L'incidente è avvenuto durante la finale dell'AFCON a Rabat il 18 gennaio, quando il Senegal ha battuto il Marocco (paese ospitante) per 1–0 dopo i tempi supplementari, vincendo il torneo. Nel finale di partita le tensioni sono aumentate e alcuni sostenitori hanno tentato di assaltare il terreno di gioco, costringendo la sicurezza a intervenire e interrompendo brevemente la partita.
Secondo le autorità, i disordini hanno incluso scontri con le forze dell'ordine e danni alle strutture dello stadio. Diverse persone sono state fermate subito dopo, mentre i funzionari marocchini cercavano di ripristinare l'ordine e indagare sulla violenza.
I pubblici ministeri marocchini hanno accusato i tifosi fermati di teppismo e reati connessi ai disordini nello stadio. Le accuse includevano:
Un tribunale marocchino ha poi condannato 19 imputati: 18 cittadini senegalesi e un cittadino francese. Il processo è durato diverse ore prima che la corte emettesse il verdetto.
Il tribunale ha inflitto pene detentive da tre mesi a un anno, insieme a sanzioni pecuniarie. Secondo diverse testate, la ripartizione è stata:
Gli imputati avevano già trascorso settimane in custodia cautelare dopo essere stati arrestati la notte della finale.
Le condanne hanno scatenato critiche in Senegal e sollevato preoccupazioni per le relazioni tra i due Paesi. I funzionari senegalesi hanno definito la situazione deplorevole e chiesto una risoluzione, sostenendo che la vicenda aveva superato l'ambito sportivo per diventare una questione diplomatica.
Il presidente del Senegal, Bassirou Diomaye Faye, ha poi confermato di aver chiesto personalmente al re Mohammed VI di concedere la clemenza per i tifosi imprigionati.
In vista della festa musulmana di Eid Al‑Adha, la corte reale marocchina ha annunciato la grazia per i 18 tifosi senegalesi condannati. Il palazzo ha motivato la decisione con diverse ragioni:
I funzionari hanno descritto la grazia come un atto umanitario che riflette lo stretto rapporto tra i due Paesi.
La decisione reale ha contribuito a smorzare la disputa seguita alla finale dell'AFCON. Rilasciando i tifosi senegalesi (alcuni dei quali avevano già scontato parte della pena), il Marocco ha segnalato la volontà di superare la controversia, pur mantenendo la validità giuridica della condanna.
L'episodio ha dimostrato come i grandi eventi sportivi possano riversarsi nella politica internazionale. Quello che è iniziato come violenza da parte di tifosi durante una partita di calcio ad alta tensione si è concluso con condanne penali, appelli diplomatici e, infine, una grazia reale volta a ripristinare la buona volontà tra due nazioni strettamente legate.