Secondo CryptoQuant, la quota di UTXO Bitcoin in perdita è scesa da circa il 54% al 27,1%: un miglioramento storicamente associato alla fase finale dei cicli ribassisti. BTC si muoveva vicino a 76.600 dollari, tra un possibile supporto on chain a 71.300 dollari e una resistenza a 79.800 dollari.
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L’analisi di CryptoQuant del 17 settembre non certifica l’avvio di un nuovo bull market, ma suggerisce che la probabilità di un ritorno di Bitcoin a un vero regime ribassista si sia ridotta. Il motivo è il netto miglioramento della redditività on-chain: la quota di UTXO di Bitcoin in perdita sarebbe scesa da circa il 54% al 27,1%. Per Crypto Dan, collaboratore di CryptoQuant, cali di questa portata si sono storicamente osservati più spesso verso la conclusione delle fasi bearish che durante semplici rimbalzi di breve durata. 6
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Un UTXO (unspent transaction output) è, in termini semplici, una singola porzione di Bitcoin spendibile registrata sulla blockchain. La metrica di CryptoQuant calcola la quota di valore degli UTXO in perdita confrontando il prezzo alla creazione e alla spesa delle monete. 16
Se diminuiscono gli UTXO sotto il rispettivo prezzo di carico, si attenua la pressione delle perdite non realizzate sull’intera rete. Non è una garanzia di rialzo delle quotazioni, ma segnala che la struttura dei prezzi di acquisto dei detentori è più solida rispetto a una fase in cui una larga parte dell’offerta si trovava in perdita.
L’argomento storico di Crypto Dan è circoscritto: miglioramenti analoghi per intensità hanno coinciso in passato con il passaggio fuori da condizioni da bear market, non soltanto con recuperi temporanei. Si tratta però di un’osservazione storica, non di una regola capace di prevedere con certezza il prossimo movimento. 12
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Al momento dell’analisi, Bitcoin veniva scambiato vicino a 76.600 dollari, in mezzo a due riferimenti on-chain basati sul prezzo di carico:
Un superamento netto e soprattutto stabile di area 79.800 dollari renderebbe più credibile la lettura costruttiva dei dati on-chain: indicherebbe che il mercato ha assorbito le vendite di chi esce al pareggio. Al contrario, una nuova respinta su quel livello o la perdita decisa dei 71.300 dollari indebolirebbe l’ipotesi di una svolta strutturale rialzista.
Il miglioramento on-chain è arrivato in un contesto tutt’altro che favorevole.
Il Senato statunitense non è riuscito a far avanzare il Digital Asset Market Clarity Act: il voto procedurale si è chiuso 49 a 50, sotto la soglia di 60 voti necessaria per procedere. Dopo lo stop, gli ETF spot su Bitcoin quotati negli Stati Uniti hanno registrato deflussi netti per circa 450 milioni di dollari. 18
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Inoltre, la Federal Reserve ha alzato di 25 punti base l’intervallo obiettivo dei tassi al 3,75%-4,00%, nel primo rialzo dal luglio 2023. 21
22 Una politica monetaria più restrittiva può rendere il contesto più difficile per gli asset percepiti come rischiosi, senza però determinare da sola la direzione del ciclo di Bitcoin nel lungo periodo.
Questi fattori non annullano la tesi on-chain di CryptoQuant. Impongono però di cercare conferme nei prezzi e nella domanda, anziché trattare la metrica sugli UTXO come un segnale d’acquisto autonomo.
Il primo test è la capacità di BTC di difendere l’area dei 71.300 dollari e, in seguito, stabilizzarsi sopra 79.800 dollari. La tenuta del primo livello preserverebbe la struttura di recupero; la conquista del secondo suggerirebbe l’assorbimento delle vendite al pareggio. 1
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Il dato è rilevante soprattutto se si mantiene contenuto. Un nuovo e marcato aumento degli UTXO in perdita indicherebbe che la debolezza del prezzo sta tornando a diffondersi tra i detentori. La metrica di CryptoQuant segue appunto la quota di valore dell’offerta che risulta in profitto o in perdita. 16
Un ritorno a ingressi netti persistenti negli ETF spot statunitensi sarebbe coerente con una domanda istituzionale in miglioramento. Deflussi ampi e continuativi costituirebbero invece un contrappeso alla lettura positiva dei dati on-chain. Il deflusso giornaliero di circa 450 milioni di dollari mostra quanto rapidamente possano peggiorare le condizioni della domanda. 19
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Va osservato anche se i possessori stanno trasferendo più Bitcoin agli exchange e realizzando perdite. Un aumento di questi segnali di stress sarebbe più compatibile con distribuzione o capitolazione che con una transizione ordinata verso una fase di mercato più forte.
Restano rilevanti l’evoluzione della normativa statunitense sulla struttura del mercato crypto, le indicazioni della Fed e le condizioni finanziarie più ampie. Il voto fallito al Senato e l’aumento dei tassi mostrano che un trend on-chain favorevole può convivere con pressioni macroeconomiche e regolatorie. 18
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L’analisi di CryptoQuant del 17 settembre indica un cambiamento probabilistico lontano dalle condizioni tipiche del bear market, sostenuto dalla forte riduzione degli UTXO Bitcoin in perdita. Non dimostra però l’esistenza di un ciclo rialzista già confermato né elimina i rischi.
La tesi bullish acquisterebbe forza se la redditività degli UTXO restasse solida, la domanda via ETF si riprendesse e Bitcoin tenesse 71.300 dollari prima di superare e consolidare oltre 79.800 dollari. Un ritorno dello stress da perdite, deflussi persistenti dagli ETF e una rottura sotto il costo medio dell’offerta attiva la metterebbero invece in discussione. 1
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Secondo CryptoQuant, la quota di UTXO Bitcoin in perdita è scesa da circa il 54% al 27,1%: un miglioramento storicamente associato alla fase finale dei cicli ribassisti.
Secondo CryptoQuant, la quota di UTXO Bitcoin in perdita è scesa da circa il 54% al 27,1%: un miglioramento storicamente associato alla fase finale dei cicli ribassisti. BTC si muoveva vicino a 76.600 dollari, tra un possibile supporto on chain a 71.300 dollari e una resistenza a 79.800 dollari.
Il quadro resta prudente: pesano il mancato avanzamento del CLARITY Act al Senato USA, circa 450 milioni di dollari di deflussi dagli ETF spot e il rialzo dei tassi della Fed.