Il furto del 29 ottobre 2026, stimato da Binance in circa 6,3 miliardi di dollari, non è stato descritto come una semplice intrusione in un singolo computer. Nel resoconto dell’exchange riportato da Reuters, l’attacco sarebbe passato attraverso dispositivi di dipendenti e tecniche di ingegneria sociale. L’FBI ha attribuito il furto al gruppo TraderTraitor, legato alla Corea del Nord; Pyongyang ha respinto l’accusa. Intanto, gli analisti blockchain hanno ricostruito una vasta operazione di riciclaggio, ma restano interrogativi, soprattutto sul ruolo preciso del tool di AI interno a Binance.
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Come sarebbero entrati gli aggressori
Secondo Binance, gli aggressori avrebbero compromesso i computer di due ingegneri informatici con metodi diversi: un software malevolo nascosto in una pubblicità e un falso colloquio di lavoro, che avrebbe indotto un ingegnere a scaricare un repository di codice dannoso. Per realizzare il furto sarebbe poi stato usato il computer di un terzo dipendente, stando alla ricostruzione dell’exchange riportata da Reuters. Si tratta dei risultati dell’indagine di Binance, non di una ricostruzione forense indipendente pubblicata da terzi.
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Binance ha inoltre dichiarato che gli aggressori avrebbero usato un tool interno di intelligenza artificiale per prendere il controllo dei suoi wallet. Le prime notizie, però, avvertivano che il ruolo esatto dello strumento non era ancora chiaro. Quanto riportato finora non dimostra che un sistema di AI autonomo abbia pianificato o condotto il furto.
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35 La distinzione è importante: la presenza di un tool di AI in un sistema compromesso, da sola, non prova che l’intelligenza artificiale abbia preso le decisioni alla base dell’attacco.
L’attribuzione dell’FBI e la smentita di Pyongyang
Il 31 ottobre l’FBI ha attribuito l’attività malevola a TraderTraitor, un gruppo nordcoreano, e ha dichiarato che gli investigatori avevano osservato gli aggressori convertire i beni sottratti soprattutto in ether. Questa è l’attribuzione del governo statunitense; la Corea del Nord ha negato la propria responsabilità.
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Le notizie collegano TraderTraitor anche al furto da 1,5 miliardi di dollari subito da Bybit nel 2025: la società di analisi TRM Labs ha indicato che si tratterebbe dello stesso gruppo accusato per quell’episodio. È un’attribuzione di una società di intelligence, non una prova, nelle fonti disponibili, che i due attacchi abbiano seguito modalità identiche.
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La traccia dei fondi e il significato delle cifre
Elliptic riferisce che i fondi sottratti sono transitati attraverso oltre 20.000 wallet, distribuiti su 16 blockchain, e almeno 65.000 transazioni. Queste cifre descrivono l’attività tracciata dalla società di analisi: non dimostrano che ogni trasferimento sia andato a buon fine o che i fondi siano stati convertiti in denaro.
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Nel suo aggiornamento del 6 novembre, Elliptic ha individuato circa 3,11 miliardi di dollari in indirizzi collegati al furto, soprattutto in ether e bitcoin, e ha affermato che è molto probabile che siano ancora detenuti dalla Corea del Nord. Separatamente, la società ha riferito che circa 2,85 miliardi di dollari erano stati congelati o sequestrati, pari a circa il 44% della sua stima del furto complessivo. Sono categorie diverse: fondi associati a un indirizzo, congelati, sequestrati o restituiti ai clienti non sono la stessa cosa.
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Elliptic ha anche riferito che circa 124 milioni di dollari in beni sottratti erano stati convertiti in bitcoin, in gran parte attraverso scambi passati da THORChain. È una fase documentata dell’attività di tracciamento, non la prova che i fondi convertiti siano stati incassati.
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La risposta di Binance non equivale al recupero dei fondi
Binance ha dichiarato di aver accantonato circa 6,34 miliardi di dollari di fondi aziendali per coprire le perdite. In seguito ha affermato di aver coperto il 95% dei token sottratti e ha avviato la riapertura graduale dei prelievi il 1° novembre. Sostituire gli asset dei clienti con fondi dell’azienda non significa recuperare le criptovalute sottratte nell’attacco.
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Dopo la riapertura dei prelievi, i clienti avevano ritirato complessivamente 4,72 miliardi di dollari in più rispetto ai depositi, al 3 novembre, secondo Reuters. La cifra misura i deflussi dei clienti, non il valore dei fondi rubati che sono stati recuperati.
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Il quadro che emerge è quello di un attacco che avrebbe combinato un’intrusione mirata alle persone con una complessa catena di trasferimenti di asset digitali. L’FBI ha attribuito l’operazione e le società di analisi hanno seguito ingenti movimenti di fondi, mentre Binance si è impegnata a coprire le perdite dei clienti. Restano però da chiarire il funzionamento preciso del tool di AI interno, la destinazione finale dei fondi tracciati e gli aspetti giuridici dei rimborsi.