Le restrizioni segnalate a metà ottobre hanno interrotto i collegamenti satellitari di alcuni apparati usati dalle forze ucraine, con conseguenze sulle operazioni con i droni. Ma, al 20 ottobre 2026, le ricostruzioni pubbliche non indicavano una catena di responsabilità condivisa né confermavano che le impostazioni precedenti fossero state ripristinate del tutto.
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Che cosa è successo ai collegamenti
Le prime interruzioni sono state segnalate nella notte tra il 13 e il 14 ottobre. Il limite riportato più spesso era di circa 160 km/h: secondo le testimonianze, i terminali in movimento perdevano la connessione quando superavano quella velocità. Alcuni resoconti indicavano soglie inferiori per determinati apparati; i 160 km/h, quindi, non vanno intesi come un valore verificato per ogni terminale.
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Non si trattava semplicemente di una connessione più lenta: il collegamento veniva meno oltre una certa velocità. Funzionari ucraini hanno detto che il problema aveva compromesso missioni militari. Zelensky ha aggiunto che le restrizioni limitavano l’impiego di droni per intercettare quelli russi e per consegnare rifornimenti ai soldati al fronte.
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Starlink e Starshield non sono la stessa cosa
Starlink è la rete commerciale di internet satellitare gestita da SpaceX. Starshield è il servizio di livello militare collegato a quella rete, descritto da NPR come una versione militare condivisa con l’Ucraina dal Dipartimento della Difesa statunitense.
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La distinzione è importante perché nelle prime notizie «Starlink» è stato talvolta usato come termine generico per i collegamenti coinvolti. Altre ricostruzioni hanno invece distinto il servizio militare da quello commerciale. Il segretario di Stato Marco Rubio ha detto che, secondo quanto sapeva, Starlink commerciale era di nuovo operativo in Ucraina, mentre Kyiv chiedeva l’accesso a Starshield. Questa dichiarazione, da sola, non chiarisce quale servizio o quali terminali siano stati interessati in ogni episodio.
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Chi ha disposto i limiti? Le versioni divergono
Il 20 ottobre il Wall Street Journal ha scritto, citando funzionari statunitensi e persone informate sui fatti, che Elon Musk aveva ordinato e autorizzato il rallentamento di un servizio di livello militare usato dall’Ucraina.
1 In precedenza, Reuters aveva riferito, sulla base di fonti statunitensi e occidentali, che l’indicazione di limitare Starshield era arrivata dall’interno della Casa Bianca.
17 Separatamente, il Telegraph ha scritto che Musk aveva proposto al presidente Donald Trump di rallentare il servizio.
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Queste ricostruzioni non definiscono una catena di autorizzazione documentata pubblicamente. Trump ha negato di aver ordinato le restrizioni; Musk ha detto che Starshield è controllato dal governo statunitense e che i limiti di velocità o d’uso vengono decisi dalle forze armate americane e, in ultima istanza, dal presidente.
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56 Anche Rubio ha negato che la Casa Bianca avesse disposto il rallentamento.
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Le versioni potrebbero riguardare passaggi diversi — proporre una modifica, autorizzarla, comunicarla o applicarla tecnicamente — ma le informazioni disponibili non chiariscono chi fosse responsabile di ciascuno. Le ricostruzioni di Reuters e del Wall Street Journal sono diverse, e le dichiarazioni pubbliche di Trump, Musk e Rubio non hanno risolto la disputa.
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Ripristino parziale, ma nessuna conferma del ritorno alle condizioni precedenti
Funzionari ucraini e britannici hanno riferito che entro il 15 ottobre il servizio era stato ripristinato almeno in parte. Il 17 ottobre, però, Zelensky ha detto che restavano restrizioni con effetti sull’uso militare.
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6 Il 20 ottobre ha chiesto a Rubio il ripristino dell’accesso completo a Starlink e Starshield.
8 Le notizie di una riattivazione parziale, dunque, non dimostrano che fossero tornate le impostazioni operative precedenti.
L’episodio ha anche spinto alcuni senatori a chiedere verifiche. Un gruppo bipartisan ha sollecitato un’indagine sulle ragioni e le modalità dell’interruzione; i senatori hanno inoltre espresso preoccupazione per le segnalazioni di possibili effetti sulla condivisione di informazioni d’intelligence e sugli avvisi di minaccia.
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La disputa sulle raffinerie è contesto, non prova della causa
Reuters ha riferito che i limiti sono arrivati mentre l’amministrazione Trump faceva pressione sull’Ucraina perché interrompesse gli attacchi alle raffinerie russe. La coincidenza è rilevante per comprendere il contesto politico, ma non prova che la questione delle raffinerie abbia causato le restrizioni.
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Le notizie mostrano quanto l’Ucraina dipenda dai collegamenti forniti da SpaceX, ma lasciano aperte domande importanti: quali terminali siano stati limitati e in che misura, chi abbia autorizzato il cambiamento e se le impostazioni precedenti siano state ripristinate. La conclusione più prudente è che ci sia stata un’interruzione legata alla velocità, con effetti operativi abbastanza seri da suscitare verifiche ufficiali, mentre la responsabilità restava contestata al 20 ottobre.
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