In netto contrasto, i dati di CryptoQuant mostrano che l'indice di attività on-chain di Bitcoin è salito a circa il 7% dal suo massimo storico registrato nel settembre 2024. Le transazioni giornaliere hanno superato le 800.000. L'indice ha rotto al rialzo una trendline di lungo periodo per la prima volta da metà 2024.
Il motore di questa attività è un'impennata delle micro-transazioni. Le transazioni inferiori a 0,01 BTC (circa 600$ ai prezzi attuali) rappresentano ora circa l'80% di tutta l'attività giornaliera sulla rete Bitcoin, rispetto al 44% del 2023. Queste piccole transazioni sono principalmente legate a usi non tradizionali: iscrizioni Ordinals, conio e trading di token Runes, trasferimenti di asset BRC-20 e servizi di data-stamping.
Non si tratta di normali trasferimenti di valore tra wallet o pagamenti per beni e servizi.
Dal suo lancio nell'aprile 2024, il protocollo Runes ha spesso dominato la quota di transazioni sulla rete Bitcoin, arrivando a rappresentare oltre l'81% di tutte le transazioni. Sebbene la sua quota abbia fluttuato, la tendenza generale di micro-transazioni guidate da protocolli che rimodellano la composizione della rete è persistita.
Il punto centrale è che il numero grezzo di transazioni è diventato un proxy fuorviante della salute economica di Bitcoin. La rete è trafficata, ma è trafficata per attività speculative e sperimentali legate ai token, piuttosto che per transazioni economiche di alto valore. Come ha osservato Julio Moreno, responsabile della ricerca di CryptoQuant, l'indice di attività della rete è vicino al picco, ma la sua composizione è fondamentalmente diversa rispetto ai cicli precedenti.
Questo ha implicazioni dirette per chi cerca di individuare un bottom: un numero elevato di transazioni non equivale necessariamente a una forte domanda di investimento o a un pavimento di prezzo duraturo. Il prezzo ha continuato a indebolirsi — da 69.000$ a 60.000$ — anche mentre le metriche on-chain rimanevano elevate.
La questione se Bitcoin abbia toccato il fondo è accesamente dibattuta e il divario on-chain aggiunge un ulteriore livello di complessità.
Il Caso Rialzista: Arthur Hayes e Changpeng Zhao
Nel giugno 2026, due importanti figure del mondo crypto hanno dichiarato pubblicamente di ritenere che Bitcoin abbia probabilmente toccato il fondo. Arthur Hayes, co-fondatore di BitMEX, ha dichiarato: "Molto probabilmente abbiamo toccato il fondo a 60.000$", citando l'espansione delle condizioni del credito e la spesa pubblica come forze di supporto. Ha fissato obiettivi di fine anno che vanno da 125.000$ a 145.000$, spinto dalla tesi che la politica fiscale e monetaria degli Stati Uniti scatenerà una nuova ondata di liquidità.
Changpeng Zhao (CZ), fondatore di Binance, ha anche segnalato che il fondo è stato raggiunto, collegando la sua visione ai modelli storici di paura e avidità e all'idea che il capitale legato alle offerte pubbliche di token legati all'IA potrebbe eventualmente tornare nel mondo crypto.
Il Caso Istituzionale Rialzista: Bernstein
La banca d'affari Bernstein è stata tra i più accesi sostenitori istituzionali. Guidata dall'analista Gautam Chugani, Bernstein ha ripetutamente ribadito un target di prezzo di 150.000$ per Bitcoin entro la fine del 2026, anche dopo la correzione del 50%. La società definisce l'attuale selloff il "caso ribassista più debole della storia", sostenendo che la flessione è uno shock di sentiment, non una rottura strutturale, e che i deflussi dagli ETF sono stati minimi rispetto al calo dei prezzi.
Bernstein vede anche un picco del ciclo a 200.000$–250.000$ nel 2027.
Le Visioni Caute e Ribassiste
Non tutti sono convinti. Anche se il prezzo si è stabilizzato intorno ai 64.000$ dopo aver toccato 59.875$, la pressione del mercato è rimasta evidente. Il caso ribassista si basa proprio sul divario on-chain: se l'attività che sostiene il conteggio delle transazioni è prevalentemente traffico di protocollo a basso valore, allora una "rete trafficata" non segnala automaticamente un rinnovato interesse degli investitori o un bottom durevole.
La visione cauta ritiene che Bitcoin potrebbe aver bisogno di più tempo per consolidarsi o addirittura scendere ulteriormente prima di stabilire un vero pavimento. La domanda chiave è se l'area dei 59.000$–60.000$ rappresenti una genuina capitolazione o semplicemente una pausa temporanea in un trend ribassista più ampio.
Il mercato di Bitcoin a metà 2026 è definito da un profondo divario. Il prezzo è crollato di oltre il 50% dal massimo storico, mentre l'attività sulla rete è quasi ai massimi storici. Ma l'attività è guidata in modo schiacciante da micro-transazioni basate su protocolli — Runes, Ordinals e BRC-20 — piuttosto che da un uso economico tradizionale. Ciò significa che le metriche on-chain di primo piano non sono un segnale affidabile di un bottom di mercato. Il caso rialzista, guidato da Arthur Hayes, CZ e Bernstein, sostiene che il peggio sia passato e che una ripresa verso nuovi massimi sia probabile. Il caso prudente avverte che, finché la composizione dell'attività on-chain non tornerà verso trasferimenti economici di valore più elevato, il divario lascia il mercato vulnerabile a un'ulteriore debolezza.
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