La notizia si divide in due operazioni diverse: Disney vuole portare nel proprio organico decine di dipendenti di Character.AI e, separatamente, ha presentato un’offerta da 20 milioni di dollari per una licenza su alcuni diritti della startup. Non si tratta dell’acquisto dell’app né, almeno per ora, di un accordo concluso.
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I costi previsti per assumere il personale
Secondo le ricostruzioni basate sui documenti della procedura fallimentare, Disney prevede di assumere 66 dipendenti di Character.AI.
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13 Le stime riportate indicano un costo annuo a regime per i compensi di circa 60 milioni di dollari e un fondo complessivo da 30 milioni per trattenere il personale. La spesa prevista per compensi e retention nell’arco di tre anni è di circa 180 milioni.
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Queste cifre sono collegate tra loro: non vanno sommate come se fossero tre costi indipendenti, arrivando a un impegno di 210 milioni. Le ricostruzioni descrivono i 180 milioni come una stima complessiva per compensi e incentivi nel triennio; il fondo di retention contribuirebbe a integrare i compensi nei primi due anni. Si tratta comunque di proiezioni, non del consuntivo finale.
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Le fonti riportano cifre leggermente diverse sul numero di persone coinvolte: alcune parlano di 66 assunzioni o offerte accettate, altre di circa 65 dipendenti.
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19 Le informazioni disponibili non confermano invece che 56 dipendenti si siano dimessi e altri 10 siano in attesa di aggiornamenti sui visti di lavoro negli Stati Uniti. Non documentano neppure una valutazione indipendente, da parte di un avvocato dello spettacolo, del valore del gruppo.
Che cosa compra davvero l’offerta da 20 milioni
Character Technologies, la società che gestisce Character.AI, ha avviato volontariamente una procedura di Chapter 11 in Delaware il 12 ottobre 2026, con l’obiettivo di vendere beni nell’ambito di un processo supervisionato dal tribunale. Negli Stati Uniti il Chapter 11 è una procedura che consente a un’impresa di riorganizzarsi e cercare una soluzione sotto la supervisione giudiziaria. La società ha indicato pressioni legali, normative e operative.
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Disney Worldwide Services si è proposta come stalking horse bidder: in pratica, un offerente apripista che stabilisce una base per la vendita, sulla quale altri potenziali acquirenti possono presentare offerte concorrenti. I 20 milioni riguardano una licenza perpetua e non esclusiva su determinati diritti di proprietà intellettuale e alcune rivendicazioni della società, non la piattaforma consumer in sé.
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L’accordo prevede anche servizi di transizione forniti da ex dipendenti di Character.AI entrati in Disney.
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9 Le offerte concorrenti, se superiori o migliori, erano attese entro il 20 novembre; l’asta e l’udienza sulla vendita erano indicate per i giorni successivi. Si tratta del calendario previsto dalla procedura, non della garanzia che l’offerta Disney verrà accettata o che la vendita si chiuderà nei tempi indicati.
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Il contesto: assunzioni, strategia AI e copyright
Disney aveva già assunto Karandeep Anand, ex amministratore delegato di Character.AI, nominandolo primo direttore tecnologico a livello di gruppo.
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29 L’arrivo di Anand, il reclutamento di altri dipendenti e l’offerta per alcuni diritti tecnologici suggeriscono un interesse a rafforzare competenze interne nell’intelligenza artificiale. È una lettura delle mosse riportate, non una strategia dichiarata ufficialmente dall’amministratore delegato Josh D’Amaro. Le assunzioni sono state raccontate anche nel contesto di riduzioni del personale di Disney.
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C’è inoltre un precedente sul fronte dei diritti d’autore: nel 2025 Disney aveva inviato a Character.AI una lettera di diffida per l’uso non autorizzato di personaggi della società nei chatbot.
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32 Il tentativo attuale di ottenere in licenza alcuni diritti selezionati segna quindi un passaggio diverso rispetto alla contestazione precedente.
Le cause e il futuro della piattaforma
Character.AI ha dichiarato che la piattaforma continuerà a funzionare durante la procedura di vendita.
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27 Questo, però, non significa che il servizio resterà disponibile a tempo indeterminato: l’offerta Disney non include l’app e, secondo una delle ricostruzioni, la piattaforma potrebbe essere chiusa se la procedura non troverà un acquirente disposto a mantenerla in attività.
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Il fallimento arriva dopo cause legate ad accuse di danni a utenti adolescenti. Character.AI e Google hanno raggiunto accordi transattivi in alcune cause intentate da famiglie; le fonti disponibili non indicano i termini degli accordi.
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28 La società ha detto di sperare che la procedura possa contribuire a risolvere le rivendicazioni legali nei suoi confronti.
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