La media a 50 settimane si muove più lentamente e riflette un periodo molto più ampio dell’attività di mercato. Nel backtest di Galaxy, il minimo del mercato ribassista si era già formato in 11 casi su 13 quando BTC aveva successivamente recuperato la media a 50 settimane. Per questo, una chiusura settimanale sopra quota 82.470 dollari sarebbe un segnale di conferma storicamente molto più forte del semplice recupero della media a 50 giorni.
Il compromesso pratico è chiaro: la media a 50 giorni può individuare prima una possibile inversione, mentre quella a 50 settimane offre una conferma storicamente più affidabile, ma costringe gli investitori ad attendere una parte della fase iniziale del rialzo.
I due falsi segnali della media a 50 settimane si sono verificati durante il periodo del doppio massimo 2021-2022. Bitcoin era brevemente risalito sopra la media di lungo periodo, ma il recupero non aveva impedito un nuovo e più profondo ribasso, che alla fine aveva portato BTC a 15.758 dollari.
È il principale monito contro l’idea che qualsiasi recupero di una media mobile equivalga automaticamente all’inizio di un nuovo mercato rialzista. Una chiusura settimanale sopra 82.470 dollari migliorerebbe le probabilità sulla base dei precedenti storici, ma Bitcoin dovrebbe comunque dimostrare di saper mantenere il breakout e non ripetere lo schema del 2021-2022.
Il caso opposto è quello del maggio 2019, quando un recupero anticipato delle medie mobili aveva preceduto un’autentica fase rialzista ciclica. Il confronto evidenzia il dilemma tra rapidità e conferma: attendere un segnale più lento può ridurre il rischio di acquistare un falso recupero, ma può anche significare perdere una parte del primo movimento di un rialzo reale.
Le ricerche disponibili non indicano una percentuale media precisa dei guadagni a cui gli investitori rinuncerebbero aspettando la conferma della media a 50 settimane. I dati sostengono il principio generale del compromesso tra anticipo e affidabilità, non una stima esatta dei rendimenti persi.
Il recupero di Bitcoin, superiore al 25% dal minimo di giugno fino a circa 78.000 dollari, ha rafforzato l’ipotesi di una ripresa. Tuttavia, i commenti di mercato citati insieme all’analisi di Galaxy hanno descritto il movimento come fortemente influenzato dal posizionamento sui derivati e dalla chiusura forzata delle posizioni short, più che come una prova chiara di un’accumulazione ampia e organica.
La distinzione è importante. Una short squeeze costringe i trader ribassisti a ricomprare rapidamente Bitcoin, accelerando il prezzo senza dimostrare necessariamente che gli investitori di lungo periodo siano tornati sul mercato in modo significativo. Open interest contenuto e rendimenti ridotti sulla base dei futures sono stati indicati come segnali di una leva ancora limitata e di una convinzione non particolarmente forte nel mercato dei derivati.
Il rimbalzo va quindi considerato costruttivo, ma non confermato. La domanda non è soltanto se Bitcoin riuscirà a toccare 82.470 dollari durante la giornata, bensì se riuscirà a chiudere una settimana sopra la media a 50 settimane e a mantenere successivamente quel livello.
L’interpretazione del prossimo incontro di Jackson Hole potrebbe influenzare la capacità di Bitcoin di raggiungere la soglia di conferma. Un segnale favorevole agli asset rischiosi, associato a condizioni finanziarie più accomodanti, potrebbe sostenere un nuovo avanzamento verso la media a 50 settimane. Un messaggio più restrittivo potrebbe invece indebolire la propensione al rischio e riportare l’attenzione sull’area compresa tra 70.000 e 72.000 dollari, possibile zona di ritracciamento.
Si tratta di scenari, non di previsioni. Il test centrale, supportato dai dati storici, resta invariato: una chiusura settimanale sopra circa 82.470 dollari favorirebbe l’ipotesi che il minimo del ciclo sia alle spalle; il mancato recupero manterrebbe invece aperta la questione del mercato ribassista.
Il backtest di Galaxy Research attribuisce alla media mobile a 50 settimane un peso maggiore rispetto a quella a 50 giorni, perché ha prodotto meno conferme errate nei mercati ribassisti analizzati. Bitcoin non ha ancora superato il test più severo. Fino a quel momento, il rimbalzo attuale potrebbe essere l’inizio di un nuovo trend rialzista oppure un potente recupero tecnico ancora tutto da dimostrare.