La Russia propone nuove entrate fiscali per sostenere la spesa militare, senza però prevedere l’azzeramento del deficit federale. Nella bozza di bilancio per il 2027 e nei piani per il 2028–2029, il ministero delle Finanze indica difesa e sicurezza come «priorità strategica» e stima un disavanzo vicino al 2% del PIL in ciascuno dei tre anni. Le modifiche fiscali sono ancora proposte, non aumenti già approvati.
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Quanto prevede di spendere Mosca
Per il 2027, le cifre riportate indicano 43,3 mila miliardi di rubli di entrate e 48,8 mila miliardi di spese, con un deficit pari al 2,2% del PIL. Il dato rientra nella previsione più generale di un disavanzo intorno al 2% annuo fino al 2029.
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Secondo il ministero, le risorse previste servirebbero anche a dotare le forze armate di armi ed equipaggiamenti. Il pacchetto indica inoltre tra le priorità il sostegno ai militari e alle loro famiglie. Gli estratti disponibili non consentono, però, di quantificare gli stanziamenti destinati a ciascuna voce.
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Le imposte proposte
Redditi personali da capitale e altre fonti. Dividendi, interessi sui depositi bancari, proventi da operazioni in titoli e dalla vendita di immobili verrebbero assoggettati a un’imposta progressiva dal 13% al 22%, anziché alle aliquote del 13%–15% attualmente riportate per queste forme di reddito. Le fonti citano anche redditi connessi a diritti digitali, contratti assicurativi e donazioni. Il ministero stima che la modifica interesserebbe circa 4 milioni di persone, non più del 6% di chi percepisce redditi imponibili: non il 6% dell’intera popolazione russa. Secondo una fonte, i partecipanti all’operazione militare russa sarebbero esentati.
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Acquisti online dall’estero e fondi d’investimento. Il pacchetto prevederebbe un’IVA del 22% sugli acquisti transfrontalieri effettuati online, riscossa tramite le piattaforme in qualità di sostituti d’imposta. È riportata anche una proposta di imposta del 15% sugli utili dei fondi comuni d’investimento, ma gli estratti disponibili non ne chiariscono tutte le condizioni.
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Extra-ricavi legati alle materie prime. Per alcune imprese minerarie e metallurgiche viene riportata una tassa pari al 30% dei ricavi aggiuntivi del 2026 dovuti all’aumento dei prezzi mondiali, calcolati rispetto a una base del 2025. Tra gli ambiti citati figurano metalli e fertilizzanti; gli estratti disponibili non permettono di confermare ogni eventuale aliquota specifica per settore.
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Perché si cercano altre entrate
Le nuove misure arrivano dopo il peggioramento delle previsioni per il 2026. Il ministro delle Finanze Anton Siluanov ha indicato un deficit di circa il 3% del PIL, contro l’obiettivo iniziale dell’1,6% e il 2,6% registrato nel 2025. Ha inoltre segnalato che il governo prevede di ricorrere maggiormente al debito. Il divario rispetto all’obiettivo iniziale, nonostante precedenti aumenti delle imposte, aiuta a spiegare la ricerca di nuove entrate.
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Il ministero ha trasmesso al governo la bozza di bilancio, un disegno di legge sulla sua esecuzione e le proposte di modifica del Codice tributario. Il governo deve esaminare il pacchetto prima dell’invio alla Duma di Stato, la camera bassa del parlamento russo, entro il 1° ottobre. La forma definitiva delle misure dipenderà quindi dall’iter istituzionale.
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Alcuni dettagli circolati insieme alla proposta — tra cui un prelievo sui trasferimenti verso conti per non residenti di «tipo C», il trattamento dei rinvii a tempo indeterminato dell’imposta sugli utili dei fondi e un’aliquota specifica per i produttori d’oro — non sono confermati dagli estratti delle fonti disponibili.