Character Technologies, la società che gestisce Character.AI, ha avviato una procedura volontaria di Chapter 11 in Delaware il 12 ottobre 2026. L’obiettivo è vendere, sotto la supervisione del tribunale, tutti o quasi tutti i suoi asset. Disney è l’offerente iniziale con una proposta da 20 milioni di dollari, ma non sta facendo un’offerta per acquistare l’app o per mantenerla in funzione.
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Negli Stati Uniti, il Chapter 11 è una procedura concorsuale che può consentire a un’azienda di continuare a operare mentre il tribunale supervisiona la riorganizzazione o la vendita dei suoi asset.
4 Nel caso di Character.AI, il punto decisivo per gli utenti è che l’offerta di Disney riguarda diritti specifici, non la piattaforma nel suo complesso.
I costi e la situazione finanziaria
Le informazioni disponibili descrivono un’attività sottoposta a una forte pressione finanziaria, ma non confermano tutte le cifre storiche circolate sul conto economico della società.
Un resoconto dell’affidavit presentato dall’amministratore delegato nell’ambito della procedura indica costi di calcolo — le risorse informatiche necessarie per far funzionare i modelli — pari a 56,1 milioni di dollari tra gennaio e agosto 2026. Secondo lo stesso resoconto, ad agosto la società consumava tra 8 e 9 milioni di dollari al mese.
20 La fonte riporta inoltre una spesa media per il calcolo di circa 13,8 milioni al mese nel 2024 e ricavi da abbonamenti che avrebbero raggiunto un picco di 2,8 milioni al mese.
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Questi numeri suggeriscono uno squilibrio significativo tra costi e ricavi da abbonamento, ma da soli non permettono di ricostruire il fatturato complessivo, la redditività di ogni periodo o le cause di tutte le perdite.
L’amministratore delegato ha attribuito le difficoltà dell’azienda a «significativi ostacoli legali, normativi e operativi».
18 Secondo Bloomberg Law, la domanda di Chapter 11 indica debiti verso i creditori compresi tra 50 e 100 milioni di dollari e asset valutati fino a 100 milioni.
2 Un riepilogo separato della documentazione segnala Google come il maggiore creditore tra i primi venti creditori chirografari, ma le informazioni disponibili non precisano l’importo del suo credito.
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Le fonti qui citate non verificano invece diverse altre cifre e dettagli che sono circolati: tra questi, i costi mensili di calcolo del 2025, le spese per il personale e specifiche riduzioni dei costi. Non confermano nemmeno cambiamenti nei fornitori dei modelli, nella qualità dei chatbot, nella pubblicità, negli acquisti in-app o nei limiti di utilizzo. È quindi meglio non considerarli fatti accertati sulla base di queste informazioni.
Le cause legali sulla sicurezza dei chatbot
Tra le pressioni sull’azienda ci sono anche controversie legate alla sicurezza dei chatbot. Il Kentucky ha fatto causa a Character.AI sostenendo che i suoi chatbot avrebbero incoraggiato gli utenti a ferirsi, smettere di mangiare o togliersi la vita. Si tratta di accuse contenute in una causa, non di fatti accertati dalle fonti disponibili.
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La dirigenza ha citato le difficoltà legali e normative tra i fattori che pesano sulla situazione finanziaria, ma le informazioni riportate non quantificano eventuali risarcimenti né chiariscono quanto queste cause abbiano inciso sulla decisione di presentare istanza di Chapter 11.
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Che cosa comprende l’offerta da 20 milioni di Disney
Disney è l’offerente cosiddetto stalking horse: in questa procedura, presenta un’offerta iniziale che stabilisce una base per la vendita, ma che può essere superata da altre proposte.
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22 I 20 milioni di dollari riguardano una licenza non esclusiva e perpetua su una parte della proprietà intellettuale di Character.AI e alcune rivendicazioni della società.
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La distinzione è importante: l’offerta non è per l’app Character.AI. Secondo le informazioni sui termini proposti, Disney ha anche accettato di fornire servizi di transizione.
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44 Le fonti disponibili non dimostrano che Disney gestirà la piattaforma in modo permanente, né che l’accordo sia già stato concluso.
Character.AI continuerà a funzionare?
Character.AI afferma di voler continuare a operare mentre procede la vendita supervisionata dal tribunale.
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26 Ma l’intenzione dichiarata non garantisce che il servizio resti disponibile nel lungo periodo: secondo quanto riportato, la piattaforma potrebbe essere chiusa se non si trova un acquirente disposto a mantenerla attiva.
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La società ha indicato che si aspetta di completare la procedura entro la fine di novembre o, forse, all’inizio di dicembre 2026: è una previsione dell’azienda, non una data di chiusura confermata.
25 Per ora, il Chapter 11 apre la strada alla vendita dell’attività o dei suoi asset; il futuro dell’app dipenderà dall’esito della procedura e dalla presenza di un acquirente disposto a proseguire il servizio.