Bitcoin, oltre metà dell’offerta è in perdita: è arrivato il fondo del mercato ribassista?
Circa 10,5 milioni di BTC, oltre il 50% dell’offerta in circolazione, sono ora sotto il loro costo di acquisto on chain: una soglia associata alle fasi di capitolazione dei precedenti mercati ribassisti. Il segnale è storicamente compatibile con un possibile minimo intorno ai 61.000 dollari, ma domanda ancora debole...
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Circa 10,5 milioni di BTC, oltre il 50% dell’offerta in circolazione, sono ora sotto il loro costo di acquisto on chain: una soglia associata alle fasi di capitolazione dei precedenti mercati ribassisti.
Il segnale è storicamente compatibile con un possibile minimo intorno ai 61.000 dollari, ma domanda ancora debole, deflussi record dagli ETF e riunione FOMC del 16 17 giugno rendono prematura la conferma del fondo.
What does it mean that over half of all Bitcoin in circulation is now held at an unrealized loss, how quickly did this metric rise, what hisGlassnode’s Supply in Loss metric breached the 50% threshold for the first time in this cycle as Bitcoin touched $61,300 in early June 2026.
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Il Bitcoin ha appena superato una soglia che, nei cicli precedenti, ha spesso separato il panico finale del mercato ribassista dalla formazione di un minimo. Il 4 giugno 2026, mentre il prezzo scendeva brevemente fino a circa 61.300 dollari, i dati di Glassnode indicavano circa 10,5 milioni di BTC in perdita non realizzata, contro 9,8 milioni ancora in profitto .\n\nIn parole semplici, oggi più della metà dei Bitcoin in circolazione vale meno del prezzo al quale l’attuale detentore li ha acquistati. È un segnale netto di stress e capitolazione. Ma non è, da solo, la prova che il minimo del ciclo sia già alle spalle.\n\n## La metrica è peggiorata in pochi mesi\n\nL’aumento della cosiddetta Supply in Loss — l’offerta detenuta a un prezzo inferiore rispetto al costo dell’ultimo movimento on-chain — non è stato graduale. La pressione si è concentrata in circa tre mesi:\n\n- Metà febbraio 2026: circa 9,09 milioni di BTC, pari a circa il 46% dell’offerta, erano già in perdita secondo CryptoQuant .\n- CEX.io Research stimava circa 9,4 milioni di BTC, ovvero il 47% dell’offerta, in perdita; il suo Bitcoin Impact Index era entrato nella fascia di “alto impatto” .\n- i dati di Glassnode riportavano circa 8,8 milioni di BTC in perdita, pari a circa il 44% dell’offerta, mentre le perdite non realizzate dei detentori di breve periodo erano stimate in 113,9 miliardi di dollari .\n- la soglia del 50% è stata superata, con 10,5 milioni di BTC in perdita e appena 9,8 milioni in profitto. È la prima volta che accade in questo ciclo .\n\nIl passaggio da circa il 46% a oltre il 50% in meno di quattro mesi segnala un forte riassetto guidato dal contesto macroeconomico, più che un lento deterioramento strutturale. Dal massimo storico di circa 126.000 dollari dell’ottobre 2025 ai minimi di febbraio 2026, Bitcoin ha perso oltre la metà del proprio valore; la quota di offerta in perdita ha seguito il ribasso quasi passo dopo passo .\n\n## Un ribasso legato alla macroeconomia, non a un singolo fallimento crypto\n\nA differenza del collasso di FTX nel 2022 o del crollo lampo seguito alla pandemia nel 2020, la discesa del 2026 non è stata innescata da un unico problema interno al settore. Bitcoin si è comportato soprattutto come un asset rischioso ad alta volatilità, non come una copertura dall’inflazione .\n\nI principali fattori di pressione sono stati:\n\n- le aliquote effettive medie negli Stati Uniti sono salite da circa il 2,2% all’inizio del 2025 al 10,3% circa all’inizio del 2026 . Il 23 febbraio, l’annuncio del presidente Donald Trump su un’aliquota globale del 15% ha spinto Bitcoin sotto i 65.000 dollari in una sola sessione . Il mercato ha reagito negativamente a molteplici notizie sui dazi .\n- la banca centrale statunitense ha mantenuto i tassi tra il 3,50% e il 3,75% nei primi mesi del 2026, indebolendo la narrativa di propensione al rischio che aveva sostenuto il precedente rally post-elettorale .\n- l’aumento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran all’inizio del 2026 ha provocato vendite diffuse su diversi asset rischiosi, comprese azioni e criptovalute .\n- in 13 sedute consecutive, i deflussi dagli ETF spot statunitensi sul Bitcoin hanno superato i 4 miliardi di dollari all’inizio di giugno, alimentando le vendite proprio mentre gli indicatori on-chain raggiungevano i livelli più ribassisti del ciclo .\n- il picco vicino a 126.000 dollari dell’ottobre 2025 è arrivato circa 18 mesi dopo l’halving dell’aprile 2024, in linea con i cicli storici successivi al dimezzamento, spesso seguiti da ribassi compresi tra il 50% e l’80% .\n\n## Cosa insegna la storia dei precedenti minimi\n\nLa stessa condizione — oltre metà dell’offerta in perdita — si è verificata in corrispondenza dei principali minimi dei tre cicli ribassisti precedenti :\n\n- l’offerta in perdita è salita oltre il 50% vicino al minimo del ciclo, intorno ai 3.100 dollari.\n- la metrica ha superato il 50% durante la breve ma violenta caduta fino a circa 3.800 dollari.\n- l’offerta in perdita ha raggiunto oltre il 50% nei pressi del minimo del ciclo, intorno ai 15.500 dollari.\n\nAll’inizio di febbraio 2026, mentre Bitcoin si avvicinava ai 60.000 dollari, l’offerta in perdita era salita a quasi 10 milioni di BTC: il quarto livello più alto mai osservato, comparabile con i minimi dei mercati ribassisti del 2015, 2019 e 2022 . A giugno, la soglia è stata superata in modo deciso, con circa il 52% dell’offerta sotto il costo di acquisto .\n\nAnche gli UTXO — le unità di Bitcoin non ancora spese — in profitto sono crollati dal 99,89% dell’ottobre 2025 al 56,4% di fine febbraio 2026. Il dato conferma che gran parte delle monete trasferite durante il rally è ora associata a prezzi di carico più elevati . La maggiore concentrazione delle perdite sembra trovarsi nelle fasce tra 80.000 e 95.000 dollari e sopra i 105.000 dollari .\n\n## Il dibattito tra gli analisti: minimo raggiunto o capitolazione appena iniziata?\n\nIl quadro on-chain è storicamente compatibile con un minimo. I dati macroeconomici e quelli sulla domanda, però, non offrono ancora una conferma altrettanto chiara.\n\n### Lo scenario rialzista: il minimo potrebbe essere già arrivato\n\nIl 7 giugno l’analista crypto Ali Martinez ha scritto che, sulla base della metrica Bitcoin Supply in Loss, il prezzo potrebbe aver raggiunto “un importante minimo di questo ciclo” . In passato, livelli superiori a 10 milioni di BTC in perdita hanno coinciso con fasi avanzate di capitolazione, seguite da recuperi importanti nell’arco di settimane, non necessariamente di anni .\n\nAnche la coincidenza tra deflussi record dagli ETF e oltre il 50% dell’offerta in perdita è stata interpretata da alcuni analisti come un classico segnale contrarian: proprio quando il pessimismo raggiunge l’estremo, potrebbe aprirsi spazio per un rimbalzo . Ai minimi di febbraio, inoltre, perdite realizzate corrette per entità pari a 3,2 miliardi di dollari avevano suggerito un livello di panico tipico della capitolazione .\n\n### Lo scenario prudente: manca ancora la conferma\n\nAltri osservatori sottolineano che la metrica individua una zona in cui i cicli precedenti hanno trovato un minimo, ma non garantisce che il minimo si sia formato anche questa volta. Un’analisi del 5 giugno ha definito ancora prematura la conferma del fondo, perché la domanda continua a indebolirsi e la pressione di vendita non è stata completamente assorbita: la capitolazione potrebbe essere soltanto all’inizio .\n\nA metà maggio, l’analista di CryptoQuant Darkfost osservava inoltre che l’offerta in perdita, allora pari a circa 8,2 milioni di BTC, era ancora inferiore al picco di circa 10,6 milioni registrato nel mercato ribassista del 2022. Il dato lasciava quindi spazio a un ulteriore ribasso prima della formazione di un vero minimo . Sul piano tecnico, il supporto successivo è stato individuato intorno ai 55.000 dollari, mentre l’area dei 61.000 dollari rappresenta una resistenza al rialzo .\n\n## Il prossimo test sarà la riunione della Fed\n\nL’attenzione del mercato è ora rivolta alla riunione del Federal Open Market Committee (FOMC), il comitato della Federal Reserve che decide la politica monetaria statunitense, in programma il 16 e 17 giugno.\n\nSe Bitcoin riuscirà a mantenere i livelli attuali dopo quell’appuntamento e i deflussi dagli ETF inizieranno a rallentare, lo schema storico suggerirà che la fase peggiore potrebbe essere terminata. In caso contrario, un test di supporti più bassi — compresa l’area dei 55.000 dollari — rimarrà lo scenario più probabile, indipendentemente dal fatto che gli indicatori on-chain abbiano anticipato i minimi dei cicli passati.\n\nLa conclusione, quindi, è meno spettacolare ma più utile: il segnale di capitolazione è scattato, ma un segnale non equivale a una certezza. Per parlare di fondo confermato serviranno tenuta dei prezzi, una ripresa della domanda e un rallentamento delle vendite istituzionali.
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Circa 10,5 milioni di BTC, oltre il 50% dell’offerta in circolazione, sono ora sotto il loro costo di acquisto on chain: una soglia associata alle fasi di capitolazione dei precedenti mercati ribassisti. Il segnale è storicamente compatibile con un possibile minimo intorno ai 61.000 dollari, ma domanda ancora debole, deflussi record dagli ETF e riunione FOMC del 16 17 giugno rendono prematura la conferma del fondo.
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Circa 10,5 milioni di BTC, oltre il 50% dell’offerta in circolazione, sono ora sotto il loro costo di acquisto on chain: una soglia associata alle fasi di capitolazione dei precedenti mercati ribassisti. Il segnale è storicamente compatibile con un possibile minimo intorno ai 61.000 dollari, ma domanda ancora debole...
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Circa 10,5 milioni di BTC, oltre il 50% dell’offerta in circolazione, sono ora sotto il loro costo di acquisto on chain: una soglia associata alle fasi di capitolazione dei precedenti mercati ribassisti.
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La pressione si è concentrata in circa tre mesi:\n\n- Metà febbraio 2026: circa 9,09 milioni di BTC, pari a circa il 46% dell’offerta, erano già in perdita secondo CryptoQuant .\n- CEX.io Research stimava circa 9,4 milioni di BTC, ovvero il 47% dell’offerta, in perdita; il suo Bitcoin Impact Index era entrato nella fascia di “alto impatto” .\n- i dati di Glassnode riportavano circa 8,8 milioni di BTC in perdita, pari a circa il 44% dell’offerta, mentre le perdite non realizzate dei detentori di breve periodo erano stimate in 113,9 miliardi di dollari .\n- la soglia del 50% è stata superata, con 10,5 milioni di BTC in perdita e appena 9,8 milioni in profitto. È la prima volta che accade in questo ciclo .\n\nIl passaggio da circa il 46% a oltre il 50% in meno di quattro mesi segnala un forte riassetto guidato dal contesto macroeconomico, più che un lento deterioramento strutturale. Dal massimo storico di circa 126.000 dollari dell’ottobre 2025 ai minimi di febbraio 2026, Bitcoin ha perso oltre la metà del proprio valore; la quota di offerta in perdita ha seguito il ribasso quasi passo dopo passo .\n\n## Un ribasso legato alla macroeconomia, non a un singolo fallimento crypto\n\nA differenza del collasso di FTX nel 2022 o del crollo lampo seguito alla pandemia nel 2020, la discesa del 2026 non è stata innescata da un unico problema interno al settore. Bitcoin si è comportato soprattutto come un asset rischioso ad alta volatilità, non come una copertura dall’inflazione .\n\nI principali fattori di pressione sono stati:\n\n- le aliquote effettive medie negli Stati Uniti sono salite da circa il 2,2% all’inizio del 2025 al 10,3% circa all’inizio del 2026 . Il 23 febbraio, l’annuncio del presidente Donald Trump su un’aliquota globale del 15% ha spinto Bitcoin sotto i 65.000 dollari in una sola sessione . Il mercato ha reagito negativamente a molteplici notizie sui dazi .\n- la banca centrale statunitense ha mantenuto i tassi tra il 3,50% e il 3,75% nei primi mesi del 2026, indebolendo la narrativa di propensione al rischio che aveva sostenuto il precedente rally post-elettorale .\n- l’aumento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran all’inizio del 2026 ha provocato vendite diffuse su diversi asset rischiosi, comprese azioni e criptovalute .\n- in 13 sedute consecutive, i deflussi dagli ETF spot statunitensi sul Bitcoin hanno superato i 4 miliardi di dollari all’inizio di giugno, alimentando le vendite proprio mentre gli indicatori on-chain raggiungevano i livelli più ribassisti del ciclo .\n- il picco vicino a 126.000 dollari dell’ottobre 2025 è arrivato circa 18 mesi dopo l’halving dell’aprile 2024, in linea con i cicli storici successivi al dimezzamento, spesso seguiti da ribassi compresi tra il 50% e l’80% .\n\n## Cosa insegna la storia dei precedenti minimi\n\nLa stessa condizione — oltre metà dell’offerta in perdita — si è verificata in corrispondenza dei principali minimi dei tre cicli ribassisti precedenti :\n\n- l’offerta in perdita è salita oltre il 50% vicino al minimo del ciclo, intorno ai 3.100 dollari.\n- la metrica ha superato il 50% durante la breve ma violenta caduta fino a circa 3.800 dollari.\n- l’offerta in perdita ha raggiunto oltre il 50% nei pressi del minimo del ciclo, intorno ai 15.500 dollari.\n\nAll’inizio di febbraio 2026, mentre Bitcoin si avvicinava ai 60.000 dollari, l’offerta in perdita era salita a quasi 10 milioni di BTC: il quarto livello più alto mai osservato, comparabile con i minimi dei mercati ribassisti del 2015, 2019 e 2022 . A giugno, la soglia è stata superata in modo deciso, con circa il 52% dell’offerta sotto il costo di acquisto .\n\nAnche gli UTXO — le unità di Bitcoin non ancora spese — in profitto sono crollati dal 99,89% dell’ottobre 2025 al 56,4% di fine febbraio 2026. Il dato conferma che gran parte delle monete trasferite durante il rally è ora associata a prezzi di carico più elevati . La maggiore concentrazione delle perdite sembra trovarsi nelle fasce tra 80.000 e 95.000 dollari e sopra i 105.000 dollari .\n\n## Il dibattito tra gli analisti: minimo raggiunto o capitolazione appena iniziata?\n\nIl quadro on-chain è storicamente compatibile con un minimo. I dati macroeconomici e quelli sulla domanda, però, non offrono ancora una conferma altrettanto chiara.\n\n### Lo scenario rialzista: il minimo potrebbe essere già arrivato\n\nIl 7 giugno l’analista crypto Ali Martinez ha scritto che, sulla base della metrica Bitcoin Supply in Loss, il prezzo potrebbe aver raggiunto “un importante minimo di questo ciclo” . In passato, livelli superiori a 10 milioni di BTC in perdita hanno coinciso con fasi avanzate di capitolazione, seguite da recuperi importanti nell’arco di settimane, non necessariamente di anni .\n\nAnche la coincidenza tra deflussi record dagli ETF e oltre il 50% dell’offerta in perdita è stata interpretata da alcuni analisti come un classico segnale contrarian: proprio quando il pessimismo raggiunge l’estremo, potrebbe aprirsi spazio per un rimbalzo . Ai minimi di febbraio, inoltre, perdite realizzate corrette per entità pari a 3,2 miliardi di dollari avevano suggerito un livello di panico tipico della capitolazione .\n\n### Lo scenario prudente: manca ancora la conferma\n\nAltri osservatori sottolineano che la metrica individua una zona in cui i cicli precedenti hanno trovato un minimo, ma non garantisce che il minimo si sia formato anche questa volta. Un’analisi del 5 giugno ha definito ancora prematura la conferma del fondo, perché la domanda continua a indebolirsi e la pressione di vendita non è stata completamente assorbita: la capitolazione potrebbe essere soltanto all’inizio .\n\nA metà maggio, l’analista di CryptoQuant Darkfost osservava inoltre che l’offerta in perdita, allora pari a circa 8,2 milioni di BTC, era ancora inferiore al picco di circa 10,6 milioni registrato nel mercato ribassista del 2022. Il dato lasciava quindi spazio a un ulteriore ribasso prima della formazione di un vero minimo . 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