa che il 70% dei siti sia stato compromesso.
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Cosa potevano fare le falle
Le due vulnerabilità sono state descritte come falle di esecuzione di codice da remoto (RCE) senza autenticazione. In determinate condizioni, quindi, un aggressore avrebbe potuto eseguire codice su un server vulnerabile senza prima effettuare l’accesso. Una falla riguardava la corruzione della memoria in caso di esaurimento delle risorse; l’altra uno stato globale non aggiornato correttamente.
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Le segnalazioni indicavano un possibile coinvolgimento delle versioni di PHP a partire dalla 5.4. Un’ampia fascia potenzialmente interessata, però, non dimostra che ogni sito che usa PHP fosse vulnerabile nella propria configurazione né che sia stato effettivamente attaccato.
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Le patch di emergenza e la fuga di notizie
Il 21 ottobre PHP ha pubblicato le versioni corrette 8.5.12, 8.4.27, 8.3.36 e 8.2.35.
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6 Gli aggiornamenti sono arrivati dopo una fuga di notizie del 20 ottobre, in anticipo rispetto alla divulgazione coordinata prevista per il 22. La pubblicazione anticipata ha alterato i tempi concordati ed è stata seguita dal rilascio urgente delle patch.
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Per chi gestisce sistemi PHP, il passaggio pratico è verificare la versione installata su ciascun server esposto al web e applicare l’aggiornamento corretto per il relativo ramo. Le indicazioni di sicurezza invitano a controllare le installazioni che ricevono richieste web, senza presumere che il problema riguardi soltanto un particolare sito o applicativo.
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Ricerca assistita dall’IA, con i team di sicurezza coinvolti
OpenAI ha dichiarato che la società di sicurezza Calif ha individuato una delle falle usando GPT-5.6 Sol nell’ambito dell’iniziativa Patch the Planet. Wiz ha scoperto e segnalato in modo indipendente entrambe le vulnerabilità. La correzione e il rilascio degli aggiornamenti sono stati guidati dai manutentori di PHP.
48 OpenAI ha inoltre riferito di aver coordinato, nei due mesi precedenti, manutentori, ricercatori e fornitori di sicurezza.
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È un caso di impiego dell’intelligenza artificiale nella ricerca di vulnerabilità, non la prova che un sistema di IA abbia scoperto, verificato o corretto le falle da solo. Le ricostruzioni disponibili descrivono il lavoro congiunto di strumenti di IA, aziende di sicurezza e manutentori di PHP.
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I tentativi di attacco e i servizi messi offline
Cloudflare ha riferito che i tentativi di sfruttamento sono passati da migliaia prima della divulgazione pubblica a milioni in seguito. Amazon avrebbe rilevato un tentativo di attacco il 17 ottobre, quattro giorni prima della divulgazione pubblica. Si tratta di segnalazioni di tentativi, non di un conteggio delle compromissioni riuscite.
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Alcuni fornitori di sicurezza hanno segnalato attività anche al di fuori degli honeypot, sistemi-esca usati per osservare gli attacchi, precisando che in quel momento le autorità competenti non avevano confermato quelle segnalazioni.
17 Separatamente, alcune organizzazioni hanno messo offline siti e servizi per precauzione: tra i casi riportati figurano oltre 30 servizi del governo britannico.
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La NSA ha avvertito che gli aggressori avrebbero potuto usare le falle per prendere il controllo dei server web, sottrarre dati, interrompere servizi o penetrare più a fondo nelle reti aziendali. USA Today ha riferito che l’agenzia consigliava ai siti impossibilitati a correggere subito il problema di andare offline.
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Le informazioni disponibili descrivono una risposta di sicurezza rapida e un volume elevato di traffico ostile. Non forniscono, però, un bilancio mondiale verificato delle intrusioni riuscite. E la stima sulla diffusione di PHP non va confusa con una misura dei sistemi effettivamente esposti o compromessi.