Alcuni analisti hanno interpretato il movimento come probabilmente destinato alla vendita. Ma c’è una distinzione importante: il trasferimento verso Coinbase Prime non dimostra, da solo, che gli asset siano stati effettivamente venduti. La lettura più plausibile è legata al normale funzionamento degli ETF e ai rimborsi degli investitori.
Gli ETF spot di BlackRock, tra cui iShares Bitcoin Trust (IBIT) e iShares Ethereum Trust (ETHA), detengono direttamente gli asset sottostanti. Quando gli investitori riscattano le quote, il fondo deve procurarsi liquidità — anche vendendo parte del Bitcoin o dell’Ether detenuto — per soddisfare i rimborsi.
Coinbase Prime è la piattaforma istituzionale utilizzata per l’esecuzione e la gestione di queste operazioni. Per questo, un deposito su Coinbase Prime può rappresentare un passaggio operativo nella catena di creazione e rimborso delle quote, non necessariamente una scelta discrezionale di BlackRock sul futuro del mercato .
I dati di Onchain Lens e Arkham hanno indicato che il trasferimento del 27 luglio era “probabilmente destinato alla vendita” . Tuttavia, la vendita non risulta confermata: le informazioni disponibili non includono un hash della transazione o un indirizzo del wallet collegato, e la formula “probabilmente destinato alla vendita” resta un’interpretazione dei dati on-chain .
La lettura secondo cui BlackRock starebbe “scaricando” crypto per una propria decisione d’investimento rischia quindi di semplificare troppo la situazione. Come osservato in un’analisi di mercato, questi trasferimenti non sono necessariamente decisioni autonome di vendita: possono essere il risultato meccanico dei rimborsi degli ETF .
In questo schema, BlackRock agisce soprattutto come gestore del veicolo finanziario. Se i clienti ritirano capitale, il fondo deve adeguare le proprie posizioni. Il movimento di 271 milioni di dollari è dunque più direttamente collegato ai deflussi dalle quote degli ETF che a una previsione privata dell’asset manager sul prezzo di BTC o ETH.
Il trasferimento di luglio non è isolato. Nel corso dell’anno sono stati osservati altri movimenti rilevanti verso Coinbase Prime, tra cui:
La ricorrenza di questi trasferimenti rafforza l’ipotesi che si tratti di una componente della gestione operativa degli ETF. Non elimina però le possibili conseguenze sul mercato, soprattutto quando i movimenti coincidono con una fase di riscatti consistenti.
Il 24 luglio, pochi giorni prima del movimento verso Coinbase Prime, gli ETF spot statunitensi su Bitcoin ed Ethereum hanno registrato deflussi netti complessivi di circa 310 milioni di dollari. Il solo IBIT avrebbe rappresentato circa 212 milioni dei deflussi relativi agli ETF su Bitcoin . Un’altra rilevazione ha stimato in 202,48 milioni di dollari i riscatti da IBIT in una singola seduta .
Il collegamento temporale non prova che ogni dollaro trasferito il 27 luglio sia stato venduto, ma è coerente con la dinamica tipica: riscatti più elevati possono tradursi in una maggiore necessità di liquidare gli asset sottostanti.
Tra la fine di giugno e il 2 luglio, IBIT ha registrato deflussi per circa 1,22 miliardi di dollari in cinque sedute . Il fondo ha inoltre attraversato una striscia di 10 sessioni consecutive di deflussi, mentre il comparto degli ETF spot su Bitcoin negli Stati Uniti ha accumulato otto settimane consecutive di deflussi fino ai primi giorni di luglio .
Questi dati suggeriscono che, almeno in alcuni momenti del 2026, la domanda istituzionale di esposizione a Bitcoin attraverso gli ETF sia stata sotto pressione.
Quando gli asset vengono spostati su una piattaforma come Coinbase Prime, aumenta la quantità potenzialmente disponibile per l’esecuzione di ordini. Se la vendita avviene in un periodo di domanda debole, il risultato può essere una pressione temporanea sui prezzi spot di Bitcoin ed Ether e un peggioramento del sentiment.
Il singolo trasferimento da 271 milioni di dollari, però, non è necessariamente sufficiente a muovere da solo un mercato con volumi giornalieri elevati. Il segnale più rilevante è il quadro cumulativo: oltre 2 miliardi di dollari trasferiti verso Coinbase Prime nel corso del 2026, in un contesto di riscatti istituzionali ricorrenti .
I flussi non si sono mossi in una sola direzione. A metà luglio, gli ETF spot di BlackRock su Bitcoin ed Ethereum hanno attirato circa 343 milioni di dollari in cinque sedute . Nello stesso periodo, ETHA ha contribuito a interrompere la sequenza di deflussi degli ETF su Ether, registrando settimane consecutive di afflussi .
Questo andamento alternato — riscatti forti seguiti da nuove entrate — è più compatibile con una rotazione della domanda e con un mercato istituzionale volatile che con un abbandono strutturale delle criptovalute da parte di BlackRock.
Il trasferimento del 27 luglio, da circa 271 milioni di dollari, appare soprattutto come normale “infrastruttura” operativa degli ETF: Coinbase Prime può facilitare la vendita degli asset necessaria a coprire i rimborsi dei clienti. Non è una prova che BlackRock stia liquidando autonomamente le proprie posizioni crypto o che abbia deciso di uscire dal settore.
Il messaggio per il mercato è comunque importante. A metà 2026, la domanda istituzionale tramite ETF resta irregolare: periodi di forti deflussi si alternano a fasi di recupero. Il risultato può essere una pressione intermittente su Bitcoin ed Ether, ma il trasferimento in sé non giustifica il panico né consente di parlare di un’uscita definitiva di BlackRock dalle criptovalute.