I 859,4 miliardi di dollari taiwanesi di maggio rappresentano il miglior risultato mai registrato da Foxconn in quel mese. Nei primi cinque mesi del 2026, i ricavi cumulati hanno raggiunto 3,82 trilioni di dollari taiwanesi, in aumento del 31,8% su base annua .
La crescita segue un aprile altrettanto forte: con 832,1 miliardi di dollari taiwanesi, anche quel mese aveva segnato un record . La sequenza conferma che la spinta non è legata a un singolo ordine, ma a una domanda sostenuta per i sistemi destinati ai data center.
Il fattore decisivo sono i rack server per l’AI, cioè le strutture che riuniscono server, acceleratori, sistemi di alimentazione e raffreddamento per gestire carichi di lavoro intensivi. Le spedizioni di rack basati su GPU sono aumentate di 3,8 volte su base annua, mentre quelle di rack con ASIC, chip progettati per compiti specifici, sono cresciute di 3,2 volte .
Michael Chiang, amministratore delegato a rotazione, ha definito l’intelligenza artificiale «il più importante motore di crescita di quest’anno» . I risultati finora pubblicati sembrano confermare questa valutazione: i prodotti cloud e networking, dominati dai server AI, rappresentano ormai quasi la metà dei ricavi di Foxconn . Secondo i dati di mercato presentati alla conferenza con gli investitori, l’azienda detiene inoltre circa il 40% del mercato globale dei server AI .
Durante Computex 2026, la grande fiera tecnologica di Taipei, Foxconn e Intel hanno annunciato una collaborazione strategica per sviluppare infrastrutture AI di nuova generazione, dai chip ai rack, dai sistemi alle applicazioni .
L’obiettivo è combinare l’architettura dei processori, la tecnologia dei semiconduttori e l’ecosistema software di Intel con la capacità produttiva globale e le competenze di integrazione dei sistemi di Foxconn .
L’intesa va quindi oltre una semplice fornitura di componenti. Le due società intendono lavorare su rack basati su processori Intel Xeon e su architetture avanzate per gli acceleratori AI. Il programma comprende anche interconnessioni ad alta velocità, sistemi di raffreddamento a liquido e strumenti di telemetria per migliorare la scalabilità dei data center .
La collaborazione si estende inoltre all’edge AI e alla cosiddetta physical AI, cioè sistemi intelligenti capaci di interagire con il mondo fisico. Tra gli ambiti indicati figurano l’AI agentica, la robotica, la produzione intelligente e le smart city .
Per Foxconn, la logica industriale è duplice. Da una parte, l’azienda è già il principale produttore di server per Nvidia; dall’altra, il rapporto con Intel le consente di diversificare le relazioni con i fornitori di chip e di spostarsi verso prodotti a maggior valore aggiunto . In prospettiva, Foxconn potrebbe proporre soluzioni AI integrate a una platea più ampia di grandi operatori cloud e clienti aziendali, compresi quelli interessati ad architetture basate su Intel.
Il 3 giugno, a margine di Computex, il presidente di Foxconn Young Liu ha incontrato in privato Chey Tae-won, presidente di SK Group. I due hanno discusso possibili collaborazioni nei server AI, nei data center e nelle soluzioni energetiche .
Il gruppo SK comprende anche SK Hynix, uno dei principali produttori di memoria ad alta larghezza di banda utilizzata dagli acceleratori per l’intelligenza artificiale. Questo rende il confronto particolarmente rilevante dal punto di vista dell’integrazione della catena di fornitura.
Le società non hanno reso noti né i termini finanziari né impegni concreti su singoli progetti . L’incontro segnala però che Foxconn sta cercando di costruire un ecosistema composto da più partner, invece di dipendere da un unico fornitore di silicio.
Il rialzo delle previsioni poggia su fondamenta finanziarie solide. Nel primo trimestre 2026 Foxconn ha registrato ricavi per 2,12 trilioni di dollari taiwanesi, in crescita del 29,7% su base annua, mentre l’utile netto è aumentato del 19%, superando le stime degli analisti . Anche marzo aveva stabilito un record mensile, con 803,7 miliardi di dollari taiwanesi e una crescita annua del 45,6% .
La società prevede inoltre di aumentare di oltre il 30% gli investimenti in conto capitale nel 2026, rispetto ai 174 miliardi di dollari taiwanesi del 2025. Foxconn collega direttamente questo incremento alla domanda di infrastrutture AI e cloud . Una maggiore capacità di investimento dovrebbe aiutarla ad aumentare la produzione e a soddisfare le esigenze dei grandi operatori cloud, i cosiddetti hyperscaler.
L’azienda prevede che le spedizioni annuali di rack server AI raddoppieranno nel 2026. La crescita sequenziale, da un trimestre all’altro, dovrebbe inoltre mantenersi su livelli «a doppia cifra elevata» . Young Liu ha indicato un obiettivo di ricavi annuali superiori a 9 trilioni di dollari taiwanesi e ha descritto il 2026 come «un anno molto positivo» per Foxconn .
L’outlook resta molto favorevole, ma non è privo di rischi. Young Liu ha indicato tra gli elementi da monitorare le incertezze geopolitiche e le oscillazioni dei cambi .
Il fattore più importante riguarda però la sostenibilità degli investimenti in AI dei grandi operatori cloud nella seconda metà del 2026. Un rallentamento della spesa da parte degli hyperscaler avrebbe un impatto significativo su Foxconn, vista la sua quota di mercato e la crescente concentrazione dei ricavi nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.
Per il momento, tuttavia, il segnale è netto: due mesi consecutivi di ricavi record, due nuove iniziative strategiche nella stessa settimana e un piano di investimenti aggressivo mostrano che Foxconn scommette su un’espansione dell’infrastruttura AI ancora lunga. L’azienda vuole approfittarne non solo assemblando rack, ma coprendo un numero crescente di livelli della filiera: dai chip al raffreddamento, fino alle soluzioni complete per i data center.
I 859,4 miliardi di dollari taiwanesi di maggio rappresentano il miglior risultato mai registrato da Foxconn in quel mese. Nei primi cinque mesi del 2026, i ricavi cumulati hanno raggiunto 3,82 trilioni di dollari taiwanesi, in aumento del 31,8% su base annua .
La crescita segue un aprile altrettanto forte: con 832,1 miliardi di dollari taiwanesi, anche quel mese aveva segnato un record . La sequenza conferma che la spinta non è legata a un singolo ordine, ma a una domanda sostenuta per i sistemi destinati ai data center.
Il fattore decisivo sono i rack server per l’AI, cioè le strutture che riuniscono server, acceleratori, sistemi di alimentazione e raffreddamento per gestire carichi di lavoro intensivi. Le spedizioni di rack basati su GPU sono aumentate di 3,8 volte su base annua, mentre quelle di rack con ASIC, chip progettati per compiti specifici, sono cresciute di 3,2 volte .
Michael Chiang, amministratore delegato a rotazione, ha definito l’intelligenza artificiale «il più importante motore di crescita di quest’anno» . I risultati finora pubblicati sembrano confermare questa valutazione: i prodotti cloud e networking, dominati dai server AI, rappresentano ormai quasi la metà dei ricavi di Foxconn . Secondo i dati di mercato presentati alla conferenza con gli investitori, l’azienda detiene inoltre circa il 40% del mercato globale dei server AI .
Durante Computex 2026, la grande fiera tecnologica di Taipei, Foxconn e Intel hanno annunciato una collaborazione strategica per sviluppare infrastrutture AI di nuova generazione, dai chip ai rack, dai sistemi alle applicazioni .
L’obiettivo è combinare l’architettura dei processori, la tecnologia dei semiconduttori e l’ecosistema software di Intel con la capacità produttiva globale e le competenze di integrazione dei sistemi di Foxconn .
L’intesa va quindi oltre una semplice fornitura di componenti. Le due società intendono lavorare su rack basati su processori Intel Xeon e su architetture avanzate per gli acceleratori AI. Il programma comprende anche interconnessioni ad alta velocità, sistemi di raffreddamento a liquido e strumenti di telemetria per migliorare la scalabilità dei data center .
La collaborazione si estende inoltre all’edge AI e alla cosiddetta physical AI, cioè sistemi intelligenti capaci di interagire con il mondo fisico. Tra gli ambiti indicati figurano l’AI agentica, la robotica, la produzione intelligente e le smart city .
Per Foxconn, la logica industriale è duplice. Da una parte, l’azienda è già il principale produttore di server per Nvidia; dall’altra, il rapporto con Intel le consente di diversificare le relazioni con i fornitori di chip e di spostarsi verso prodotti a maggior valore aggiunto . In prospettiva, Foxconn potrebbe proporre soluzioni AI integrate a una platea più ampia di grandi operatori cloud e clienti aziendali, compresi quelli interessati ad architetture basate su Intel.
Il 3 giugno, a margine di Computex, il presidente di Foxconn Young Liu ha incontrato in privato Chey Tae-won, presidente di SK Group. I due hanno discusso possibili collaborazioni nei server AI, nei data center e nelle soluzioni energetiche .
Il gruppo SK comprende anche SK Hynix, uno dei principali produttori di memoria ad alta larghezza di banda utilizzata dagli acceleratori per l’intelligenza artificiale. Questo rende il confronto particolarmente rilevante dal punto di vista dell’integrazione della catena di fornitura.
Le società non hanno reso noti né i termini finanziari né impegni concreti su singoli progetti . L’incontro segnala però che Foxconn sta cercando di costruire un ecosistema composto da più partner, invece di dipendere da un unico fornitore di silicio.
Il rialzo delle previsioni poggia su fondamenta finanziarie solide. Nel primo trimestre 2026 Foxconn ha registrato ricavi per 2,12 trilioni di dollari taiwanesi, in crescita del 29,7% su base annua, mentre l’utile netto è aumentato del 19%, superando le stime degli analisti . Anche marzo aveva stabilito un record mensile, con 803,7 miliardi di dollari taiwanesi e una crescita annua del 45,6% .
La società prevede inoltre di aumentare di oltre il 30% gli investimenti in conto capitale nel 2026, rispetto ai 174 miliardi di dollari taiwanesi del 2025. Foxconn collega direttamente questo incremento alla domanda di infrastrutture AI e cloud . Una maggiore capacità di investimento dovrebbe aiutarla ad aumentare la produzione e a soddisfare le esigenze dei grandi operatori cloud, i cosiddetti hyperscaler.
L’azienda prevede che le spedizioni annuali di rack server AI raddoppieranno nel 2026. La crescita sequenziale, da un trimestre all’altro, dovrebbe inoltre mantenersi su livelli «a doppia cifra elevata» . Young Liu ha indicato un obiettivo di ricavi annuali superiori a 9 trilioni di dollari taiwanesi e ha descritto il 2026 come «un anno molto positivo» per Foxconn .
L’outlook resta molto favorevole, ma non è privo di rischi. Young Liu ha indicato tra gli elementi da monitorare le incertezze geopolitiche e le oscillazioni dei cambi .
Il fattore più importante riguarda però la sostenibilità degli investimenti in AI dei grandi operatori cloud nella seconda metà del 2026. Un rallentamento della spesa da parte degli hyperscaler avrebbe un impatto significativo su Foxconn, vista la sua quota di mercato e la crescente concentrazione dei ricavi nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.
Per il momento, tuttavia, il segnale è netto: due mesi consecutivi di ricavi record, due nuove iniziative strategiche nella stessa settimana e un piano di investimenti aggressivo mostrano che Foxconn scommette su un’espansione dell’infrastruttura AI ancora lunga. L’azienda vuole approfittarne non solo assemblando rack, ma coprendo un numero crescente di livelli della filiera: dai chip al raffreddamento, fino alle soluzioni complete per i data center.