Honda e Nissan hanno scelto di condividere una parte della tecnologia di base delle loro future automobili, senza fondersi. Le due case automobilistiche giapponesi hanno firmato un accordo per sviluppare e standardizzare l'architettura elettronica e software dei prossimi veicoli definiti dal software, o SDV (software-defined vehicles). I primi modelli dotati dei componenti sviluppati congiuntamente sono previsti dall'anno fiscale 2029 in poi.
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In Giappone l'anno fiscale 2029 va dal 1° aprile 2029 al 31 marzo 2030.
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Che cosa svilupperanno Honda e Nissan
L'intesa riguarda diversi livelli della piattaforma digitale dell'auto:
- Centraline elettroniche principali, o ECU: sono i computer che gestiscono le funzioni del veicolo. Le due aziende definiranno specifiche comuni per più centraline, comprese quelle ad alte prestazioni e le cosiddette zone ECU, che coordinano i dispositivi presenti in specifiche aree della vettura.
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- Sistema operativo di bordo: lo strato software di base su cui funzionano applicazioni e servizi dell'auto.
- Middleware: i componenti che fanno da collegamento tra sistema operativo, computer del veicolo e funzioni di livello superiore.
- Software di controllo del veicolo: i programmi che girano sulle ECU sviluppate insieme e gestiscono i sistemi della vettura.
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L'obiettivo è condividere lo sviluppo della “spina dorsale digitale” dell'auto, lasciando però a Honda e Nissan la libertà di progettare modelli, marchi ed esperienze d'uso differenti. Non nascerà quindi un'unica casa automobilistica: la cooperazione riguarda soprattutto ingegneria e tecnologia.
Perché condividere centraline e software
Nelle auto definite dal software, una parte crescente delle funzioni dipende da computer centralizzati, piattaforme software e sistemi elettronici collegati in rete. Sviluppare separatamente questi elementi richiede investimenti elevati e può costringere due costruttori a risolvere più volte gli stessi problemi di hardware, programmazione e integrazione.
Honda e Nissan puntano invece a creare specifiche comuni e a sviluppare insieme i componenti fondamentali. In teoria, questo approccio può ridurre il lavoro duplicato, generare economie di scala e distribuire tra le due aziende i costi necessari per tecnologie automobilistiche più avanzate.
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La portata dell'accordo è più ampia di un singolo modello o progetto pilota: l'architettura comune dovrebbe essere utilizzata nelle rispettive generazioni di SDV a partire dall'anno fiscale 2029.
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Un accordo nato dopo il fallimento della fusione
Honda e Nissan avevano iniziato a esplorare una collaborazione nel 2024, anche nei settori dell'elettrificazione e del software.
22 In seguito le due aziende avevano valutato una combinazione societaria molto più ambiziosa, ma le trattative si sono concluse nel febbraio 2025.
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L'intesa attuale è dunque una forma di collaborazione più circoscritta: permette di condividere alcune delle attività tecnologiche più costose senza unire proprietà, gestione e operazioni aziendali. I due marchi restano separati e continueranno a differenziarsi attraverso i propri prodotti e le rispettive strategie di mercato.
Mitsubishi Motors farà parte del progetto?
Mitsubishi Motors è stata coinvolta nelle discussioni più ampie sulla collaborazione strategica tra Nissan e Honda. Tuttavia, l'accordo annunciato per la standardizzazione delle ECU e del software è identificato come un'intesa tra Honda e Nissan. La partecipazione di Mitsubishi alle attività SDV collegate è stata descritta come possibile o attesa, non come parte dell'accordo già firmato.
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La strategia autonoma di Honda: puntare sugli ibridi
L'accordo sul software non va confuso con il piano separato presentato da Honda nel 2026 per rilanciare il business automobilistico. La casa vuole riorganizzare le attività nel corso dei tre anni fiscali fino a marzo 2029 e punta a un utile operativo consolidato superiore a 1,4 trilioni di yen, includendo anche motociclette e servizi finanziari. Honda lo descrive come un obiettivo record.
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Quindici nuovi ibridi entro marzo 2030
Honda prevede di iniziare a lanciare gli ibridi di prossima generazione nel 2027 e di arrivare a 15 modelli a livello globale entro la fine dell'anno fiscale che termina il 31 marzo 2030, con un'attenzione iniziale soprattutto al Nord America. Nel 2029 sono inoltre previsti per quel mercato modelli ibridi di segmento D o superiore.
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La società mira a ridurre di oltre il 30% il costo del sistema ibrido di nuova generazione rispetto a quello del 2023. Associato a una nuova piattaforma e a un sistema di trazione integrale elettrico, il sistema dovrebbe inoltre migliorare i consumi di oltre il 10%.
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Fabbriche e batterie riconvertite
Honda intende utilizzare la capacità produttiva inutilizzata degli stabilimenti automobilistici in Ohio per realizzare veicoli a benzina e ibridi, rendendo inoltre tutti i propri impianti automobilistici nordamericani capaci di produrre modelli ibridi.
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Una parte delle linee destinate alle batterie per veicoli elettrici della joint venture L-H Battery Company, realizzata con LG Energy Solution, sarà convertita alla produzione di batterie per auto ibride.
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Nel complesso, Honda ha delineato investimenti per 6,2 trilioni di yen fino all'anno fiscale 2029, distribuiti tra veicoli a benzina e ibridi, software e veicoli elettrici. Allo stesso tempo, ha sospeso a tempo indeterminato il progetto canadese per la catena del valore delle auto elettriche, mentre rivaluta la propria strategia sull'elettrico e sposta risorse verso gli ibridi.
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L'obiettivo “Triple Half”
Honda vuole inoltre usare ambienti digitali di progettazione, intelligenza artificiale e nuovi metodi di pianificazione e gestione dello sviluppo per dimezzare, rispetto ai livelli del 2025, costi, tempi e carico di lavoro necessari a sviluppare un veicolo.
Secondo la società, i tempi di sviluppo degli aggiornamenti di gamma minori saranno dimezzati nell'immediato. Lo stesso obiettivo dovrebbe valere per i cambi generazionali completi il cui sviluppo inizierà nel 2028.
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Nord America, Giappone e India tra le priorità
Honda ha indicato Nord America, Giappone e India come regioni prioritarie per il rilancio. In India prevede di introdurre dal 2028 modelli progettati per il mercato locale nei segmenti delle auto lunghe meno di quattro metri e delle vetture medie. La strategia collega anche la forte presenza di Honda nel mercato indiano delle motociclette all'obiettivo di conquistare clienti che passano dalle due ruote all'automobile.
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Due mosse diverse, una stessa esigenza di efficienza
Le due iniziative mostrano una doppia priorità. Nel breve e medio periodo Honda sta puntando su ibridi, flessibilità produttiva e riduzione dei costi per migliorare i risultati del business automobilistico. Sul fronte tecnologico, invece, Honda e Nissan stanno condividendo l'infrastruttura informatica che servirà alle auto sempre più dipendenti dal software.
L'accordo del 2029 non significa che Honda e Nissan produrranno auto identiche. La promessa centrale è più concreta: standardizzare alcune ECU e alcuni elementi software alla base del veicolo, così da condividere investimenti e sviluppo mantenendo distinti prodotti, marchi e strategie.