La questione non è soltanto che cosa Donald Trump abbia detto a Xi Jinping, ma se le rassicurazioni riferite dalla diplomazia statunitense corrispondano a un cambiamento verificabile. Il 25 settembre, all’indomani dei colloqui alla Casa Bianca, l’ambasciatore degli Stati Uniti in Cina David Perdue ha raccontato l’avvertimento rivolto dal presidente americano al leader cinese sugli aiuti all’Iran. Ha anche riferito di rassicurazioni ricevute da Pechino. Le fonti citate, però, non dimostrano che eventuali aiuti siano cessati.
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L’avvertimento raccontato da Perdue
In un’intervista alla CNBC, Perdue ha detto che Washington aveva già chiarito settimane prima a Pechino che qualsiasi aiuto all’Iran — diretto o indiretto, sotto forma di informazioni, componenti o equipaggiamenti militari — era «del tutto inaccettabile». Trump avrebbe ripetuto il messaggio a Xi durante l’incontro del 24 settembre: per l’ambasciatore si tratta di un richiamo costante, non di un avvertimento isolato. Nell’elenco riportato da Perdue si parla di componenti, non specificamente di componenti per droni.
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Intervenendo separatamente su Fox News, Perdue ha detto che la Cina aveva assicurato agli Stati Uniti di non aiutare l’Iran e che Washington aveva osservato «qualche movimento» nel mese precedente. Non ha però precisato che cosa fosse cambiato, né il resoconto citato offre una verifica indipendente di quelle rassicurazioni.
21 Trump, da parte sua, ha confermato di aver discusso con Xi della guerra in Iran.
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Perché gli Stati Uniti hanno sollevato il tema
Prima del vertice, il Wall Street Journal aveva riferito, citando funzionari statunitensi, che l’Iran aveva ottenuto da soggetti cinesi immagini satellitari ad alta risoluzione di una base americana in Giordania prima di un attacco di luglio in cui morirono tre militari statunitensi. Reuters ha riportato che Trump inizialmente aveva minimizzato la notizia. Il resoconto solleva interrogativi sull’operato di quei soggetti, ma da solo non prova che il governo cinese abbia diretto il trasferimento delle immagini o che queste abbiano determinato l’esito dell’attacco.
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La senatrice democratica Jeanne Shaheen ha richiamato quel caso chiedendo a Trump di sollevare con Xi il tema del sostegno cinese all’Iran.
34 Sono circolate anche notizie su possibili forniture di lanciamissili antiaerei portatili di fabbricazione cinese. Le fonti qui citate non verificano, tuttavia, la consegna di 400 lanciatori, presunti impieghi di immagini per colpire navi statunitensi o cambiamenti nelle procedure operative della Marina americana.
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I colloqui sull’Iran, in parallelo al vertice
Mentre Trump e Xi si incontravano a Washington, Reuters riferiva che negoziatori statunitensi e iraniani stavano esplorando un percorso per fasi: tra le ipotesi, la riapertura dello Stretto di Hormuz e la revoca del blocco economico statunitense. Il ministro degli Esteri iraniano ha inoltre detto che Teheran aveva inviato tramite intermediari una proposta per riaprire lo stretto, a condizione che fossero soddisfatte le sue richieste. Erano posizioni negoziali, non un’intesa raggiunta.
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Il vertice di tre giorni si è concluso venerdì con un tè alla Casa Bianca e una visita agli Archivi nazionali. Reuters ha descritto pochi risultati di rilievo.
19 Sul punto più delicato, il bilancio resta questo: sappiamo quale avvertimento Perdue dice che Trump abbia rivolto a Xi e quali rassicurazioni afferma di aver ricevuto dalla Cina. Non sappiamo, sulla base delle fonti citate, se il flusso di eventuali aiuti all’Iran sia cambiato.
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