Alphabet beneficiava dell’entusiasmo per la monetizzazione dell’IA e di circa 15,2 miliardi di dollari di ricavi trimestrali legati all’intelligenza artificiale . Apple, invece, appariva ancora troppo dipendente dai cicli dell’iPhone e con una Siri incapace di tenere il passo con strumenti generativi come ChatGPT e Claude . In quei giorni il titolo era sceso a circa 260 dollari, aumentando la pressione sul management affinché presentasse una strategia credibile sull’IA.
La risposta è arrivata pochi giorni dopo. Il 12 gennaio Apple e Google hanno annunciato una collaborazione pluriennale secondo cui la prossima generazione di Apple Foundation Models sarà basata sui modelli Gemini e sulla tecnologia cloud di Google .
Secondo le ricostruzioni disponibili, Apple avrebbe scelto una versione personalizzata di Gemini da 1.200 miliardi di parametri, con un costo stimato intorno a 1 miliardo di dollari l’anno . Il modello dovrebbe fornire la base per la nuova Siri e per future funzioni di Apple Intelligence.
L’architettura, tuttavia, mantiene il controllo dell’esperienza in mano ad Apple. Le richieste più complesse verrebbero elaborate attraverso Private Cloud Compute, l’infrastruttura cloud privata di Apple, invece di essere inviate direttamente ai server di Google . Le attività più semplici possono continuare a essere gestite sul dispositivo, mentre quelle più impegnative vengono trasferite al cloud privato.
La partnership ha cambiato rapidamente la percezione degli investitori. Apple non veniva più vista soltanto come un’azienda rimasta indietro nella corsa all’IA, ma come una piattaforma in grado di integrare il modello più adatto senza dover costruire da sola ogni componente tecnologica .
I dettagli più concreti della svolta sono emersi a fine maggio, quando immagini attribuite ai test interni di Apple e riportate da Mark Gurman hanno mostrato la nuova Siri, nome in codice “Campos” .
Stando alle indiscrezioni, con iOS 27 Siri non riceverà soltanto qualche miglioramento: diventerebbe una vera app autonoma, disponibile per la prima volta come spazio dedicato alle conversazioni. L’interfaccia ricorderebbe iMessage, con cronologia delle chat, conversazioni fissate e ricercabili, caricamento di file e interazione sia testuale sia vocale .
Quando viene attivata, Siri dovrebbe mostrare nella Dynamic Island un campo “Search or Ask”, accompagnato da un’animazione luminosa a forma di pillola. Le risposte comparirebbero in schede trasparenti, espandibili in una conversazione completa .
Il cambiamento più importante sarebbe però funzionale. Siri passerebbe da un sistema basato soprattutto su comandi singoli a un agente conversazionale capace di gestire più richieste collegate e di ricordare il contesto dello scambio . È proprio questa promessa, più che il semplice restyling grafico, ad aver riacceso l’interesse per il progetto.
Un altro tassello centrale di iOS 27 sarebbe il framework Extensions. Attraverso un nuovo pannello — Impostazioni → Apple Intelligence e Siri → Extensions — gli utenti potrebbero scegliere quale modello utilizzare per Siri, Strumenti di scrittura e Image Playground .
Tra i fornitori indicati nelle anticipazioni figurano:
In pratica, Apple si trasformerebbe da fornitore di un unico sistema di IA a livello di instradamento tra più modelli. Un utente potrebbe preferire Claude per il coding, Gemini per la ricerca e ChatGPT per la scrittura creativa, scegliendo il servizio in base al tipo di richiesta .
La novità avrebbe anche una rilevanza strategica. Invece di legare l’intera esperienza a un solo partner, Apple manterrebbe il controllo del sistema operativo e dell’interfaccia, lasciando competere diversi servizi all’interno del proprio ecosistema . L’azienda ridurrebbe così la dipendenza da un singolo fornitore, continuando al tempo stesso a rendere l’iPhone il punto di accesso principale a questi strumenti.
L’attenzione degli investitori non riguarda soltanto l’IA. iOS 27 dovrebbe includere anche API e interfacce pensate per il primo iPhone pieghevole di Apple, atteso secondo le indiscrezioni per settembre 2026 .
Le specifiche non sono state confermate ufficialmente, ma le voci parlano di uno schermo da 5,5 pollici da chiuso e di un display da 7,8 pollici da aperto, con un design simile a quello di un libro . Il dispositivo dovrebbe utilizzare iOS, non iPadOS.
Le nuove API per il multitasking e per le interfacce ridimensionabili darebbero agli sviluppatori circa due mesi per adattare le proprie applicazioni prima dell’eventuale arrivo dell’hardware . È una strategia già utilizzata da Apple in precedenti transizioni, come quelle legate all’iPad e all’Apple Watch.
Un nuovo formato potrebbe offrire ad Apple una risposta alla percezione di una crescita più lenta dell’iPhone tradizionale. In questo senso, il pieghevole rappresenta un secondo pilastro della rimonta: non solo un nuovo prodotto, ma l’avvio di un possibile ciclo hardware capace di affiancare la trasformazione software.
L’effetto combinato dell’accordo con Google, della Siri “Campos”, del framework Extensions e delle anticipazioni sull’iPhone pieghevole ha portato la capitalizzazione di Apple da circa 3.840 miliardi di dollari il 7 gennaio a 4.630 miliardi il 2 giugno, con un incremento di circa 790 miliardi di dollari .
Il titolo ha guadagnato all’incirca il 21% dall’inizio dell’anno, riconquistando il secondo posto tra le società di maggior valore al mondo, dietro Nvidia, che nello stesso periodo risultava valutata circa 5.397 miliardi di dollari .
Il mercato, però, ora si aspetta molto. Le quotazioni incorporano già una parte del successo annunciato per la WWDC: la conferenza dovrà dimostrare che la nuova Siri è davvero in grado di gestire conversazioni articolate e che Extensions funziona come una piattaforma multi-modello, non soltanto come una serie di integrazioni separate .
Apple è riuscita a spostare il racconto da “ha perso il treno dell’IA” a “sta trasformando l’iPhone nella piattaforma IA definitiva”. La vera prova arriverà quando le funzioni promesse passeranno dalle indiscrezioni ai prodotti disponibili. Per ora, il percorso dal sorpasso di Alphabet ai massimi storici resta una delle più rapide inversioni di sentiment mai viste nel settore tecnologico .