A settembre il PPI cinese è aumentato del 5% su base annua, il ritmo più rapido da giugno 2022; il CPI è salito dello 0,9%. Su base mensile il PPI è cresciuto dell’1,2%, contro lo 0,2% del CPI.
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: What do China’s September inflation figures released by the National Bureau of Statistics show about the divergence between producer and con. Article summary: China’s September figures point to commodity-driven producer inflation alongside subdued consumer demand—not a broad domestic inflation boom. Factory-gate prices accelerated sharply, while consumer inflation remained bel. Topic tags: general, news, general web, user generated. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts w
I dati sull’inflazione cinese di settembre mostrano un divario netto: i prezzi alla produzione hanno accelerato bruscamente, mentre quelli al consumo sono aumentati solo in misura contenuta. Il quadro è compatibile con la pressione esercitata dai rincari di petrolio e materie prime sui costi delle imprese, senza un aumento altrettanto ampio dei prezzi pagati dalle famiglie. 2
24
L’indice dei prezzi alla produzione (PPI), che misura i prezzi dei beni in uscita dalle fabbriche, è salito del 5% su base annua a settembre: ad agosto l’aumento era stato del 3,8%. Il dato ha superato anche la previsione del 4,5% raccolta da Reuters ed è il più alto da giugno 2022. L’indice dei prezzi al consumo (CPI) è invece cresciuto dello 0,9% su base annua, dal +0,8% di agosto, restando sotto l’1% atteso. 2
Anche il confronto mensile mette in luce la distanza tra i due indicatori: il PPI è aumentato dell’1,2%, mentre il CPI è salito dello 0,2%. 9
15 In altre parole, i prezzi all’uscita delle fabbriche hanno corso molto più di quelli al consumo, pur essendo entrambi in aumento su base annua.
La scomposizione dei dati segnala pressioni sui beni e sui materiali impiegati nella produzione. I prezzi alla produzione dei materiali produttivi sono aumentati del 6,5% su base annua; nello stesso gruppo, i prezzi dell’attività mineraria sono saliti del 25,4% e quelli delle materie prime del 9,4%. 22 Secondo la spiegazione dell’Ufficio nazionale di statistica, riportata dall’Ufficio informazioni del Consiglio di Stato cinese, hanno contribuito i rincari internazionali del petrolio greggio e dei metalli non ferrosi, oltre ai cambiamenti tra domanda e offerta in alcuni comparti dell’energia e delle materie prime.
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L’aumento non si è distribuito in modo uniforme. I prezzi alla produzione dei beni di consumo erano ancora in calo dello 0,1% su base annua, anche se la flessione si è ridotta rispetto ad agosto. 22 Per questo un PPI in forte crescita non significa, da solo, che le famiglie stiano già affrontando rincari altrettanto diffusi.
A settembre l’inflazione al consumo annua è aumentata leggermente rispetto al mese precedente, ma il dato dello 0,9% è rimasto inferiore all’1% previsto. L’inflazione di fondo, che esclude alimentari ed energia, si è mantenuta all’1% su base annua. 15 La crescita mensile del CPI è inoltre rallentata allo 0,2%, dallo 0,4% di agosto.
9
15
Nel complesso, i dati descrivono un’inflazione moderata per i consumatori e molto più forte ai cancelli delle fabbriche. Sono compatibili con un trasferimento limitato dei rincari alla produzione sui prezzi al consumo, ma un solo mese di rilevazioni non basta a stabilire quanto durerà questa distanza. L’analisi pubblicata a settembre attribuiva le pressioni a monte soprattutto ai rincari di petrolio e materie prime, mentre la debolezza della domanda interna contribuiva a contenere l’aumento più ampio dei prezzi. 2
Il quadro è disomogeneo: le imprese devono fare i conti con costi e prezzi alla produzione in rapida crescita, mentre l’inflazione per le famiglie resta bassa. Diventa quindi importante capire da dove arrivano i rincari del PPI e quanto siano persistenti. Se restassero concentrati su energia e materie prime, non ne seguirebbe necessariamente un aumento altrettanto forte dei prezzi al consumo; se durassero o si estendessero ad altri comparti, gli effetti potrebbero essere diversi. I dati di settembre, da soli, non permettono di sciogliere il dubbio.
Il divario tra CPI e PPI non dimostra, di per sé, né una ripresa trainata dalle esportazioni, né un rafforzamento della domanda delle famiglie, né una specifica decisione di politica economica. Mostra una marcata divergenza tra i prezzi a monte della filiera e l’inflazione al consumo: un promemoria del fatto che l’aumento dei prezzi industriali, da solo, non dice se le famiglie stiano beneficiando della ripresa. 2
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A settembre il PPI cinese è aumentato del 5% su base annua, il ritmo più rapido da giugno 2022; il CPI è salito dello 0,9%.
A settembre il PPI cinese è aumentato del 5% su base annua, il ritmo più rapido da giugno 2022; il CPI è salito dello 0,9%. Su base mensile il PPI è cresciuto dell’1,2%, contro lo 0,2% del CPI. I prezzi alla produzione dei beni di consumo erano ancora in calo dello 0,1% su base annua.
A settembre il PPI cinese è aumentato del 5% su base annua, il ritmo più rapido da giugno 2022; il CPI è salito dello 0,9%. Su base mensile il PPI è cresciuto dell’1,2%, contro lo 0,2% del CPI.
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L’indice dei prezzi alla produzione (PPI), che misura i prezzi dei beni in uscita dalle fabbriche, è salito del 5% su base annua a settembre: ad agosto l’aumento era stato del 3,8%. Il dato ha superato anche la previsione del 4,5% raccolta da Reuters ed è il più alto da giugno 2022. L’indice dei prezzi al consumo (CPI) è invece cresciuto dello 0,9% su base annua, dal +0,8% di agosto, restando sotto l’1% atteso. 2
Anche il confronto mensile mette in luce la distanza tra i due indicatori: il PPI è aumentato dell’1,2%, mentre il CPI è salito dello 0,2%. 9
15 In altre parole, i prezzi all’uscita delle fabbriche hanno corso molto più di quelli al consumo, pur essendo entrambi in aumento su base annua.
La scomposizione dei dati segnala pressioni sui beni e sui materiali impiegati nella produzione. I prezzi alla produzione dei materiali produttivi sono aumentati del 6,5% su base annua; nello stesso gruppo, i prezzi dell’attività mineraria sono saliti del 25,4% e quelli delle materie prime del 9,4%. 22 Secondo la spiegazione dell’Ufficio nazionale di statistica, riportata dall’Ufficio informazioni del Consiglio di Stato cinese, hanno contribuito i rincari internazionali del petrolio greggio e dei metalli non ferrosi, oltre ai cambiamenti tra domanda e offerta in alcuni comparti dell’energia e delle materie prime.
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L’aumento non si è distribuito in modo uniforme. I prezzi alla produzione dei beni di consumo erano ancora in calo dello 0,1% su base annua, anche se la flessione si è ridotta rispetto ad agosto. 22 Per questo un PPI in forte crescita non significa, da solo, che le famiglie stiano già affrontando rincari altrettanto diffusi.
A settembre l’inflazione al consumo annua è aumentata leggermente rispetto al mese precedente, ma il dato dello 0,9% è rimasto inferiore all’1% previsto. L’inflazione di fondo, che esclude alimentari ed energia, si è mantenuta all’1% su base annua. 15 La crescita mensile del CPI è inoltre rallentata allo 0,2%, dallo 0,4% di agosto.
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Nel complesso, i dati descrivono un’inflazione moderata per i consumatori e molto più forte ai cancelli delle fabbriche. Sono compatibili con un trasferimento limitato dei rincari alla produzione sui prezzi al consumo, ma un solo mese di rilevazioni non basta a stabilire quanto durerà questa distanza. L’analisi pubblicata a settembre attribuiva le pressioni a monte soprattutto ai rincari di petrolio e materie prime, mentre la debolezza della domanda interna contribuiva a contenere l’aumento più ampio dei prezzi. 2
Il quadro è disomogeneo: le imprese devono fare i conti con costi e prezzi alla produzione in rapida crescita, mentre l’inflazione per le famiglie resta bassa. Diventa quindi importante capire da dove arrivano i rincari del PPI e quanto siano persistenti. Se restassero concentrati su energia e materie prime, non ne seguirebbe necessariamente un aumento altrettanto forte dei prezzi al consumo; se durassero o si estendessero ad altri comparti, gli effetti potrebbero essere diversi. I dati di settembre, da soli, non permettono di sciogliere il dubbio.
Il divario tra CPI e PPI non dimostra, di per sé, né una ripresa trainata dalle esportazioni, né un rafforzamento della domanda delle famiglie, né una specifica decisione di politica economica. Mostra una marcata divergenza tra i prezzi a monte della filiera e l’inflazione al consumo: un promemoria del fatto che l’aumento dei prezzi industriali, da solo, non dice se le famiglie stiano beneficiando della ripresa. 2
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A settembre il PPI cinese è aumentato del 5% su base annua, il ritmo più rapido da giugno 2022; il CPI è salito dello 0,9%.
A settembre il PPI cinese è aumentato del 5% su base annua, il ritmo più rapido da giugno 2022; il CPI è salito dello 0,9%. Su base mensile il PPI è cresciuto dell’1,2%, contro lo 0,2% del CPI. I prezzi alla produzione dei beni di consumo erano ancora in calo dello 0,1% su base annua.