Il 6 ottobre 2026 la Francia ha lanciato un missile M51.3 dal sottomarino lanciamissili balistici Le Vigilant, al largo del Finistère, in Bretagna. Non era un attacco né una prova con testata nucleare: il missile ne era privo e il test serviva a verificare il sistema d’arma del sottomarino dopo una lunga fase di manutenzione e ammodernamento.
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La presenza del presidente Emmanuel Macron, che ha seguito il lancio dalla fregata Auvergne, ha dato alla prova anche un’evidente dimensione politica. La Francia l’ha descritta come un test di accettazione, cioè una verifica operativa delle capacità del Le Vigilant dopo i lavori.
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Che cosa ha dimostrato il test
È stato il primo lancio da un sottomarino della versione M51.3, ma non il primo lancio di questa variante in assoluto: nel 2023 il missile aveva già superato una prova di qualificazione da una base terrestre.
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Il missile, senza testata nucleare, ha raggiunto un’area prestabilita nell’Atlantico settentrionale, a centinaia di chilometri dalla costa. Secondo le autorità francesi, la prova doveva confermare che, dopo la revisione, il Le Vigilant fosse nuovamente in grado di utilizzare il proprio sistema missilistico strategico. Il lancio è stato inoltre dichiarato conforme agli impegni internazionali della Francia.
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Perché Macron era a bordo
Macron ha assistito al lancio dalla fregata multi-missione Auvergne. Ha definito riuscito il risultato tecnico e lo ha presentato come una dimostrazione della credibilità della deterrenza nucleare francese. Ha inoltre ringraziato la DGA, l’agenzia francese per gli armamenti, la Commissione francese per l’energia atomica (CEA), ArianeGroup, Naval Group e la Marina francese per il loro contributo.
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Il presidente ha collegato la capacità militare alla deterrenza: nella sua interpretazione, disporre di una forza credibile serve a scoraggiare le minacce e a tutelare la libertà del Paese. Questo era il significato politico attribuito da Macron alla prova; lo scopo operativo dichiarato del lancio restava verificare il Le Vigilant dopo la revisione.
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Macron ha anche annunciato l’intenzione di ampliare l’arsenale nucleare francese e di offrire ai partner europei una cooperazione più stretta sulla deterrenza, con esercitazioni congiunte e consultazioni più approfondite.
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La reazione di Mosca e il contesto con la Russia
Il 7 ottobre il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha definito il lancio un «messaggio forte e chiaro». Ha criticato quella che ha descritto come una politica di difesa europea fondata sul confronto con la Russia, definendola una «strada senza sbocco», e ha sostenuto che le controversie dovrebbero essere affrontate con il dialogo, non con lanci missilistici dimostrativi.
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Il test è avvenuto in una fase di forte tensione legata alla guerra in Ucraina e alla sicurezza europea. Reuters ha riferito che Mosca aveva recentemente messo in guardia da un’escalation sulla questione di Kaliningrad; l’annuncio francese del test, tuttavia, non citava la Russia.
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44 Il contesto aiuta a capire la reazione politica, ma non dimostra che la prova di accettazione sia stata decisa in risposta a Mosca.
Che cos’è l’M51.3
L’M51.3 è la versione più recente del missile balistico M51 lanciato dai sottomarini francesi. Il suo sviluppo è iniziato nel 2014; è un missile a combustibile solido, con tre stadi, entrato in servizio operativo il 24 ottobre 2025.
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Rispetto all’M51.2, la nuova versione dovrebbe offrire maggiore gittata e precisione e una migliore capacità di superare le difese antimissile. È compatibile con la testata nucleare TNO-2, ma nel lancio del 6 ottobre non era installata alcuna testata nucleare.
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La Francia non rende pubblica la gittata esatta dell’M51.3. Le cifre diffuse sono stime, non dati ufficiali, e vanno quindi considerate con cautela.
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22 Il significato specifico della prova è più circoscritto: verificare che il Le Vigilant, dopo la revisione, potesse tornare a lanciare il sistema M51 in servizio.