La Cyberspace Administration of China ha aperto una consultazione su una bozza di 50 articoli che rafforzerebbe la governance della privacy per i grandi gestori di dati personali; i commenti devono arrivare entro il 7... La proposta combina una soglia di oltre 10 milioni di persone interessate con criteri più ampi l...
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La Cyberspace Administration of China (CAC), l’autorità cinese per la regolamentazione del cyberspazio, ha sottoposto a consultazione una bozza di 50 articoli intitolata Provisions on Personal Information Protection for Large Personal Information Handlers, ovvero le disposizioni sulla protezione dei dati personali per i grandi gestori di informazioni personali.
Pubblicato il 7 agosto 2026, il testo riunisce due precedenti bozze sottoposte alla consultazione della CAC. Non è ancora una legge né un obbligo di conformità definitivo: l’articolo 50 lascia infatti in bianco la data di entrata in vigore.
La proposta si rivolgerebbe alle organizzazioni che trattano dati personali su scala molto ampia o le cui attività possono avere effetti rilevanti sulla sicurezza nazionale, sull’economia, sulla società, sulla salute pubblica o sulla sicurezza in Cina. Per i soggetti interessati, l’impatto andrebbe oltre la semplice raccolta dei dati: sarebbero previsti nuovi requisiti di registrazione, archiviazione, trasferimento internazionale, comunicazione e controllo indipendente.
Le osservazioni devono arrivare alla CAC entro il 7 settembre 2026. È possibile inviarle:
shujuju@cac.gov.cn;Nel caso dell’invio postale, la busta deve indicare chiaramente il riferimento alla consultazione.
Trattandosi di una bozza, le organizzazioni devono considerare gli obblighi descritti come proposte ancora modificabili, non come requisiti già applicabili.
Il testo non si basa soltanto su una soglia numerica, ma propone una valutazione complessiva. Tra gli elementi da considerare figurano il fatto che un’organizzazione:
Le organizzazioni che trattano i dati di oltre 10 milioni di persone, così come quelle che ritengono di soddisfare i criteri più ampi, dovrebbero presentare domanda di designazione attraverso la CAC a livello provinciale. La CAC nazionale, insieme alle altre autorità competenti, stabilirebbe poi l’elenco e lo renderebbe pubblico. Le autorità potrebbero inoltre imporre la procedura a un’organizzazione che sembri rientrare nell’ambito delle regole ma non abbia presentato domanda.
La conseguenza pratica è che la proposta potrebbe includere alcune piattaforme influenti anche quando il solo numero di utenti non è sufficiente a stabilire con certezza se siano soggette alle nuove disposizioni.
La CAC nazionale potrebbe inserire in un elenco pubblico organizzazioni o persone straniere le cui attività di trattamento violino i diritti dei cittadini cinesi in materia di dati personali oppure mettano a rischio la sicurezza nazionale o l’interesse pubblico della Cina.
I soggetti inseriti nell’elenco potrebbero essere sottoposti a limitazioni o divieti nel ricevere dati personali dalla Cina.
La norma prospettata estenderebbe quindi il rischio di conformità anche al destinatario estero dei dati, e non soltanto alla piattaforma cinese che li trasferisce. La valutazione dei trasferimenti internazionali dovrebbe così tenere conto non solo dei consueti profili di privacy, ma anche di possibili conseguenze legate alla sicurezza nazionale e all’interesse pubblico.
I grandi gestori dovrebbero trattare i dati personali secondo i principi di legalità, correttezza, necessità e buona fede. La raccolta dovrebbe limitarsi alle informazioni necessarie per il prodotto o il servizio interessato, senza acquisire dati in modo eccedente.
Quando il consenso costituisce la base giuridica del trattamento, la bozza richiederebbe un consenso separato per diverse attività a maggiore rischio, tra cui:
Ogni modifica alla finalità, alle modalità o alle categorie di dati trattati richiederebbe un nuovo consenso. Il testo prevede inoltre un meccanismo agevole per consentire agli interessati di ritirare il consenso.
Per i minori di 14 anni, il trattamento richiederebbe il consenso di un genitore o di un altro tutore, attraverso una procedura accessibile sia per concedere sia per revocare tale autorizzazione.
I dati personali raccolti o generati attraverso attività svolte in Cina dovrebbero essere conservati all’interno del Paese. Il data center dovrebbe trovarsi in Cina e rispettare le politiche e gli standard nazionali applicabili. Inoltre, il rappresentante legale o il controllore effettivo dell’ente che gestisce il data center dovrebbe essere un cittadino cinese.
La proposta attribuirebbe responsabilità anche agli operatori dei data center. Questi ultimi dovrebbero:
Per le aziende che utilizzano infrastrutture esterne, la scelta del data center, i contratti con i fornitori e la loro supervisione operativa diventerebbero quindi aspetti centrali del programma di conformità, e non semplici decisioni tecniche o di approvvigionamento.
L’obbligo di archiviazione nazionale non eliminerebbe automaticamente ogni trasferimento all’estero. La bozza ammette la comunicazione oltreconfine quando sia realmente necessaria per l’attività aziendale, ma richiede il rispetto dei meccanismi cinesi applicabili all’esportazione dei dati e l’acquisizione del consenso separato previsto.
Le grandi organizzazioni dovrebbero dunque distinguere tra due operazioni diverse:
La bozza richiederebbe una struttura più formale per la conformità in materia di privacy, inclusa la nomina di un responsabile della protezione dei dati personali scelto tra i membri dell’alta dirigenza. Le informazioni disponibili sul testo indicano inoltre requisiti per il ruolo, tra cui la cittadinanza cinese, l’assenza di un permesso di soggiorno permanente o di lunga durata in un Paese straniero, competenze professionali nella protezione dei dati personali ed esperienza pertinente.
Tra le altre misure di governance proposte figurano:
Il testo dedica inoltre particolare attenzione alla protezione dei minori, con procedure pratiche per il consenso dei genitori e per la sua revoca.
La novità organizzativa più significativa sarebbe l’obbligo, per ogni grande gestore interessato, di istituire un comitato di supervisione della protezione dei dati personali. L’organismo dovrebbe controllare in modo indipendente le pratiche di trattamento dell’organizzazione.
Il comitato dovrebbe:
I membri esterni dovrebbero essere indipendenti, affidabili e dotati di esperienza nel settore della conformità. In linea generale, non potrebbero prestare servizio contemporaneamente per più di tre grandi gestori.
Al comitato spetterebbe il compito di supervisionare la conformità e le questioni rilevanti relative alla protezione dei dati personali, esaminare le politiche interne e i trattamenti ad alto rischio, formulare pareri o raccomandazioni e rafforzare i meccanismi di responsabilità attraverso relazioni e procedure di controllo. L’organizzazione dovrebbe inoltre fornirgli risorse sufficienti per operare.
Non si tratterebbe quindi soltanto di nominare un responsabile privacy. La proposta introdurrebbe un ulteriore livello di supervisione, con una presenza maggioritaria di esperti esterni, attribuendo alla governance dei dati un ruolo formale nella struttura di responsabilità aziendale.
La prima misura consiste nel verificare se l’organizzazione possa superare la soglia dei 10 milioni di persone oppure soddisfare i criteri più ampi legati all’importanza dei servizi e al loro impatto. Le aziende potenzialmente coinvolte dovrebbero inoltre preparare eventuali osservazioni entro il 7 settembre e mappare:
La bozza potrebbe ancora cambiare prima dell’eventuale adozione. La direzione, tuttavia, è chiara: la Cina sta valutando un sistema che tratterebbe i gestori di dati più grandi e strategicamente rilevanti come organizzazioni soggette a controlli operativi rafforzati, infrastrutture nazionali, responsabilità ai massimi livelli e supervisione esterna della privacy.
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La Cyberspace Administration of China ha aperto una consultazione su una bozza di 50 articoli che rafforzerebbe la governance della privacy per i grandi gestori di dati personali; i commenti devono arrivare entro il 7...
La Cyberspace Administration of China ha aperto una consultazione su una bozza di 50 articoli che rafforzerebbe la governance della privacy per i grandi gestori di dati personali; i commenti devono arrivare entro il 7... La proposta combina una soglia di oltre 10 milioni di persone interessate con criteri più ampi legati all’importanza dei servizi e al loro impatto sulla sicurezza nazionale, sull’economia, sulla società, sulla salute...
Tra gli obblighi previsti figurano l’archiviazione dei dati in Cina, requisiti più stringenti sul consenso, una responsabilità affidata ai vertici aziendali e un comitato di supervisione con almeno sette membri, per a...