Il vantaggio di AGIBOT è netto: le sue sole spedizioni rappresentano più di due quinti del totale globale. Unitree segue a distanza, mentre gli altri tre produttori presenti nella top five mantengono quote a una cifra.
Il rapporto individua diversi segnali del tentativo di trasformare le capacità tecniche dei robot in applicazioni operative concrete.
Questi casi non dimostrano che i robot umanoidi abbiano già raggiunto un’adozione industriale ampia e matura. Indicano però che la discussione commerciale si sta spostando verso linee produttive, processi logistici e attività standardizzate, non più soltanto verso laboratori e dimostrazioni tecnologiche.
Nel primo semestre 2026, intrattenimento e performance, insieme a produzione di dati e ricerca, hanno continuato a rappresentare il principale raggruppamento applicativo. La loro quota combinata è rimasta superiore al 60%, pur essendo diminuita rispetto ai livelli precedenti. La sintesi pubblica di Counterpoint non fornisce percentuali separate per le due categorie.
Le altre applicazioni si sono distribuite in questo modo:
Il quadro descrive un mercato in transizione. Le categorie commerciali più consolidate continuano a generare gran parte dei volumi, ma produzione e logistica stanno guadagnando terreno perché consentono di valutare i robot su attività più strutturate e misurabili dal punto di vista economico.
Counterpoint Research prevede che le spedizioni globali di robot umanoidi supereranno le 50.000 unità nell’intero 2026, con una crescita annua del 210%.
Per la seconda metà dell’anno, la società di ricerca prevede che i progetti pilota validati in ambito industriale e nei servizi possano passare a implementazioni di massa. Tra gli scenari indicati figurano le operazioni regolari negli hub di trasporto, la produzione automobilistica con attività di vendita e post-vendita, oltre a movimentazione, smistamento e ispezione standardizzati nelle fabbriche 3C e nei centri logistici.
Si tratta comunque di una previsione, non di una garanzia. La velocità di diffusione dipenderà dalla capacità dei progetti pilota di dimostrare prestazioni affidabili e di giustificare l’estensione a più siti e ambienti di lavoro reali.
Nei prossimi cinque anni, secondo Counterpoint, i servizi e le applicazioni industriali dovrebbero diventare i principali motori della domanda, dopo la fase iniziale trainata da intrattenimento e raccolta dati.
Questo cambiamento potrebbe ridefinire la competizione. Ai produttori non basteranno un robot tecnicamente capace o una maggiore velocità di fabbricazione. Il rapporto indica la necessità di sviluppare una capacità integrata e a ciclo chiuso, fondata su:
In pratica, la prossima fase del mercato sarà misurata meno dal numero di robot mostrati in una dimostrazione e più dalla loro capacità di svolgere con continuità compiti definiti, generare dati utili e replicare le prestazioni in sedi diverse.
Il primo semestre 2026 è stato un periodo di forte espansione per i robot umanoidi, ma il segnale più importante riguarda la direzione commerciale del settore, non il solo volume delle spedizioni. Oltre 22.000 unità sono state spedite nel mondo, cinque vendor con sede in Cina hanno rappresentato l’86% del mercato e le applicazioni industriali e di servizio hanno iniziato a guadagnare spazio.
Se la previsione di Counterpoint Research sarà confermata, le spedizioni annuali supereranno le 50.000 unità. A quel punto, la prova decisiva sarà capire se i progetti pilota in fabbriche, magazzini, hub di trasporto e attività automobilistiche diventeranno implementazioni ripetibili e se i produttori riusciranno a collegare hardware, modelli, flussi di lavoro verticali e dati in sistemi capaci di produrre valore misurabile.