Il 17 ottobre, alla Joint Base Andrews, il segretario di Stato statunitense Marco Rubio ha distinto il servizio commerciale Starlink dal prodotto militare Starshield. Ha detto che l’Ucraina non dispone di Starshield e che la richiesta di Kyiv di usarlo per attacchi in profondità in Russia è ancora in discussione. Rubio ha inoltre negato che la Casa Bianca abbia ordinato un rallentamento della connessione. Le autorità ucraine, però, sostengono che le limitazioni siano ancora in vigore. Le versioni pubbliche non chiariscono chi abbia disposto i limiti né se il servizio sia stato ripristinato del tutto.
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Starlink e Starshield: la distinzione di Rubio
Rubio ha descritto Starlink come un servizio commerciale e Starshield come un prodotto distinto, destinato alla difesa e all’ambito militare. Secondo il segretario di Stato, l’Ucraina non aveva accesso a Starshield al momento delle sue dichiarazioni. Kyiv ne avrebbe chiesto l’utilizzo per attacchi in profondità in Russia, ma la richiesta era ancora oggetto di discussione, non era stata approvata.
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Sul rallentamento segnalato, Rubio ha affermato che nessuno alla Casa Bianca aveva ordinato di ridurre la velocità di Starlink.
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13 La sua smentita riguarda chi avrebbe dato l’ordine, ma non dimostra di per sé che le forze ucraine avessero riottenuto una connessione senza limitazioni.
La versione di Kyiv: il limite sarebbe ancora attivo
Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha detto che le restrizioni continuavano e che, a suo giudizio, sembravano deliberate, non dovute a un problema tecnico. Ha riferito che in Ucraina la connessione si interrompe oltre i 161 km/h, mentre test effettuati in Paesi dell’Unione europea avrebbero mantenuto il collegamento a velocità superiori a 180 km/h.
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Funzionari ucraini hanno inoltre riferito che limiti introdotti senza preavviso avrebbero compromesso alcune missioni. Zelenskyy ha detto che la restrizione impediva l’impiego di alcuni sistemi intercettori contro droni russi veloci.
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54 Si tratta di dichiarazioni ucraine sulle limitazioni e sui loro effetti: non costituiscono una conferma indipendente di chi le abbia imposte.
Nei resoconti, i nomi “Starlink” e “Starshield” vengono talvolta usati in modo non uniforme per descrivere i terminali ucraini interessati. La distinzione tracciata da Rubio tra servizio commerciale e prodotto militare è esplicita, ma la terminologia variabile degli articoli non basta a stabilire quale servizio o quali terminali fossero soggetti ai limiti segnalati.
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Le versioni contrastanti su chi decide
Le dichiarazioni pubbliche non coincidono. Elon Musk ha sostenuto che i sistemi Starshield sono di proprietà e sotto il controllo del governo statunitense e che i limiti a velocità o utilizzo vengono decisi dalle forze armate Usa e, in ultima istanza, dal presidente.
18 Donald Trump ha negato separatamente che la Casa Bianca abbia ordinato le restrizioni; anche Rubio ha smentito un ordine della Casa Bianca.
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Axios ha riferito che, secondo il Telegraph, Musk avrebbe proposto a Trump di rallentare le reti. È una ricostruzione su come i limiti potrebbero essere stati proposti, ma non stabilisce chi li abbia approvati o applicati.
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Nel complesso, la catena decisionale resta poco chiara: Musk attribuisce l’autorità sui limiti al governo statunitense, Trump e Rubio negano che la Casa Bianca abbia ordinato questo rallentamento, mentre Kyiv afferma che le restrizioni persistono e hanno conseguenze operative. Le informazioni disponibili non chiariscono chi abbia avviato o autorizzato i limiti segnalati.
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