I ricavi netti dell’App Store sono diminuiti dello 0,6% su base annua fino al 17 agosto: è il primo calo annuale in quattro anni. Secondo Morgan Stanley, il rallentamento potrebbe sottrarre circa 20 punti base alla previsione di crescita dei Servizi nel trimestre di settembre e causare un ammanco di reddito di circa...
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: What do the latest Morgan Stanley and Sensor Tower data, reported on August 20, 2026, reveal about Apple’s weakening App Store and broader s. Article summary: The data point to a modest but meaningful deterioration in Apple’s high-margin App Store/services engine, rather than a broad collapse in Apple demand. It coincides with a worsening PC-industry backdrop, but Apple’s iPho. Topic tags: general, general web, user generated, government, news. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermar
I dati più recenti di Morgan Stanley, basati sul monitoraggio di Sensor Tower, mostrano una svolta per uno dei business digitali più osservati di Apple. Fino al 17 agosto, i ricavi netti dell’App Store sono diminuiti dello 0,6% su base annua: è la prima contrazione annuale degli ultimi quattro anni. La crescita da inizio trimestre è stata appena dello 0,5%, al di sotto dell’1% stimato dalla banca d’affari.
Il segnale mette sotto pressione le prospettive della divisione Servizi, ma non dimostra che la domanda per i prodotti Apple stia crollando. Anzi, mentre il mercato PC si sta indebolendo in modo più marcato, i risultati recenti di iPhone e Mac restano relativamente solidi.
Il dato più importante non è soltanto l’entità del calo, pari allo 0,6%. È l’interruzione di una tendenza di crescita durata diversi anni. Il tracker di Morgan Stanley indica inoltre che la crescita dell’App Store è stata inferiore di 170 punti base rispetto a giugno. Nel trimestre fiscale in corso, fino al 17 agosto, l’aumento dei ricavi è stato dello 0,5%, 50 punti base sotto la previsione dell’1% della banca.
Si tratta di ricavi netti dell’App Store, non dell’intero segmento Servizi di Apple. Il dato va quindi letto come un primo indicatore di pressione su una componente importante della divisione, non come la prova che tutti i servizi Apple siano già in contrazione.
Le pressioni indicate dalle fonti combinano cambiamenti nel modello economico dell’App Store e una minore spesa dei consumatori in alcune categorie chiave:
Nel terzo trimestre fiscale, i ricavi dei Servizi sono stati pari a 30,74 miliardi di dollari, contro i 31,22 miliardi attesi dagli analisti citati nei resoconti sui risultati. Apple ha inoltre affermato che i cambiamenti all’App Store e il rallentamento del gaming stavano incidendo sulla crescita del segmento.
Questi fattori possono ridurre la monetizzazione senza richiedere un calo analogo del numero di dispositivi Apple in circolazione. In altre parole, gli utenti possono continuare a usare iPhone, iPad e altri prodotti dell’azienda, mentre commissioni più basse, pagamenti esterni, minore spesa nei giochi o oscillazioni valutarie riducono la quota di ricavi che Apple riesce a catturare dall’ecosistema.
Morgan Stanley stima che la debolezza dell’App Store possa esercitare una pressione di circa 20 punti base sulla propria previsione di crescita dei Servizi nel trimestre di settembre e generare un ammanco di reddito di circa 45 milioni di dollari.
Si tratta di stime degli analisti, non di indicazioni ufficiali fornite da Apple. Il loro significato è soprattutto direzionale: i dati dell’App Store introducono un rischio al ribasso per una fonte di ricavi ricorrenti e rendono più difficile mantenere i ritmi di crescita precedenti dei Servizi. Da soli, però, non implicano una revisione significativa delle prospettive complessive di Apple.
I risultati più recenti confermano questa distinzione. Nel terzo trimestre fiscale del 2026, Apple ha registrato ricavi per 109,4 miliardi di dollari, in aumento del 16% su base annua. I ricavi dell’iPhone sono saliti del 22%, a 54,3 miliardi di dollari. Nel complesso, quindi, il trimestre è stato forte nonostante il mancato raggiungimento delle attese sui Servizi.
Il quadro del settore hardware è decisamente più debole rispetto ai dati sull’iPhone. A luglio, la produzione dei produttori ODM di notebook sarebbe diminuita del 24% su base annua, risultando inoltre inferiore del 4% alle attese di Morgan Stanley.
Le stime sul calo globale dei PC nel secondo trimestre variano a seconda della società di ricerca. Omdia ha rilevato una diminuzione del 3,6%, a 65,7 milioni di unità, mentre IDC ha stimato un calo del 4,9%, a 68,2 milioni di unità. Counterpoint ha indicato separatamente una contrazione di circa il 4%.
Le differenze dipendono dalla copertura del mercato e dai criteri utilizzati, ma la direzione è la stessa: la ripresa dei PC si è interrotta tra costi più elevati dei componenti, carenze di memoria e vincoli nella catena di approvvigionamento.
Il business Mac ha mostrato una resistenza superiore a quella del mercato PC nel suo complesso. Secondo i dati basati sulle rilevazioni IDC, Apple è stato l’unico grande produttore di PC a registrare una crescita significativa delle spedizioni nel secondo trimestre: quelle dei Mac sono aumentate di oltre il 10%, mentre il mercato generale è arretrato.
Morgan Stanley ha inoltre mantenuto invariato il proprio piano di produzione per l’iPhone, a 54 milioni di unità, riducendo invece di 1 milione di unità la stima per gli iPad. Il quadro suggerisce una certa cautela specifica per l’iPad, ma non un taglio generalizzato ai volumi previsti per l’iPhone.
Il confronto aiuta a separare due rischi diversi:
Apple è esposta a entrambi i fenomeni, ma i dati disponibili non indicano che il rallentamento dell’App Store sia semplicemente il riflesso della contrazione del mercato PC.
Nel periodo considerato, le azioni Apple hanno perso oltre l’1,5%, in un contesto caratterizzato da rendimenti obbligazionari in aumento e da una più ampia vendita sui titoli tecnologici a maggiore capitalizzazione. Non sarebbe corretto attribuire il movimento esclusivamente al tracker dell’App Store: la reazione del mercato ha risentito anche di una guidance più debole e dei vincoli di fornitura.
La sensibilità degli investitori è comunque comprensibile. La crescita dei Servizi permette di valutare la solidità dell’ecosistema Apple oltre il ciclo dei lanci hardware. Un rallentamento prolungato potrebbe modificare le aspettative sul mix dei ricavi e sulla monetizzazione futura, anche nel caso in cui la domanda per l’iPhone restasse sostenuta.
I dati più recenti descrivono un’Apple a due velocità:
Il problema immediato, quindi, non è un crollo generalizzato della domanda per Apple. La questione è se l’azienda riuscirà a compensare la minore monetizzazione dell’App Store, la debolezza del gaming, i cambiamenti normativi e gli effetti valutari facendo leva sulle altre categorie dei Servizi, mentre mantiene lo slancio dell’hardware. Il tracker di agosto rende questo equilibrio più difficile, ma le evidenze disponibili indicano ancora un rallentamento dei Servizi, non un abbandono generalizzato dei prodotti Apple da parte dei consumatori.
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I ricavi netti dell’App Store sono diminuiti dello 0,6% su base annua fino al 17 agosto: è il primo calo annuale in quattro anni.
I ricavi netti dell’App Store sono diminuiti dello 0,6% su base annua fino al 17 agosto: è il primo calo annuale in quattro anni. Secondo Morgan Stanley, il rallentamento potrebbe sottrarre circa 20 punti base alla previsione di crescita dei Servizi nel trimestre di settembre e causare un ammanco di reddito di circa 45 milioni di dollari.
Il contrasto con il mercato PC è netto: le spedizioni globali del secondo trimestre sono diminuite di circa il 4 4,9%, mentre i ricavi iPhone di Apple sono cresciuti del 22% e le spedizioni Mac hanno continuato ad aum...