Secondo le indiscrezioni, le fotocamere sarebbero sensori ambientali a bassa risoluzione, progettati per fornire dati visivi a Visual Intelligence. Non sarebbero pensate per salvare fotografie o registrare video nel senso tradizionale.
È un approccio diverso da quello degli occhiali smart Ray-Ban di Meta, che possono scattare foto e registrare video oltre a offrire funzioni basate sull’intelligenza artificiale. Apple potrebbe quindi posizionare i suoi AirPods più come sensori di contesto sempre disponibili che come videocamere da puntare sulle persone o sui luoghi.
La distinzione, però, non risolverebbe automaticamente il problema della privacy. Anche se l’hardware non salvasse foto o video ordinari, chi si trova vicino all’utente potrebbe non sapere quando gli AirPods stanno analizzando ciò che li circonda, né se l’elaborazione visiva sia attiva in quel momento.
Gli auricolari mostrati nella demo sembrano simili agli AirPods Pro, con uno stelo leggermente più spesso che potrebbe ospitare componenti aggiuntivi. Le fotocamere non sono chiaramente visibili nel filmato e non sono state confermate né la loro posizione né le specifiche.
La release candidate includerebbe inoltre una procedura di configurazione per Visual Intelligence e un avviso che invita a non coprire gli AirPods per ottenere informazioni accurate sull’ambiente. Capelli, cappelli o una posizione non corretta degli auricolari potrebbero quindi compromettere la capacità del sistema di interpretare ciò che si trova davanti all’utente.
Una stringa nel codice identifica il dispositivo come B790, nome in codice associato dagli osservatori agli AirPods con fotocamera.
La presenza di una demo rifinita e di riferimenti alla configurazione indica che Apple avrebbe integrato il prodotto a un livello avanzato del proprio software. Le indiscrezioni sulla tempistica, tuttavia, non sono univoche: alcuni report parlano di un possibile lancio già a settembre, mentre altri indicano una finestra più generica entro la fine dell’anno.
Un annuncio a settembre, magari insieme ai nuovi iPhone, è quindi plausibile ma tutt’altro che certo. I riferimenti presenti nel software possono attestare che un progetto è in sviluppo senza garantire che il prodotto venga commercializzato, presentato a un determinato evento o distribuito con le stesse funzioni.
Apple non ha annunciato pubblicamente questi AirPods, non ha confermato il nome B790 e non ha comunicato una data di uscita.
Gli auricolari con fotocamera potrebbero essere più difficili da interpretare per chi sta intorno rispetto agli occhiali smart, perché i sensori sarebbero meno visibili. Apple avrebbe probabilmente bisogno di un indicatore inequivocabile per segnalare quando il rilevamento visivo è attivo. La fuga di notizie, però, non chiarisce quale forma avrebbe questo indicatore né se sarebbe obbligatorio.
Gli occhiali smart di Meta offrono un termine di paragone. La loro attività viene segnalata da un LED e l’azienda ha introdotto misure pensate per disattivare la fotocamera se l’indicatore viene manomesso o coperto. Nonostante queste protezioni, gli occhiali dotati di fotocamera hanno già incontrato divieti in alcuni luoghi e reazioni negative legate alla privacy.
Regole simili potrebbero comparire anche per un eventuale prodotto Apple, soprattutto in palestre, spogliatoi, ospedali o altri ambienti sensibili dove sarebbe difficile distinguere l’assistenza visiva dalla registrazione. Il fatto che le fotocamere non siano tecnicamente destinate a scattare foto o video sarebbe importante, ma la fiducia del pubblico dipenderebbe anche da quanto facilmente le altre persone possano capire quando il rilevamento è attivo.
La stessa release candidate di macOS Tahoe 26.7 conterrebbe riferimenti a numerosi prodotti non ancora presentati: nuovi iPhone, Mac, iPad, un Home Hub, una versione aggiornata di HomePod mini, altri AirPods e ulteriori dispositivi per la casa.
Questi indizi sono utili per ricostruire la pianificazione software e hardware di Apple, ma non costituiscono un calendario ufficiale dei lanci. I nomi in codice possono sopravvivere a rinvii, cancellazioni o cambiamenti nel progetto.
Nel codice comparirebbero anche riferimenti agli Strumenti di scrittura di Apple Intelligence per la Cina. La pagina ufficiale di Apple sulla disponibilità delle funzioni indica attualmente gli Strumenti di scrittura in cinese semplificato come non disponibili nella Cina continentale; i riferimenti trapelati potrebbero quindi segnalare una preparazione per il supporto futuro, non un’attivazione immediata.
Il leak di macOS rende gli AirPods con fotocamera di Apple simili a un progetto reale e già integrato nel software, offrendo anche l’indicazione più chiara finora sul loro scopo. L’idea centrale non sarebbe scattare foto dalle orecchie, ma fornire a Siri una visuale a bassa risoluzione dell’ambiente per consentire a Visual Intelligence di riconoscere, spiegare e salvare ciò che l’utente vede.
Mancano però proprio i dettagli più decisivi: come verrebbe segnalato il rilevamento visivo, se qualche immagine uscirebbe dal dispositivo, quali controlli sulla privacy imporrebbe Apple, quanto inciderebbero i sensori sull’autonomia e quando — o se — il prodotto arriverebbe nei negozi. Finché Apple non parlerà ufficialmente, B790 resta un leak software molto convincente, non un prodotto retail confermato.