Song Yadong ha firmato a Shanghai la vittoria più importante della sua carriera UFC. Davanti al pubblico di casa, il cinese ha fermato per KO Umar Nurmagomedov con un uppercut destro a 1:48 del secondo round, ribaltando i pronostici: i resoconti lo indicavano come sfavorito di circa 5 a 1, mentre Umar era il numero 2 della categoria dei pesi gallo.
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Il successo è valso a Song un bonus Performance of the Night da 100.000 dollari e lo ha proiettato nella discussione per il titolo dei 135 libbre. Subito dopo il gong, però, l’attenzione si è spostata su un episodio controverso che ha coinvolto il fratello di Umar, Usman Nurmagomedov.
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L’uppercut che ha deciso il main event
Nel primo round Song ha dovuto gestire la minaccia dei takedown di Umar e, secondo almeno una valutazione non ufficiale, potrebbe aver perso di misura la ripresa. All’inizio del secondo round, Nurmagomedov ha provato nuovamente ad accorciare la distanza per portare il combattimento a terra. Song ha bloccato il tentativo e ha trovato il tempo perfetto per un corto uppercut destro mentre l’avversario si abbassava in avanti.
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Il colpo ha raggiunto Umar vicino all’orecchio. Song ha poi aggiunto altri pugni prima che l’arbitro Marc Goddard interrompesse il match. Il risultato ufficiale è stato: Song Yadong batte Umar Nurmagomedov per KO, 1:48 del secondo round.
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Per Umar si tratta della seconda sconfitta da professionista. Per Song è una vittoria pesante contro un contendente di alto livello e, secondo i resoconti pubblicati dopo l’incontro, il suo primo successo per KO in UFC.
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Perché l’ingresso di Usman nella gabbia ha fatto discutere
Usman, che faceva parte dell’angolo di Umar, ha scavalcato immediatamente la recinzione dell’Ottagono dopo l’interruzione. Il gesto sembrava dettato dalla volontà di raggiungere il fratello, rimasto privo di sensi, ma ha portato Usman sulla traiettoria di Song, che stava festeggiando la vittoria. I membri degli angoli non possono entrare nella gabbia in quel momento, prima che venga completata la procedura medica post-incontro: un aspetto sottolineato anche da Daniel Cormier.
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Le immagini sembrano mostrare Usman spingere Song e iniziare un movimento compatibile con una gomitata all’indietro o rotante, per poi interromperlo. Nessuna gomitata è andata a segno e il confronto non si è trasformato in una rissa prolungata.
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La distinzione è importante: il video documenta un incrocio, una spinta e un movimento che può sembrare un tentativo di colpire, ma non permette di stabilire con certezza l’intenzione di Usman. Alcuni spettatori hanno letto la scena come un’aggressione mancata; altri l’hanno interpretata come una reazione istintiva nel momento in cui i due si sono trovati faccia a faccia. Al momento dei resoconti disponibili non risultava alcuna sanzione ufficiale confermata da UFC o commissioni atletiche.
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La versione di Usman e la difesa di Cormier
Usman ha respinto l’accusa di aver voluto colpire Song. In una dichiarazione diffusa dopo l’evento ha scritto: «Se avessi voluto farlo, lo avrei colpito», invitando inoltre i critici a calmarsi.
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Cormier ha offerto una lettura diversa delle stesse immagini. Secondo l’ex campione UFC, era Song a correre nella direzione di Usman, che avrebbe reagito allungando le braccia per evitare una collisione. Cormier ha sostenuto che Usman non abbia sferrato una gomitata né attaccato Song, pur riconoscendo che non avrebbe dovuto entrare nell’Ottagono prima dell’autorizzazione.
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La reazione online è stata molto più dura. Tifosi e alcuni esponenti della comunità MMA hanno chiesto provvedimenti disciplinari, la revoca delle credenziali di Usman come membro dell’angolo e persino una rivalutazione di eventuali future opportunità in UFC. Si tratta, però, di richieste nate dalla visione del filmato e dal dibattito pubblico, non di una decisione ufficiale già adottata.
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Nessuna rissa prolungata: il gesto di Khabib
Dopo quei pochi secondi caotici, la situazione è tornata sotto controllo. Secondo i resoconti, Khabib Nurmagomedov avrebbe aiutato a pulire il sangue dalla ferita sopra l’occhio di Song dopo il KO. Il vincitore ha inoltre elogiato il team Nurmagomedov al termine dell’incontro.
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Umar, dal canto suo, avrebbe fatto sapere di stare bene e di voler tornare a combattere. Il materiale disponibile non offre una valutazione medica dettagliata; la conclusione più prudente è quindi limitata a questo: il suo angolo ha presentato la sconfitta come un ostacolo da superare, non come la fine della carriera.
Song merita la prossima title shot?
Dopo la vittoria Song è stato esplicito: vuole affrontare il vincitore del match tra Petr Yan e Merab Dvalishvili. Il KO contro Umar gli offre un argomento sportivo molto forte, perché è arrivato contro un ex sfidante al titolo di vertice e ha chiuso il match in modo netto.
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La title shot, tuttavia, non è automatica. A gennaio Song aveva perso ai punti contro l’ex campione Sean O’Malley a UFC 324, e O’Malley era ancora considerato un nome centrale nella corsa al titolo. Anche l’esito del combattimento tra Yan e Dvalishvili sarà determinante per stabilire il prossimo abbinamento della divisione.
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La UFC si trova quindi davanti a una vera scelta di matchmaking, non a una decisione già scritta. La prestazione di Shanghai è probabilmente la candidatura più convincente di Song per il prossimo incontro titolato, ma la promozione potrebbe ancora considerare la vittoria precedente di O’Malley, il risultato di Yan-Dvalishvili e l’interesse generato dai diversi possibili incroci.
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La sintesi è semplice: Song ha trasformato il main event casalingo di Shanghai in un upset capace di cambiare la sua carriera. L’episodio con Usman ha aggiunto una coda polemica, ma non ha modificato il risultato ufficiale. A spostare davvero gli equilibri dei pesi gallo è stato l’uppercut, che ha trasformato Song da contendente credibile in un candidato concreto alla cintura.