La conferenza si svolgerà dal 19 al 23 agosto 2026 presso il Beiren Etrong International Exhibition and Convention Center, nell'area di Beijing E-Town. Il presidente di Xiaomi, Lu Weibing, ha dichiarato che il robot umanoide a grandezza naturale, alto circa 1,7 metri, farà qui la sua prima apparizione pubblica.
Le informazioni diffuse finora confermano la presentazione, ma non indicano un prezzo, una data di vendita o un piano per commercializzare il robot come prodotto autonomo destinato ai consumatori.
Il progetto rientra nella strategia che Xiaomi definisce «persone, auto e casa». L'obiettivo è collegare le capacità di intelligenza artificiale dell'azienda con il sistema operativo, i dispositivi per la casa intelligente e le attività nel settore automobilistico. In questo quadro si inseriscono anche HyperOS e l'assistente Super XiaoAi.
La logica è quella di uno scambio tecnologico: l'ecosistema già esistente può fornire al robot software, dati, dispositivi e sistemi di IA; allo stesso tempo, i progressi nella cosiddetta intelligenza incarnata — cioè la capacità di un sistema di percepire l'ambiente e agire fisicamente al suo interno — potrebbero migliorare l'automazione e gli altri prodotti Xiaomi.
Per questo l'azienda guarda innanzitutto a contesti controllati e pratici, come le fabbriche intelligenti e le abitazioni connesse. È un approccio più prudente rispetto alla vendita immediata di un robot generalista: i prototipi umanoidi devono ancora dimostrare affidabilità, sicurezza e convenienza su larga scala.
Il debutto di Pechino arriva dopo una sperimentazione durata quattro mesi in una fabbrica Xiaomi di veicoli elettrici. Il primo incarico era in una stazione per il caricamento di dadi autofilettanti: il robot doveva rifornire e serrare i dadi su entrambi i lati della carrozzeria, svolgendo quindi un'attività bilaterale.
Nella fase iniziale Xiaomi aveva riportato:
Dopo quattro mesi di iterazioni, il tasso di successo nella stessa attività è salito al 98%, con un miglioramento di 7,8 punti percentuali rispetto al dato iniziale.
Il robot è stato poi impiegato anche in due attività aggiuntive dell'assemblaggio finale: la selezione dei rivestimenti laterali della console centrale e la piegatura e il riciclo delle scatole per i componenti. Per entrambe Xiaomi ha indicato un tasso di successo di circa 90%. Questi compiti sono rilevanti perché coinvolgono componenti più grandi o flessibili rispetto ai piccoli dadi della prova originaria.
Lu Weibing ha inoltre affermato che due robot umanoidi riuscivano a completare circa il 90% del lavoro rilevante durante turni di tre ore. Le informazioni disponibili non spiegano però nel dettaglio come fosse distribuito il lavoro tra le due macchine: il dato non va quindi interpretato come una misura dell'automazione dell'intero stabilimento.
Durante gli aggiornamenti sui risultati finanziari, Xiaomi ha fornito anche informazioni sul comparto dei semiconduttori. L'azienda ha dichiarato che il chip proprietario Xuanjie O1, presentato l'anno precedente, ha superato 1 milione di unità spedite complessivamente in tre categorie di prodotto. Una nuova generazione di chip Xuanjie sarebbe inoltre vicina al debutto, ma Xiaomi non ha comunicato né la data di lancio né il nome o le specifiche tecniche.
Nel secondo trimestre del 2026 la spesa in ricerca e sviluppo è stata pari a 9,2 miliardi di RMB, in aumento del 18,9% su base annua. Nel primo semestre il totale ha raggiunto 18,2 miliardi di RMB.
Questi numeri aiutano a inquadrare la robotica come un investimento di lungo periodo, non come un singolo lancio hardware. Xiaomi sta infatti finanziando contemporaneamente chip, intelligenza artificiale, software, veicoli elettrici e robotica umanoide.
La World Robot Conference 2026 sarà organizzata dalla China Electronics Society e dovrebbe riunire oltre 300 espositori, più di 2.000 prodotti e dimostrazioni e oltre 150 debutti di nuovi prodotti. L'evento ha inoltre ricevuto il sostegno di quasi 30 organizzazioni e istituzioni internazionali.
Il tema della manifestazione sarà «La simbiosi tra esseri umani e robot», con un programma incentrato su intelligenza artificiale, intelligenza incarnata, applicazioni robotiche e collaborazione tra persone e macchine. Gli organizzatori hanno previsto anche quattro giornate tematiche e una strada commerciale dedicata ai robot, nel tentativo di avvicinare la tecnologia non solo all'industria, ma anche al pubblico.
Il robot di Xiaomi si trova all'incrocio tra tre ambizioni: automatizzare le fabbriche, potenziare i prodotti basati sull'IA e costruire un ecosistema integrato tra persone, automobili e abitazioni.
I risultati della fabbrica mostrano progressi misurabili su attività specifiche: nel caricamento bilaterale dei dadi il tasso di successo è passato dal 90,2% al 98%, mentre due mansioni aggiuntive dell'assemblaggio finale si sono attestate intorno al 90%. Non sono però ancora una prova che il robot sia pronto per l'uso domestico o per la vendita di massa.
Il messaggio più chiaro, per ora, è che Xiaomi vuole validare la tecnologia in ambienti concreti e controllati, sfruttando l'intera propria piattaforma tecnologica per accelerarne lo sviluppo. La presentazione di Pechino sarà il primo sguardo pubblico di rilievo a questa strategia.