A luglio 2026 la spesa con carte legate alle criptovalute è stata stimata in 1,04 miliardi di dollari per oltre 10 milioni di transazioni, oppure in circa 759 milioni di dollari secondo una rilevazione più circoscritta. Nella serie PaymentsScan più ristretta, quasi 9 milioni di acquisti hanno avuto un valore medio d...
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Research answer

Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: What does the July 2026 surge in cryptocurrency-linked card spending reveal about the growing use of dollar-backed stablecoins for everyday. Article summary: The surge indicates that dollar-backed stablecoins are increasingly being used to fund ordinary consumer spending—not merely trading—but it does not show that they are replacing card networks. The strongest conclusion is. Topic tags: general, general web, user generated. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts with fak
A luglio 2026 le stablecoin ancorate al dollaro hanno fatto un passo ulteriore fuori dai wallet crypto, entrando in acquisti più familiari: spesa al supermercato, trasporti, consegne di cibo e altri pagamenti quotidiani. In una delle rilevazioni disponibili, le carte collegate alle criptovalute hanno superato 1,04 miliardi di dollari di volume e 10 milioni di transazioni monitorate; le stablecoin ancorate al dollaro avrebbero finanziato il 70% dell'attività. 1
Il dato va però letto con cautela. Le fonti descrivono due serie diverse per il mese di luglio: una indica 1,04 miliardi di dollari e oltre 10 milioni di transazioni, mentre una rilevazione PaymentsScan/a16z più circoscritta parla di circa 759 milioni di dollari e quasi 9 milioni di acquisti. Non è corretto sommare le cifre o presentarle come un unico dato di mercato. Entrambe, tuttavia, suggeriscono la stessa trasformazione: le stablecoin stanno passando dalla speculazione all'uso come saldo spendibile.
La serie più ampia segnala che la spesa con carte legate alle criptovalute è più che triplicata in un anno, arrivando a 1,04 miliardi di dollari. Tra gli esempi citati figurano generi alimentari, servizi di ride-hailing e consegne a domicilio. Le stablecoin con valore legato al dollaro avrebbero finanziato il 70% di oltre 10 milioni di transazioni monitorate. 1
La serie più ristretta offre numeri leggermente diversi, ma alcuni dettagli in più: circa 759 milioni di dollari di spesa a luglio, contro i 306 milioni dello stesso mese dell'anno precedente, e quasi 9 milioni di acquisti rispetto ai circa 5,2 milioni di luglio 2025. 2
8
12 Il valore medio per transazione è salito così a circa 86 dollari, dai circa 59 dollari di un anno prima.
9
Un importo medio di questo tipo è compatibile con acquisti retail ripetuti. Non dimostra che ogni transazione corrisponda a una spesa familiare, ma rende meno plausibile l'idea di un'attività composta esclusivamente da grandi trasferimenti tra operatori crypto.
Nella serie più ristretta, USDC ha rappresentato circa il 58% della spesa di luglio, mentre USDT si è attestata intorno al 26%. Insieme, le due stablecoin ancorate al dollaro hanno quindi raggiunto circa l'84% dei volumi monitorati. 9
10
La composizione è significativa: al momento dell'acquisto, gli utenti sembrano cercare soprattutto un saldo progettato per mantenere un valore vicino a quello del dollaro, più che un'esposizione diretta alla volatilità delle criptovalute.
Questo consente di definire le stablecoin un asset di finanziamento per i pagamenti. Non significa però che abbiano sostituito la moneta bancaria o i sistemi tradizionali di regolamento.
Le cifre di 1,04 miliardi e circa 759 milioni di dollari sono entrambe collegate a report che citano dati PaymentsScan, ma le fonti disponibili non chiariscono se le due serie comprendano gli stessi programmi di carte, gli stessi tipi di transazione o la stessa definizione di volume. Altri resoconti riportano inoltre totali di 748,7 o 705,5 milioni di dollari per luglio, a conferma del fatto che la copertura varia a seconda della rilevazione. 2
5
7
La conclusione più solida è quindi direzionale, non cumulativa: l'attività delle carte crypto è cresciuta nettamente a luglio e le stablecoin ne hanno rappresentato una quota rilevante. I dati non permettono di stabilire un'unica dimensione definitiva del mercato.
Per l'utente, la carta è l'anello pratico tra un saldo su blockchain e un pagamento ordinario. I fornitori crypto possono collegare la carta a un saldo in stablecoin, mentre i programmi basati su Visa o Mastercard consentono di utilizzarla nei circuiti di accettazione già presenti nei negozi. 4
Dal lato del cliente, il saldo di partenza può essere in USDC, USDT o in un altro asset digitale. Dal lato dell'esercente, la transazione continua invece a viaggiare attraverso l'ambiente delle carte e può essere ricevuta in valuta fiat tradizionale.
È questo il punto centrale: la crescita di luglio rappresenta soprattutto un cambiamento nel modo in cui alcuni utenti finanziano i pagamenti, non la sostituzione dei circuiti Visa o Mastercard. Accettazione presso l'esercente, autorizzazione, regolamento e altri passaggi della transazione restano legati a infrastrutture già esistenti.
Per alcuni utenti, le stablecoin possono offrire un'alternativa al saldo bancario, alla valuta locale o al passaggio sistematico da un exchange. Ma l'asset su blockchain si trova principalmente dal lato del finanziamento: il negoziante continua a operare dentro un sistema di pagamento convenzionale.
La serie più ristretta mostra una notevole concentrazione tra pochi operatori. A luglio RedotPay ha elaborato circa 395,1 milioni di dollari, Ether.fi circa 100,3 milioni e KAST circa 89,6 milioni. Insieme, i tre programmi hanno rappresentato circa il 77% dei 759 milioni di dollari monitorati. 10
11
Questo dettaglio ridimensiona il significato del titolo. I numeri dimostrano un'attività intensa tra i principali programmi, ma non provano ancora un'adozione distribuita in modo uniforme tra emittenti, esercenti e Paesi. Un mercato guidato da pochi operatori può crescere rapidamente restando relativamente ristretto nella base di utenti.
La domanda di stablecoin è aumentata anche in America Latina. In Brasile, gli acquisti di asset digitali effettuati nel primo semestre del 2026 tramite fornitori di servizi su asset virtuali registrati hanno raggiunto 14,68 miliardi di dollari, il 135% in più rispetto ai 6,24 miliardi del primo semestre del 2025. 24 Un'altra rilevazione indica che a maggio i brasiliani hanno acquistato stablecoin per quasi 2,632 miliardi di dollari, il 158% in più rispetto a maggio 2025.
27
Esistono anche casi concreti di utilizzo tramite carta: Exodus ha annunciato la possibilità di pagare con stablecoin gli abbonamenti a DGO e SKY+ in Argentina, Messico, Colombia, Uruguay e Brasile attraverso il proprio prodotto di pagamento. 22
Questi esempi aiutano a capire perché i saldi denominati in dollari possano risultare interessanti in mercati esposti alla volatilità valutaria, ai costi dei pagamenti transfrontalieri o a un accesso non uniforme ai servizi finanziari.
Ma i dati disponibili sulle carte di luglio non offrono numeri di crescita degli utenti specifici per Brasile o Argentina e non dimostrano che l'adozione sia più rapida in tutte le regioni a reddito più basso. Questa resta un'ipotesi plausibile, non una conclusione già provata dai dati.
I dati sostengono tre conclusioni principali:
Il boom non dimostra invece che le stablecoin abbiano sostituito i pagamenti convenzionali, che l'intero mercato abbia raggiunto 1,04 miliardi di dollari secondo una definizione unica o che l'adozione sia ampia e omogenea.
La lettura più prudente è anche la più utile: le stablecoin stanno diventando un modo alternativo per conservare e finanziare dollari spendibili, mentre la transazione continua a poggiare sull'infrastruttura dei pagamenti con cui negozianti e consumatori hanno già familiarità.
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A luglio 2026 la spesa con carte legate alle criptovalute è stata stimata in 1,04 miliardi di dollari per oltre 10 milioni di transazioni, oppure in circa 759 milioni di dollari secondo una rilevazione più circoscritta.
A luglio 2026 la spesa con carte legate alle criptovalute è stata stimata in 1,04 miliardi di dollari per oltre 10 milioni di transazioni, oppure in circa 759 milioni di dollari secondo una rilevazione più circoscritta. Nella serie PaymentsScan più ristretta, quasi 9 milioni di acquisti hanno avuto un valore medio di circa 86 dollari.
Il mercato resta concentrato: RedotPay, Ether.fi e KAST hanno generato circa il 77% dei volumi monitorati.
A luglio 2026 la spesa con carte legate alle criptovalute è stata stimata in 1,04 miliardi di dollari per oltre 10 milioni di transazioni, oppure in circa 759 milioni di dollari secondo una rilevazione più circoscritta. Nella serie PaymentsScan più ristretta, quasi 9 milioni di acquisti hanno avuto un valore medio d...
Pubblicato daModificato con GPT-5.6 LunaImmagini generate con GPT Image 1.5
Research answer

Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: What does the July 2026 surge in cryptocurrency-linked card spending reveal about the growing use of dollar-backed stablecoins for everyday. Article summary: The surge indicates that dollar-backed stablecoins are increasingly being used to fund ordinary consumer spending—not merely trading—but it does not show that they are replacing card networks. The strongest conclusion is. Topic tags: general, general web, user generated. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts with fak
A luglio 2026 le stablecoin ancorate al dollaro hanno fatto un passo ulteriore fuori dai wallet crypto, entrando in acquisti più familiari: spesa al supermercato, trasporti, consegne di cibo e altri pagamenti quotidiani. In una delle rilevazioni disponibili, le carte collegate alle criptovalute hanno superato 1,04 miliardi di dollari di volume e 10 milioni di transazioni monitorate; le stablecoin ancorate al dollaro avrebbero finanziato il 70% dell'attività. 1
Il dato va però letto con cautela. Le fonti descrivono due serie diverse per il mese di luglio: una indica 1,04 miliardi di dollari e oltre 10 milioni di transazioni, mentre una rilevazione PaymentsScan/a16z più circoscritta parla di circa 759 milioni di dollari e quasi 9 milioni di acquisti. Non è corretto sommare le cifre o presentarle come un unico dato di mercato. Entrambe, tuttavia, suggeriscono la stessa trasformazione: le stablecoin stanno passando dalla speculazione all'uso come saldo spendibile.
La serie più ampia segnala che la spesa con carte legate alle criptovalute è più che triplicata in un anno, arrivando a 1,04 miliardi di dollari. Tra gli esempi citati figurano generi alimentari, servizi di ride-hailing e consegne a domicilio. Le stablecoin con valore legato al dollaro avrebbero finanziato il 70% di oltre 10 milioni di transazioni monitorate. 1
La serie più ristretta offre numeri leggermente diversi, ma alcuni dettagli in più: circa 759 milioni di dollari di spesa a luglio, contro i 306 milioni dello stesso mese dell'anno precedente, e quasi 9 milioni di acquisti rispetto ai circa 5,2 milioni di luglio 2025. 2
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12 Il valore medio per transazione è salito così a circa 86 dollari, dai circa 59 dollari di un anno prima.
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Un importo medio di questo tipo è compatibile con acquisti retail ripetuti. Non dimostra che ogni transazione corrisponda a una spesa familiare, ma rende meno plausibile l'idea di un'attività composta esclusivamente da grandi trasferimenti tra operatori crypto.
Nella serie più ristretta, USDC ha rappresentato circa il 58% della spesa di luglio, mentre USDT si è attestata intorno al 26%. Insieme, le due stablecoin ancorate al dollaro hanno quindi raggiunto circa l'84% dei volumi monitorati. 9
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La composizione è significativa: al momento dell'acquisto, gli utenti sembrano cercare soprattutto un saldo progettato per mantenere un valore vicino a quello del dollaro, più che un'esposizione diretta alla volatilità delle criptovalute.
Questo consente di definire le stablecoin un asset di finanziamento per i pagamenti. Non significa però che abbiano sostituito la moneta bancaria o i sistemi tradizionali di regolamento.
Le cifre di 1,04 miliardi e circa 759 milioni di dollari sono entrambe collegate a report che citano dati PaymentsScan, ma le fonti disponibili non chiariscono se le due serie comprendano gli stessi programmi di carte, gli stessi tipi di transazione o la stessa definizione di volume. Altri resoconti riportano inoltre totali di 748,7 o 705,5 milioni di dollari per luglio, a conferma del fatto che la copertura varia a seconda della rilevazione. 2
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La conclusione più solida è quindi direzionale, non cumulativa: l'attività delle carte crypto è cresciuta nettamente a luglio e le stablecoin ne hanno rappresentato una quota rilevante. I dati non permettono di stabilire un'unica dimensione definitiva del mercato.
Per l'utente, la carta è l'anello pratico tra un saldo su blockchain e un pagamento ordinario. I fornitori crypto possono collegare la carta a un saldo in stablecoin, mentre i programmi basati su Visa o Mastercard consentono di utilizzarla nei circuiti di accettazione già presenti nei negozi. 4
Dal lato del cliente, il saldo di partenza può essere in USDC, USDT o in un altro asset digitale. Dal lato dell'esercente, la transazione continua invece a viaggiare attraverso l'ambiente delle carte e può essere ricevuta in valuta fiat tradizionale.
È questo il punto centrale: la crescita di luglio rappresenta soprattutto un cambiamento nel modo in cui alcuni utenti finanziano i pagamenti, non la sostituzione dei circuiti Visa o Mastercard. Accettazione presso l'esercente, autorizzazione, regolamento e altri passaggi della transazione restano legati a infrastrutture già esistenti.
Per alcuni utenti, le stablecoin possono offrire un'alternativa al saldo bancario, alla valuta locale o al passaggio sistematico da un exchange. Ma l'asset su blockchain si trova principalmente dal lato del finanziamento: il negoziante continua a operare dentro un sistema di pagamento convenzionale.
La serie più ristretta mostra una notevole concentrazione tra pochi operatori. A luglio RedotPay ha elaborato circa 395,1 milioni di dollari, Ether.fi circa 100,3 milioni e KAST circa 89,6 milioni. Insieme, i tre programmi hanno rappresentato circa il 77% dei 759 milioni di dollari monitorati. 10
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Questo dettaglio ridimensiona il significato del titolo. I numeri dimostrano un'attività intensa tra i principali programmi, ma non provano ancora un'adozione distribuita in modo uniforme tra emittenti, esercenti e Paesi. Un mercato guidato da pochi operatori può crescere rapidamente restando relativamente ristretto nella base di utenti.
La domanda di stablecoin è aumentata anche in America Latina. In Brasile, gli acquisti di asset digitali effettuati nel primo semestre del 2026 tramite fornitori di servizi su asset virtuali registrati hanno raggiunto 14,68 miliardi di dollari, il 135% in più rispetto ai 6,24 miliardi del primo semestre del 2025. 24 Un'altra rilevazione indica che a maggio i brasiliani hanno acquistato stablecoin per quasi 2,632 miliardi di dollari, il 158% in più rispetto a maggio 2025.
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Esistono anche casi concreti di utilizzo tramite carta: Exodus ha annunciato la possibilità di pagare con stablecoin gli abbonamenti a DGO e SKY+ in Argentina, Messico, Colombia, Uruguay e Brasile attraverso il proprio prodotto di pagamento. 22
Questi esempi aiutano a capire perché i saldi denominati in dollari possano risultare interessanti in mercati esposti alla volatilità valutaria, ai costi dei pagamenti transfrontalieri o a un accesso non uniforme ai servizi finanziari.
Ma i dati disponibili sulle carte di luglio non offrono numeri di crescita degli utenti specifici per Brasile o Argentina e non dimostrano che l'adozione sia più rapida in tutte le regioni a reddito più basso. Questa resta un'ipotesi plausibile, non una conclusione già provata dai dati.
I dati sostengono tre conclusioni principali:
Il boom non dimostra invece che le stablecoin abbiano sostituito i pagamenti convenzionali, che l'intero mercato abbia raggiunto 1,04 miliardi di dollari secondo una definizione unica o che l'adozione sia ampia e omogenea.
La lettura più prudente è anche la più utile: le stablecoin stanno diventando un modo alternativo per conservare e finanziare dollari spendibili, mentre la transazione continua a poggiare sull'infrastruttura dei pagamenti con cui negozianti e consumatori hanno già familiarità.
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A luglio 2026 la spesa con carte legate alle criptovalute è stata stimata in 1,04 miliardi di dollari per oltre 10 milioni di transazioni, oppure in circa 759 milioni di dollari secondo una rilevazione più circoscritta.
A luglio 2026 la spesa con carte legate alle criptovalute è stata stimata in 1,04 miliardi di dollari per oltre 10 milioni di transazioni, oppure in circa 759 milioni di dollari secondo una rilevazione più circoscritta. Nella serie PaymentsScan più ristretta, quasi 9 milioni di acquisti hanno avuto un valore medio di circa 86 dollari.
Il mercato resta concentrato: RedotPay, Ether.fi e KAST hanno generato circa il 77% dei volumi monitorati.