La cifra di sette hub fuori servizio è però una valutazione del governo ucraino e non un conteggio verificato indipendentemente. Anche l’Institute for the Study of War ha riportato la rivendicazione del ministero ucraino secondo cui sette dei dieci maggiori centri logistici di Wildberries avrebbero interrotto le attività.
Reuters ha riferito che nella notte droni ucraini hanno colpito diversi obiettivi nella regione di Mosca. Il governatore Andrei Vorobyov ha dichiarato che a Podolsk è morto un uomo di 83 anni e che tra i siti colpiti c’era un magazzino di Wildberries. Ha inoltre riferito di danni a un altro magazzino a Domodedovo.
Bloomberg ha riportato separatamente che un deposito Wildberries nei pressi di Mosca ha preso fuoco dopo quello che il governatore ha definito un attacco con droni ucraini. L’agenzia ha inoltre segnalato incendi in un magazzino farmaceutico di Domodedovo e in una struttura industriale non identificata a Voskresensk.
Queste ricostruzioni confermano un attacco notturno di grandi proporzioni e incendi presso strutture Wildberries o nelle loro vicinanze. Non verificano però in modo indipendente il numero complessivo dei centri Wildberries resi inutilizzabili, la durata delle chiusure o l’ammontare cumulativo dei danni attribuiti agli attacchi precedenti.
Wildberries è uno dei principali operatori russi dell’e-commerce. I suoi magazzini collegano venditori e clienti in gran parte del Paese: se diversi hub di grandi dimensioni restassero chiusi a lungo, potrebbero risentirne le consegne, i flussi di inventario e le attività dei venditori che dipendono dalla rete distributiva della piattaforma.
In questo scenario, l’operazione avrebbe un peso maggiore rispetto a quello di un singolo incendio in un magazzino. Rappresenterebbe un tentativo di colpire un sistema logistico-commerciale concentrato in pochi grandi nodi, che secondo l’Ucraina può anche essere utilizzato per movimentare prodotti a duplice uso.
Kyiv sostiene che i magazzini Wildberries distribuiscano prodotti militari e dual-use, tra cui apparecchiature di navigazione e componenti per droni. L’accusa è centrale nella giustificazione strategica fornita dall’Ucraina per gli attacchi alla rete, ma le fonti disponibili non verificano indipendentemente l’intera portata di queste affermazioni.
Il materiale disponibile non conferma diverse cifre e previsioni più ampie associate alla presunta campagna. Tra queste figurano:
Queste cifre non possono quindi essere trattate come fatti accertati sulla base delle fonti disponibili. Gli attacchi potrebbero provocare una significativa interruzione operativa, ma l’entità delle conseguenze finanziarie o macroeconomiche non è ancora determinabile dalle prove citate.
Gli attacchi si inseriscono in una dinamica più ampia, nella quale entrambe le parti cercano di danneggiare infrastrutture capaci di sostenere lo sforzo bellico e l’economia dell’avversario. In questo caso, l’Ucraina sembra voler dimostrare che la capacità logistica commerciale russa può essere raggiunta e mettere in evidenza i rischi legati alla concentrazione della distribuzione in pochi grandi hub.
Resta incerto se gli attacchi provocheranno un’interruzione duratura per Wildberries, modificheranno le consegne ai consumatori o influenzeranno la volontà della Russia di proseguire una guerra di logoramento.
La conclusione più solida sulla base delle notizie del 16 agosto è più circoscritta: l’Ucraina ha rivendicato un nuovo colpo significativo alla rete logistica di Wildberries, mentre le fonti indipendenti hanno confermato incendi, vittime e un’intensa attività di droni nell’area di Mosca.