L’OMC ha rivisto al rialzo la previsione di crescita del commercio mondiale di merci nel 2026: dal 1,9% stimato a marzo al 3,9%. Nel primo semestre, le esportazioni mediorientali di petrolio greggio sono diminuite di circa il 24% su base annua e quelle di GNL del 47%; altri fornitori hanno aumentato le spedizioni.
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: What does the WTO’s latest global trade outlook reveal about the Middle East conflict’s impact on LNG and crude oil exports in the first hal. Article summary: The WTO’s latest outlook says the Middle East conflict sharply disrupted energy exports, but replacement supplies and exceptionally strong trade in AI-related goods kept global goods trade growing. It raised its 2026 mer. Topic tags: general, general web. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts with fake numbers, clic
Il commercio mondiale di merci ha resistito meglio del previsto alle interruzioni legate al conflitto in Medio Oriente. Nel primo semestre del 2026, le esportazioni mediorientali di petrolio greggio sono calate di circa il 24% su base annua e quelle di gas naturale liquefatto (GNL) del 47%. L’aumento delle forniture da altri Paesi ha attutito parte del colpo, mentre la forte domanda di prodotti legati all’intelligenza artificiale (IA) ha sostenuto gli scambi. Per il 2026, l’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) ha quindi portato la previsione di crescita del commercio di merci al 3,9%, dal 1,9% indicato nella stima di marzo. 40
42
48
I cali del 24% per il petrolio greggio e del 47% per il GNL riguardano le esportazioni del Medio Oriente: non descrivono una diminuzione equivalente degli scambi globali dei due combustibili. Nel complesso, il volume del commercio mondiale di merci è cresciuto del 3,5% nel primo semestre del 2026, pur tra le interruzioni causate dal conflitto. 42
33
Altri produttori hanno contribuito a colmare parte della carenza. Per il GNL sono aumentate le spedizioni di Malesia, Norvegia e Angola; per il petrolio greggio quelle di Stati Uniti, Norvegia e Brasile. Le forniture alternative hanno contenuto gli effetti più ampi delle minori esportazioni mediorientali, senza però eliminare la perturbazione dell’offerta. 42
Lo Stretto di Hormuz è una rotta fondamentale per le esportazioni di GNL di Qatar ed Emirati Arabi Uniti. Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia (AIE), in condizioni normali vi transita circa il 93% dell’export di GNL del Qatar e il 96% di quello degli Emirati. Dal 1° marzo, le interruzioni del transito hanno ridotto le forniture dei due Paesi di oltre 300 milioni di metri cubi al giorno. 17
25
Questi dati aiutano a capire perché un’interruzione concentrata nel Golfo possa ripercuotersi sui mercati energetici internazionali. L’aumento delle esportazioni da altre aree ha compensato una parte delle perdite, ma la dipendenza da una rotta così importante ha lasciato i flussi globali esposti allo shock. 25
Gli scambi di beni abilitanti per l’IA, tra cui semiconduttori e server, sono aumentati del 67% su base annua. In termini di valore, hanno rappresentato il 47% della crescita del commercio mondiale di merci nel primo semestre del 2026. 40
45
Il dato misura il contributo alla crescita, non il peso complessivo di questi prodotti nel commercio. Secondo i dati dell’OMC, alla fine del 2025 i beni abilitanti per l’IA costituivano il 16,8% del commercio totale di merci: è una quota riferita all’anno precedente, non al primo semestre del 2026. 2
La loro forte performance aiuta a spiegare perché gli scambi di merci abbiano retto nonostante le conseguenze del conflitto. Non significa, però, che tutti i settori commerciali siano cresciuti allo stesso modo: l’OMC ha anche rivisto al ribasso le prospettive per il commercio di servizi. 40
La nuova stima dell’OMC prevede una crescita del commercio mondiale di merci del 3,9% nel 2026, rispetto allo scenario di base dell’1,9% pubblicato a marzo. Il confronto è con quella previsione di marzo, non con una stima di aprile. Per il 2027, l’organizzazione prospetta una crescita del 4,1%. 35
48
Per l’economia mondiale nel suo complesso, le previsioni indicano una crescita del PIL del 2,6% nel 2026 e del 2,9% nel 2027. 35
La revisione al rialzo segnala che gli scambi di merci si sono dimostrati più resilienti del previsto, sostenuti dalla domanda di prodotti legati all’IA e dagli aggiustamenti delle catene di fornitura. Non vuol dire che lo shock energetico sia superato: i costi elevati dell’energia e le interruzioni delle rotte di trasporto restano rischi, mentre le prospettive per i servizi sono più deboli di quelle per le merci. 8
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L’OMC ha rivisto al rialzo la previsione di crescita del commercio mondiale di merci nel 2026: dal 1,9% stimato a marzo al 3,9%.
L’OMC ha rivisto al rialzo la previsione di crescita del commercio mondiale di merci nel 2026: dal 1,9% stimato a marzo al 3,9%. Nel primo semestre, le esportazioni mediorientali di petrolio greggio sono diminuite di circa il 24% su base annua e quelle di GNL del 47%; altri fornitori hanno aumentato le spedizioni.
Gli scambi di beni abilitanti per l’IA sono cresciuti del 67% su base annua e hanno rappresentato il 47% dell’aumento in valore del commercio di merci, contribuendo a contenere l’impatto dello shock energetico.
L’OMC ha rivisto al rialzo la previsione di crescita del commercio mondiale di merci nel 2026: dal 1,9% stimato a marzo al 3,9%. Nel primo semestre, le esportazioni mediorientali di petrolio greggio sono diminuite di circa il 24% su base annua e quelle di GNL del 47%; altri fornitori hanno aumentato le spedizioni.
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Il commercio mondiale di merci ha resistito meglio del previsto alle interruzioni legate al conflitto in Medio Oriente. Nel primo semestre del 2026, le esportazioni mediorientali di petrolio greggio sono calate di circa il 24% su base annua e quelle di gas naturale liquefatto (GNL) del 47%. L’aumento delle forniture da altri Paesi ha attutito parte del colpo, mentre la forte domanda di prodotti legati all’intelligenza artificiale (IA) ha sostenuto gli scambi. Per il 2026, l’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) ha quindi portato la previsione di crescita del commercio di merci al 3,9%, dal 1,9% indicato nella stima di marzo. 40
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I cali del 24% per il petrolio greggio e del 47% per il GNL riguardano le esportazioni del Medio Oriente: non descrivono una diminuzione equivalente degli scambi globali dei due combustibili. Nel complesso, il volume del commercio mondiale di merci è cresciuto del 3,5% nel primo semestre del 2026, pur tra le interruzioni causate dal conflitto. 42
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Altri produttori hanno contribuito a colmare parte della carenza. Per il GNL sono aumentate le spedizioni di Malesia, Norvegia e Angola; per il petrolio greggio quelle di Stati Uniti, Norvegia e Brasile. Le forniture alternative hanno contenuto gli effetti più ampi delle minori esportazioni mediorientali, senza però eliminare la perturbazione dell’offerta. 42
Lo Stretto di Hormuz è una rotta fondamentale per le esportazioni di GNL di Qatar ed Emirati Arabi Uniti. Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia (AIE), in condizioni normali vi transita circa il 93% dell’export di GNL del Qatar e il 96% di quello degli Emirati. Dal 1° marzo, le interruzioni del transito hanno ridotto le forniture dei due Paesi di oltre 300 milioni di metri cubi al giorno. 17
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Questi dati aiutano a capire perché un’interruzione concentrata nel Golfo possa ripercuotersi sui mercati energetici internazionali. L’aumento delle esportazioni da altre aree ha compensato una parte delle perdite, ma la dipendenza da una rotta così importante ha lasciato i flussi globali esposti allo shock. 25
Gli scambi di beni abilitanti per l’IA, tra cui semiconduttori e server, sono aumentati del 67% su base annua. In termini di valore, hanno rappresentato il 47% della crescita del commercio mondiale di merci nel primo semestre del 2026. 40
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Il dato misura il contributo alla crescita, non il peso complessivo di questi prodotti nel commercio. Secondo i dati dell’OMC, alla fine del 2025 i beni abilitanti per l’IA costituivano il 16,8% del commercio totale di merci: è una quota riferita all’anno precedente, non al primo semestre del 2026. 2
La loro forte performance aiuta a spiegare perché gli scambi di merci abbiano retto nonostante le conseguenze del conflitto. Non significa, però, che tutti i settori commerciali siano cresciuti allo stesso modo: l’OMC ha anche rivisto al ribasso le prospettive per il commercio di servizi. 40
La nuova stima dell’OMC prevede una crescita del commercio mondiale di merci del 3,9% nel 2026, rispetto allo scenario di base dell’1,9% pubblicato a marzo. Il confronto è con quella previsione di marzo, non con una stima di aprile. Per il 2027, l’organizzazione prospetta una crescita del 4,1%. 35
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Per l’economia mondiale nel suo complesso, le previsioni indicano una crescita del PIL del 2,6% nel 2026 e del 2,9% nel 2027. 35
La revisione al rialzo segnala che gli scambi di merci si sono dimostrati più resilienti del previsto, sostenuti dalla domanda di prodotti legati all’IA e dagli aggiustamenti delle catene di fornitura. Non vuol dire che lo shock energetico sia superato: i costi elevati dell’energia e le interruzioni delle rotte di trasporto restano rischi, mentre le prospettive per i servizi sono più deboli di quelle per le merci. 8
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L’OMC ha rivisto al rialzo la previsione di crescita del commercio mondiale di merci nel 2026: dal 1,9% stimato a marzo al 3,9%.
L’OMC ha rivisto al rialzo la previsione di crescita del commercio mondiale di merci nel 2026: dal 1,9% stimato a marzo al 3,9%. Nel primo semestre, le esportazioni mediorientali di petrolio greggio sono diminuite di circa il 24% su base annua e quelle di GNL del 47%; altri fornitori hanno aumentato le spedizioni.
Gli scambi di beni abilitanti per l’IA sono cresciuti del 67% su base annua e hanno rappresentato il 47% dell’aumento in valore del commercio di merci, contribuendo a contenere l’impatto dello shock energetico.