Il presidente della Fed, Kevin Warsh, alla sua seconda conferenza stampa nel ruolo, ha adottato un approccio paziente. Il mercato obbligazionario, però, ha letto quella pazienza come una forma di restrizione monetaria indiretta .
Il rendimento del Treasury a 30 anni è aumentato di 10 punti base, raggiungendo il 5,21%: il livello più elevato degli ultimi 19 anni. Il rendimento del decennale è invece salito di 7 punti base, al 4,67% . Rendimenti superiori al 5,1% sulle scadenze più lunghe hanno storicamente esercitato pressione sugli asset più rischiosi a livello globale .
A complicare ulteriormente il quadro, Bloomberg ha riferito che Warsh starebbe valutando una riduzione del numero di riunioni della Fed previste in calendario. Secondo economisti e strategist, meno appuntamenti programmati potrebbero rendere le decisioni di politica monetaria più imprevedibili e potenzialmente più destabilizzanti .
La Borsa di Hong Kong arrivava all’appuntamento in una posizione tutt’altro che solida. L’indice Hang Seng aveva perso l’11% tra gennaio e giugno 2026, sottoperformando la maggior parte dei principali benchmark globali. Tra i fattori indicati figuravano la svolta più restrittiva della Fed e la scarsità, sul mercato locale, di società considerate esposizioni dirette al tema dell’intelligenza artificiale .
Il tentativo di recupero appariva quindi fragile . Un aumento inatteso del costo del denaro negli Stati Uniti, o anche soltanto un tono più aggressivo da parte di Warsh, avrebbe potuto interrompere la rotazione in corso dai titoli AI più costosi verso società value e settori più ampi .
Il rischio si è concretizzato proprio mentre il sell-off del comparto AI prendeva velocità. In un simile contesto, anche un’IPO legata alle infrastrutture dell’intelligenza artificiale ha faticato a conquistare gli investitori.
Zhongji Innolight, azienda quotata a Shenzhen che produce ricetrasmettitori ottici utilizzati nei data center per l’intelligenza artificiale, ha raccolto 53,4 miliardi di dollari di Hong Kong, circa 6,81 miliardi di dollari USA . È stata la più grande quotazione di Hong Kong in sette anni, dai 12,9 miliardi di dollari raccolti da Alibaba nel 2019 .
La società ha collocato 54,5 milioni di azioni H a 980 dollari di Hong Kong per azione, al di sotto del tetto massimo indicativo di 1.010 dollari di Hong Kong e con uno sconto dell’11% rispetto al titolo negoziato sul mercato interno cinese .
L’operazione aveva ricevuto il sostegno di oltre 30 investitori cornerstone, tra cui BlackRock, Temasek e il Canada Pension Plan Investment Board . Ma l’interesse iniziale non è bastato a proteggere il titolo dalla debolezza generale del settore.
Le azioni hanno aperto a 971 dollari di Hong Kong, appena lo 0,1% sotto il prezzo di offerta, per poi scivolare fino a 895 dollari, con una perdita superiore all’8,5% entro la prima ora di contrattazioni . Anche il mercato grigio aveva già anticipato una partenza complicata: il giorno precedente il titolo trattava a un valore inferiore del 3,8% rispetto al prezzo di collocamento .
Sul profilo della società pesa inoltre un elemento geopolitico. Zhongji Innolight è tra le aziende cinesi inserite a giugno nella lista nera del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti per presunti legami con l’apparato militare .
Dopo la decisione della Fed, anche la Hong Kong Monetary Authority, l’autorità monetaria della città, ha lasciato invariato il tasso di base al 4% .
La combinazione tra rendimenti obbligazionari statunitensi in aumento, incertezza sulla traiettoria dei tassi e accoglienza deludente per la maxi-IPO ha appesantito il sentiment. L’Hang Seng ha terminato la giornata a 23.924,81 punti, in calo dell’1,6% .
| Fattore | Impatto principale |
|---|---|
| Fed ferma, ma voto 9-3 e tono restrittivo | Il rendimento del Treasury a 30 anni è salito al 5,21%, massimo da 19 anni; l’ipotesi di meno riunioni aggiunge incertezza |
| Perdita dell’11% nel primo semestre | Il rimbalzo di Hong Kong è rimasto fragile e più esposto a eventuali sorprese restrittive |
| IPO Zhongji Innolight da 6,8 miliardi di dollari | Il titolo ha aperto quasi invariato, ma è poi crollato di oltre l’8,5% mentre il sell-off dell’AI prendeva il sopravvento |
La giornata ha mostrato quanto siano ormai intrecciati, per Hong Kong, politica monetaria globale, valutazioni dei titoli legati all’intelligenza artificiale e dinamiche delle quotazioni locali. La lezione per gli investitori è stata netta: una Fed che non alza i tassi non equivale necessariamente a un mercato privo di rischi.