La cella pouch Gen 3.5 di ProLogium da 185,4 Ah ha raggiunto, secondo i test TÜV, 381 Wh/kg e 903 Wh/L ed è entrata in produzione in serie a Taiwan.[3][4] Il test UL Solutions a 120 °C sostiene la classificazione «all solid state» secondo la metodologia GB/T 43568 2026; la ricarica 5 80% in meno di dieci minuti rich...
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: What does ProLogium Technology’s September 2, 2026 announcement about beginning mass production of its Mercedes-Benz-backed Generation 3.5 L. Article summary: The announcement is significant because it moves a high-energy all-solid-state pouch cell from prototype claims into reported mass production. But its commercial importance remains unproven: the announced Taiwan output i. Topic tags: general, general web, user generated. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts with fa
L’annuncio di ProLogium del 2 settembre è rilevante perché unisce la produzione in serie dichiarata a test di terze parti su una batteria interamente allo stato solido ad alta densità energetica. Ma il punto decisivo è un altro: sono stati verificati specifici parametri a livello di cella, non l’intero caso commerciale delle batterie allo stato solido per auto elettriche.
Restano da dimostrare pubblicamente durata nel tempo, prestazioni del pacco batteria completo, resa produttiva, costi e consegne in grandi volumi.3
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ProLogium afferma che TÜV Rheinland ha testato la sua Lithium Ceramic Battery Generation 3.5 in formato grande da 185,4 Ah, rilevando una densità energetica gravimetrica di 381 Wh/kg e una densità volumetrica di 903 Wh/L.3
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In parole semplici, sono misure dell’energia immagazzinata rispetto al peso e al volume della cella. Una densità più alta può lasciare ai costruttori d’auto più margine: alleggerire la batteria, ridurne l’ingombro oppure aumentare l’autonomia. ProLogium parla di un vantaggio di circa il 30% rispetto alle tradizionali celle NMC (nichel-manganese-cobalto) per veicoli elettrici.13
Va però distinta la cella dal pacco batteria installato sull’auto. Un pacco completo comprende anche protezioni strutturali, collegamenti elettrici, sistemi di gestione termica, elettronica di controllo e involucro. I dati TÜV non rappresentano dunque la densità energetica di una batteria pronta per essere montata su un veicolo.
UL Solutions ha sottoposto la cella alla metodologia GB/T 43568-2026. Dopo sei ore in vuoto a 120 °C, la perdita di massa riportata è stata inferiore allo 0,05%, contro una soglia massima dello 0,5% prevista da quel metodo per la classificazione delle batterie interamente allo stato solido.3
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Il risultato supporta la tesi che la cella soddisfi i criteri di classificazione «all-solid-state» in quello specifico test. Da solo, però, non prova che un pacco batteria completo sia sicuro in ogni scenario: incidente, abuso, invecchiamento, stress termico o ricarica rapida ripetuta.
Il progetto ProLogium combina un elettrolita solido composito e un separatore ceramico con una struttura perimetrale attorno agli elettrodi. Secondo l’azienda, questo elemento aggiunge separazione, sigillatura e isolamento, con l’obiettivo di isolare eventuali bave sugli elettrodi e ridurre il rischio di cortocircuiti interni.12
17 L’idea progettuale è interessante, ma nei materiali disponibili non emergono dati indipendenti sulla durata o sulla sicurezza a livello di pacco batteria.
ProLogium dichiara per la Gen 3.5 una ricarica dal 5% all’80% in meno di dieci minuti.13 Se il risultato fosse replicabile su pacchi batteria prodotti in serie e integrati nelle auto, rappresenterebbe un salto importante per la praticità della mobilità elettrica.
Le informazioni disponibili, tuttavia, non specificano la potenza di ricarica, la temperatura operativa, le condizioni oltre alla finestra 5-80%, né l’effetto di cicli rapidi ripetuti sulla vita utile della batteria. Non è inoltre dimostrato che il risultato possa essere riprodotto con costanza una volta integrata la cella in un veicolo. Per ora è una capacità dichiarata promettente, non un risultato d’uso reale pienamente documentato.
L’azienda afferma che la Gen 3.5 è entrata in produzione di massa nel suo impianto di livello gigafactory a Taiwan, superando quindi la fase di laboratorio e di linea pilota.3
13 È un passaggio più concreto di un semplice prototipo: implica il tentativo di realizzare ripetutamente la stessa cella di grande formato su una linea produttiva.
La capacità iniziale riportata per la linea di Taoyuan è però di 0,5 GWh l’anno, un volume equivalente, a titolo indicativo, a circa 6.000 pacchi da 80 kWh se tutta la produzione fosse destinata a quell’impiego.17 Può essere una base utile per qualifiche e primi clienti, ma resta modesta rispetto agli impianti convenzionali di celle per auto elettriche. Inoltre, la cifra di 0,5 GWh non risulta confermata in modo indipendente nei resoconti pubblici.
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Il bilancio, quindi, è duplice: ProLogium ha superato una soglia manifatturiera importante, ma resa produttiva, uniformità qualitativa, costi, filiera e consegne ai clienti automotive restano questioni aperte.
L’impianto previsto da ProLogium a Dunkerque, in Francia, è destinato alle celle allo stato solido Gen 4 completamente inorganiche. I lavori sono iniziati nel 2026, ma i piani di aumento della capacità pubblicati non risultano del tutto coerenti tra le diverse fonti.25
Una roadmap indica 0,8 GWh nel 2028, 4 GWh nel 2030 e 12 GWh entro il 2032, con un potenziale di lungo periodo fino a 48 GWh.24
27 Altri resoconti parlano invece di una fase iniziale da 4 GWh e di un massimo di 44 GWh, rilevando che i numeri sono difficili da conciliare con la scansione temporale comunicata in precedenza.
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Questa discordanza rafforza il punto centrale: Dunkerque è un progetto, non una prova operativa. Capacità effettiva e velocità di ramp-up dell’impianto diranno molto di più sulla sostenibilità commerciale della tecnologia rispetto all’attuale annuncio da Taiwan.
ProLogium afferma che la Gen 4 userà un elettrolita «superfluidizzato» interamente inorganico, pensato per migliorare ricarica e comportamento alle basse temperature. L’azienda sostiene inoltre che l’aggiornamento richiederebbe modifiche a circa il 10% delle attrezzature dell’attuale linea produttiva di livello giga.2
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Se questa continuità degli impianti sarà confermata, la transizione dalla Gen 3.5 alla Gen 4 potrebbe ridurre investimenti e rischi di esecuzione. Prestazioni, economia di produzione e tempistiche per volumi elevati della Gen 4 restano però prospettive, non risultati dimostrati.
L’annuncio di ProLogium appare come un avanzamento credibile: una cella pouch allo stato solido da 185,4 Ah ha registrato, secondo test di terze parti, 381 Wh/kg e 903 Wh/L, mentre l’azienda comunica l’avvio della produzione in serie a Taiwan.3
4 Il test UL offre inoltre un supporto circoscritto, legato a una specifica metodologia, alla classificazione della cella come interamente allo stato solido.
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Non dimostra ancora che queste batterie siano competitive nei costi, longeve, validate a livello di pacco o disponibili nei volumi richiesti dal mercato dell’auto elettrica. I dati da seguire saranno la resa produttiva stabile a Taiwan, test indipendenti su cicli di vita e pacchi completi, e soprattutto la capacità di Dunkerque di rispettare un piano di crescita chiaro e verificabile.
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La cella pouch Gen 3.5 di ProLogium da 185,4 Ah ha raggiunto, secondo i test TÜV, 381 Wh/kg e 903 Wh/L ed è entrata in produzione in serie a Taiwan.[3][4]
La cella pouch Gen 3.5 di ProLogium da 185,4 Ah ha raggiunto, secondo i test TÜV, 381 Wh/kg e 903 Wh/L ed è entrata in produzione in serie a Taiwan.[3][4] Il test UL Solutions a 120 °C sostiene la classificazione «all solid state» secondo la metodologia GB/T 43568 2026; la ricarica 5 80% in meno di dieci minuti richiede però conferme più ampie in condizioni reali.[3][13]
La linea di Taoyuan, indicata a 0,5 GWh annui, è un primo passo relativamente contenuto.