Nel terzo trimestre fiscale Apple ha registrato 109,42 miliardi di dollari di ricavi, in crescita del 16%, mentre i ricavi dell’iPhone sono aumentati del 22%, a circa 54,25 miliardi. Un lancio autunnale concentrato sui modelli Pro e su un possibile iPhone pieghevole aumenterebbe probabilmente il prezzo medio di vend...
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: What factors are driving Apple’s recent share-price rise, what is reportedly planned for the iPhone 18 launch—including the September 2026 r. Article summary: Apple’s recent rise appears to reflect renewed optimism about an unusually premium-heavy iPhone cycle, following strong June-quarter iPhone demand. But much of the iPhone 18 case remains supply-chain reporting and analys. Topic tags: general, general web. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts with fake numbers, clic
La forza recente del titolo Apple nasce da due scommesse collegate: la domanda per l’iPhone è ancora solida e il prossimo ciclo potrebbe spostare ulteriormente il mix verso i dispositivi più costosi. È un’ipotesi che potrebbe aumentare i ricavi per smartphone, ma anche mettere alla prova le vendite durante la stagione natalizia del 2026.
La premessa, però, è essenziale: Apple non ha ancora annunciato né la gamma iPhone 18 né il calendario di lancio. Le finestre di settembre 2026 e primavera 2027 si basano su indiscrezioni, informazioni della filiera produttiva e previsioni degli analisti.
Nel terzo trimestre fiscale Apple ha riportato ricavi per 109,42 miliardi di dollari, in aumento del 16% rispetto all’anno precedente, e un utile diluito per azione di 2,02 dollari, in crescita del 29%. I ricavi dell’iPhone sono saliti del 22%, raggiungendo circa 54,25 miliardi di dollari, sostenuti da una domanda record nel trimestre di giugno.
I risultati hanno fornito agli investitori un segnale positivo sulla domanda a breve termine, soprattutto per il principale prodotto dell’azienda. Il 19 agosto il titolo è stato indicato in rialzo dell’1,67%, a 315,20 dollari, mentre il mercato valutava l’ipotesi di un lancio dell’iPhone 18 più orientato alla fascia alta.
La reazione, tuttavia, non è stata sempre favorevole. Dopo la pubblicazione dei risultati, le azioni Apple sono inizialmente scese di oltre il 6% nelle contrattazioni after-hours, nonostante il superamento delle stime su ricavi e utili. Tra le preoccupazioni sono state citate una previsione meno incoraggiante e ricavi dai Servizi inferiori alle attese.
Il quadro, quindi, è più articolato di un semplice rally dopo i risultati: gli investitori apprezzano la spinta dell’iPhone, ma restano attenti alla guidance, alla crescita dei Servizi e al costo dei futuri dispositivi.
Diverse ricostruzioni descrivono un lancio diviso in due fasi, non un rinvio dell’intera famiglia:
MacRumors ha riferito che Apple potrebbe presentare i modelli Pro e il pieghevole a settembre, per poi lanciare l’iPhone 18 standard nel primo trimestre del 2027. Altre ricostruzioni collocano allo stesso modo i modelli standard in primavera e descrivono l’evento autunnale come una presentazione riservata ai prodotti premium.
È stata inoltre ipotizzata una finestra per l’evento del 8 o 9 settembre, con un’indiscrezione che indica in particolare il 9 settembre. Apple, però, non ha confermato alcuna data.
Una presentazione autunnale limitata ai modelli Pro e a un pieghevole cambierebbe il mix di prodotto proprio nel periodo più importante per gli acquisti, quello che include il Black Friday e il Natale. Se in autunno i dispositivi nuovi fossero soprattutto quelli di fascia alta, il prezzo medio di vendita — l’ASP, acronimo di average selling price — potrebbe aumentare.
Un ASP più elevato significa più ricavi per ogni iPhone venduto e può sostenere il valore complessivo dei margini anche in presenza di un calo delle unità. È questo il cuore della tesi rialzista: Apple concentrerebbe capacità produttiva, marketing e attenzione dei consumatori sui modelli più redditizi, invece di presentare tutta la gamma nello stesso momento.
Ma il calcolo può funzionare anche al contrario. Chi normalmente sceglierebbe l’iPhone standard non avrebbe un nuovo modello più accessibile nel periodo natalizio. Alcuni consumatori potrebbero quindi:
Di conseguenza, un ASP più alto non garantirebbe automaticamente ricavi complessivi maggiori. Apple dovrebbe ottenere abbastanza ricavi aggiuntivi per dispositivo da compensare minori volumi, acquisti posticipati e possibili limiti produttivi.
L’analista di GF Securities Jeff Pu avrebbe stimato che i modelli iPhone 18 Pro potrebbero costare circa 200-300 dollari in più rispetto ai predecessori. La motivazione indicata riguarda soprattutto i costi più elevati dei chip prodotti con processo a 2 nanometri e delle memorie DRAM e NAND.
Non si tratta di un listino Apple confermato e le diverse ricostruzioni non concordano su ogni dettaglio. La previsione mette comunque in evidenza il nodo centrale della strategia premium: i componenti più avanzati possono rendere i nuovi iPhone più potenti, ma anche più costosi da produrre e più difficili da proporre a prezzi competitivi.
Un iPhone pieghevole aggiungerebbe al catalogo un ulteriore prodotto di fascia altissima. Prima di un annuncio ufficiale, però, è difficile valutarne l’impatto commerciale: design, prezzo, disponibilità e capacità produttiva restano sconosciuti.
Le indiscrezioni più ricorrenti indicano diversi aggiornamenti, ma nessuno può essere considerato una specifica definitiva.
Secondo i report, i modelli Pro e il presunto pieghevole potrebbero utilizzare un chip A20 Pro realizzato con un processo produttivo di nuova generazione a 2 nanometri. Alcune analisi suggeriscono inoltre che i dispositivi di fascia alta potrebbero condividere il chip e adottare 12 GB di memoria.
Un processo produttivo più piccolo potrebbe migliorare le prestazioni o l’efficienza energetica, ma le informazioni disponibili non permettono di stabilire quali saranno i vantaggi reali nell’uso quotidiano. Un nuovo processo comporta anche rischi legati alla produzione e alla resa dei chip, soprattutto se venisse impiegato per un lancio di grande importanza.
Le indiscrezioni descrivono anche un modem cellulare C2 progettato internamente da Apple per la gamma iPhone 18 Pro e per il pieghevole. Sarebbe un altro passo nel tentativo dell’azienda di sviluppare in casa componenti fondamentali, ma le fonti disponibili non chiariscono come si comporterebbe rispetto alle soluzioni modem concorrenti.
Un’altra voce ricorrente riguarda una fotocamera principale ad apertura variabile sui modelli Pro, incluso il Pro Max. A differenza di un’apertura fissa, quella variabile consente di modificare l’ampiezza dell’apertura dell’obiettivo, controllando meglio la quantità di luce e la profondità di campo.
L’aggiornamento avrebbe quindi una componente ottica e fotografica più marcata rispetto al consueto miglioramento basato soprattutto sull’elaborazione computazionale delle immagini. Restano da chiarire l’implementazione precisa e l’eventuale presenza della funzione su entrambi i modelli Pro.
Secondo alcuni report, lo spostamento di parte dei componenti del Face ID sotto lo schermo potrebbe ridurre le dimensioni della Dynamic Island. Altre indiscrezioni prevedono però dimensioni dello schermo sostanzialmente analoghe a quelle della generazione precedente e un linguaggio estetico complessivamente familiare.
Il risultato potrebbe essere un aggiornamento importante all’interno del dispositivo senza una trasformazione radicale dell’aspetto esterno. Ed è proprio qui che emerge un possibile problema di differenziazione: se il design non cambiasse molto, gli acquirenti dovrebbero attribuire un valore sufficiente al nuovo chip, al modem, alla fotocamera e alla Dynamic Island più compatta per giustificare un prezzo più alto.
La tesi ottimista è lineare. L’ultimo trimestre ha mostrato una domanda robusta per l’iPhone e un lancio concentrato sui modelli Pro e pieghevole potrebbe aumentare il peso dei dispositivi più costosi. Un nuovo modem, un chip prodotto con tecnologia avanzata e una fotocamera ad apertura variabile darebbero al ciclo una maggiore distintività rispetto a un normale aggiornamento annuale.
La tesi prudente si concentra invece sull’esecuzione e sulla domanda. I costi più elevati di memoria e chip potrebbero tradursi in rincari. Un processo produttivo inedito e un design pieghevole potrebbero creare problemi di disponibilità o di resa produttiva. L’assenza di un nuovo iPhone standard durante le festività potrebbe ridurre il numero di persone disposte ad aggiornare subito il proprio telefono.
Inoltre, se i modelli Pro mantenessero dimensioni e aspetto simili ai predecessori, alcuni consumatori potrebbero non percepire miglioramenti pratici sufficienti per accettare un aumento significativo del prezzo. Le preoccupazioni su eventuali progetti di design più ambiziosi, sulla capacità produttiva e sulla disponibilità più limitata alimentano ulteriormente l’incertezza.
Le informazioni disponibili sostengono l’ipotesi di una strategia premium-first, ma non permettono di prevederne con certezza il risultato finanziario. Apple potrebbe aumentare l’ASP vendendo meno unità, oppure scoprire che la domanda per i prodotti premium è abbastanza forte da compensare una gamma autunnale più ristretta. I dati decisivi saranno il mix di prodotti confermato, i prezzi, la capacità produttiva e le vendite natalizie.
La questione non è tanto se un lancio premium-only farebbe salire il prezzo medio degli iPhone: con ogni probabilità lo farebbe. Il punto è capire se il maggior ricavo per dispositivo riuscirà a compensare una scelta più limitata nel periodo natalizio e prezzi potenzialmente più elevati.
Per ora, il segnale più solido resta la crescita del 22% su base annua dei ricavi dell’iPhone nel terzo trimestre fiscale. Il resto della tesi — lancio autunnale di Pro e pieghevole, modelli standard nella primavera 2027, rincari di 200-300 dollari e nuove caratteristiche hardware — rimane una previsione molto seguita, ma non confermata.
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Nel terzo trimestre fiscale Apple ha registrato 109,42 miliardi di dollari di ricavi, in crescita del 16%, mentre i ricavi dell’iPhone sono aumentati del 22%, a circa 54,25 miliardi.
Nel terzo trimestre fiscale Apple ha registrato 109,42 miliardi di dollari di ricavi, in crescita del 16%, mentre i ricavi dell’iPhone sono aumentati del 22%, a circa 54,25 miliardi. Un lancio autunnale concentrato sui modelli Pro e su un possibile iPhone pieghevole aumenterebbe probabilmente il prezzo medio di vendita, ma l’assenza di un nuovo modello standard potrebbe rinviare o ridurre gli acqu...
Le indiscrezioni parlano di rincari nell’ordine di 200 300 dollari, legati soprattutto ai costi dei chip a 2 nanometri e delle memorie DRAM e NAND.