I prodotti previsti sono titoli tokenizzati, potenzialmente comprese azioni, il cui valore dovrebbe essere legato a titoli finanziari reali sottostanti e non a un semplice strumento sintetico che ne replica il prezzo. Le informazioni disponibili descrivono questi titoli come interamente garantiti dalle azioni sottostanti, anche se Coinbase non ha ancora pubblicato la struttura giuridica e di custodia precisa di ciascuna futura emissione.
Coinbase ha riassunto il modello con l’idea di portare i titoli globali “a chiunque abbia un wallet”. L’espressione descrive il cambiamento di accesso che la società intende realizzare: la proprietà e i trasferimenti potrebbero essere rappresentati on-chain, permettendo a un investitore idoneo di detenere digitalmente un token rappresentativo di un titolo senza dipendere interamente da un conto titoli tradizionale.
Un titolo tokenizzato interamente garantito dovrebbe corrispondere a un titolo sottostante detenuto all’interno della struttura regolamentata. È una differenza sostanziale rispetto a un token che si limita a seguire il prezzo di un’azione senza attribuire al titolare un interesse sull’attività sottostante.
Secondo le informazioni disponibili sul progetto di Coinbase, i titolari dei token riceverebbero i diritti economici e di governance associati al titolo sottostante, inclusi dividendi e diritti di voto. L’effettiva applicazione di questi diritti dipenderà tuttavia dai termini legali di ogni emissione, dalla normativa sui titoli e dai meccanismi predisposti da Coinbase e dai suoi partner per gestire le operazioni societarie.
L’espressione “interamente garantito” va quindi intesa come una descrizione della struttura prevista dell’attività, non come la garanzia che ogni aspetto pratico della proprietà azionaria tradizionale funzionerà allo stesso modo fin dal primo giorno. Prima di investire, sarà necessario conoscere con chiarezza le regole su custodia, protezione in caso d’insolvenza, rimborso, limiti ai trasferimenti e gestione di votazioni e dividendi.
La tokenizzazione può ridurre il numero di passaggi presenti nella catena tradizionale di accesso e regolamento. Un wallet digitale può ricevere e conservare il token, mentre proprietà e trasferimenti vengono registrati su una blockchain. In linea di principio, questo potrebbe ridurre la dipendenza da un conto presso un broker e da alcuni meccanismi di pagamento transfrontaliero o di intermediazione bancaria.
Ciò non elimina gli obblighi di conformità. L’accesso dipenderebbe comunque dall’idoneità dell’investitore, dalle verifiche KYC/AML — conoscenza del cliente e prevenzione del riciclaggio — dai controlli sulle sanzioni, dalle restrizioni previste dalla legge sui titoli e dalle giurisdizioni in cui il prodotto sarà autorizzato. Un wallet è un’interfaccia per la consegna e la custodia dell’attività: non è una scorciatoia per aggirare la regolamentazione finanziaria.
Anche l’esperienza concreta potrebbe variare a seconda del titolo. La conversione di un interesse tokenizzato in azioni registrate tradizionali, l’esercizio di alcuni diritti societari o il trasferimento dei token verso un’altra piattaforma potrebbero richiedere l’intervento di un broker, di un custode o di un altro intermediario.
Deribit FZE figura nel registro pubblico della Virtual Assets Regulatory Authority (VARA) di Dubai come fornitore autorizzato di servizi per asset virtuali. Le attività indicate includono i servizi di exchange — compresi i derivati negoziati su exchange — e i servizi di broker-dealer. Il registro precisa che la società può servire investitori istituzionali, qualificati e retail, nel rispetto delle condizioni della licenza e degli asset sottostanti autorizzati.
Si tratta di una licenza per il trading di asset virtuali, non dell’autorizzazione a emettere azioni tokenizzate. L’ok regolamentare sostiene il mercato già esistente di Deribit per opzioni crypto e altri derivati, offrendo al tempo stesso una base operativa regolamentata a Dubai. VARA richiede alle imprese che svolgono nella città attività coperte dal regime di ottenere la licenza pertinente prima di operare.
Le due operazioni sono quindi complementari, non duplicative:
La documentazione per gli sviluppatori di Coinbase indica che i derivati internazionali dovrebbero passare il 9 settembre 2026 a una piattaforma combinata basata su Deribit e sul motore di matching Starbase. I documenti descrivono un nuovo gateway alimentato da Deribit per i perpetual internazionali e per futuri prodotti derivati, mentre il mercato spot e i future statunitensi resteranno su infrastrutture separate.
L’integrazione ha quindi una dimensione tecnica concreta: la tecnologia e la liquidità di Deribit nel settore dei derivati vengono collegate più strettamente alla distribuzione internazionale di Coinbase. Le fonti disponibili non definiscono però un progetto pubblico definitivo per l’instradamento degli ordini spot tra le due attività. Le affermazioni su uno specifico flusso di ordini spot verso Coinbase Exchange vanno pertanto considerate una funzionalità pianificata o ancora da chiarire, non una capacità già confermata.
I due sviluppi legati a Coinbase si inseriscono in un progetto più ampio degli Emirati Arabi Uniti per attirare imprese regolamentate e capitali nel settore degli asset digitali. ADGM e FSRA vengono utilizzati come base per infrastrutture finanziarie internazionali e titoli tokenizzati; il quadro di Dubai e VARA è invece incentrato sulla fornitura, sull’utilizzo e sullo scambio di asset virtuali nell’emirato.
L’interesse finanziario locale è emerso con particolare evidenza nel marzo 2025, quando il gruppo d’investimento MGX, sostenuto da Abu Dhabi, ha annunciato un investimento di 2 miliardi di dollari in Binance. Secondo Reuters, l’operazione ha assegnato a MGX una partecipazione di minoranza, è stata la prima operazione istituzionale di Binance ed è stata realizzata utilizzando stablecoin.
Questo contesto aiuta a comprendere perché le autorizzazioni di Coinbase vadano oltre il significato delle singole licenze. Gli Emirati puntano a diventare un luogo in cui exchange di asset digitali, capitali istituzionali, titoli tokenizzati e infrastrutture di mercato basate su blockchain possano operare all’interno di regimi normativi formali.
Le autorizzazioni rappresentano fondamenta regolamentari importanti, ma non rispondono ancora a diverse domande decisive per investitori e operatori di mercato:
Finché questi elementi non saranno pubblicati, la conclusione più prudente è questa: Coinbase ha ottenuto il permesso di costruire ad Abu Dhabi un’infrastruttura regolamentata per i titoli tokenizzati, mentre Deribit dispone a Dubai di una licenza per l’exchange di asset virtuali e per l’attività sui derivati. La presenza negli Emirati ha un peso strategico, ma l’esperienza concreta degli investitori dipenderà dai termini dei prodotti che verranno presentati.