È un risultato che contrasta nettamente con quello delle auto elettriche cinesi, ormai quasi escluse dal mercato statunitense. La differenza non dipende dall'assenza di dazi in entrambi i casi, ma dal fatto che il carico tariffario e il rischio normativo sono molto più pesanti per le automobili elettriche.
Per anni molti produttori cinesi sono stati associati soprattutto a modelli economici e di piccola cilindrata. Aziende come CFMoto, Zongshen e Loncin hanno però investito nello sviluppo di tecnologie proprietarie per motori, telai ed elettronica.
Il risultato è una presenza crescente nei segmenti sopra i 500 cc, tradizionalmente dominati da marchi come Honda, Yamaha e BMW . L'operazione ha contribuito ad aumentare non solo il numero di moto esportate, ma anche il loro valore medio.
La crescita non è dipesa da un solo Paese. Oltre al forte aumento delle esportazioni verso gli Stati Uniti, nuovi volumi sono arrivati dai mercati emergenti del Sud-est asiatico, dell'America Latina e dell'Africa .
Anche le due ruote elettriche cinesi stanno crescendo rapidamente, sebbene rappresentino una categoria distinta rispetto alle motociclette tradizionali con motore a combustione. Nel primo trimestre del 2026 le esportazioni di veicoli elettrici a due ruote sono aumentate del 68,2% su base annua, arrivando a circa 7,2 milioni di unità .
La spinta si vede anche a livello locale. Jiangmen, nella provincia del Guangdong e conosciuta come la “capitale cinese delle motociclette”, ha registrato nei primi due mesi del 2026 un aumento del 32,4% nelle esportazioni, arrivate a 3,26 miliardi di yuan, circa 477 milioni di dollari. Le moto hanno rappresentato il 10,8% del valore totale delle esportazioni della città .
Lo stesso andamento è emerso a livello nazionale: tra gennaio e febbraio la Cina ha esportato 8,08 milioni di motociclette complete, il 32,5% in più rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il valore delle esportazioni ha raggiunto 24,55 miliardi di yuan, con una crescita del 30,2% .
La differenza principale è la struttura dei dazi statunitensi. Per le motociclette cinesi, il peso complessivo è elevato ma ancora gestibile: circa il 35%, prima dei normali dazi MFN, cioè quelli applicati secondo la tariffa generale della nazione più favorita.
Per le auto elettriche cinesi, invece, il solo dazio aggiuntivo Section 301 è pari al 100%. Sommato al sovrapprezzo globale del 10% previsto dalla Section 122 e al normale dazio MFN, porta il costo effettivo ben oltre il 100% .
| Voce tariffaria | Aliquota | Situazione per le motociclette |
|---|---|---|
| Section 301, List 2 | 25% | Si applica alle motociclette cinesi |
| Sovrapprezzo globale Section 122 | 10% | Si applica dal 24 febbraio 2026, in sostituzione dei dazi IEEPA |
| Section 232 su acciaio e alluminio | 25% sui derivati | Le motociclette complete sono state escluse dall'elenco dei prodotti derivati nell'aprile 2026 |
| Totale indicativo | Circa 35% | Prima dei normali dazi MFN |
Il passaggio decisivo è arrivato il 6 aprile 2026, quando l'amministrazione statunitense ha modificato la proclamazione relativa alla Section 232, eliminando le motociclette complete dall'elenco dei prodotti derivati soggetti ai dazi su acciaio, alluminio e rame .
L'industria motociclistica aveva sostenuto che le moto contenessero una quantità limitata di acciaio e che l'applicazione dei dazi avrebbe danneggiato concessionari e consumatori statunitensi . L'esenzione non è però totale: molti materiali metallici continuano a essere soggetti a dazio e le parti aftermarket o di ricambio potrebbero rimanere esposte a un'aliquota del 25% .
| Voce tariffaria | Aliquota | Situazione per le auto elettriche cinesi |
|---|---|---|
| Section 301, settore strategico | 100% | Aumentata dal 25% nel settembre 2024 |
| Sovrapprezzo globale Section 122 | 10% | Si applica |
| Section 232 su veicoli e componenti | 25% | Si applica a veicoli passeggeri e componenti auto dal 2025 |
| Rischio legislativo | In aumento | Un comitato del Senato ha approvato nel luglio 2026 un provvedimento contro la vendita di veicoli cinesi |
| Totale indicativo | Circa 110-135% | Di fatto quasi proibitivo |
In pratica, le esportazioni di auto elettriche cinesi verso gli Stati Uniti sono trascurabili. Il dazio Section 301 del 100%, aggiunto al normale dazio MFN del 2,5%, rende proibitivo anche il prezzo dei modelli più economici .
A questo si aggiungono le iniziative statunitensi rivolte al software e all'hardware dei veicoli connessi di origine cinese. Nel luglio 2026 un comitato del Senato ha inoltre approvato un disegno di legge specificamente orientato a limitare la vendita di veicoli cinesi .
Le motociclette cinesi non sono esenti dalla guerra commerciale: devono comunque sostenere un dazio complessivo significativo. La differenza è che, dopo l'esclusione delle moto complete dalla Section 232, il loro carico resta abbastanza contenuto da consentire a produttori e importatori di mantenere un'attività commerciale negli Stati Uniti.
Le auto elettriche, al contrario, devono affrontare una combinazione di dazi superiori al 100% e possibili divieti legislativi. Per questo la Cina è riuscita a conquistare terreno nel mercato americano delle motociclette proprio mentre le sue auto elettriche restano, di fatto, fuori dai giochi .