L’ISW valuta che le operazioni ucraine abbiano mantenuto i guadagni territoriali netti della Russia vicini allo zero dal marzo 2026, nel primo duraturo riequilibrio dell’iniziativa dalla controffensiva di Kursk dell’a... L’analisi collega questo cambiamento ai contrattacchi ucraini nelle direzioni di Kupyansk, Oleks...
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L’analisi dell’Institute for the Study of War (ISW) del 12 settembre 2026 descrive un cambiamento rilevante nell’equilibrio sul fronte: secondo il centro di ricerca statunitense, le forze ucraine hanno contestato l’iniziativa strategica e operativa russa dalla fine del 2025 e per tutto il 2026, mentre dal marzo 2026 hanno contenuto i guadagni territoriali netti russi a livelli prossimi allo zero. Per ISW, è il primo cambiamento duraturo di questo tipo dalla controffensiva ucraina nell’oblast di Kursk dell’agosto 2024. 3
Si tratta però di una valutazione sullo slancio della campagna, non dell’annuncio di una guerra vicina alla conclusione. La Russia conserva posizioni e continua le operazioni offensive in vari settori; proseguono inoltre gli attacchi contro civili e infrastrutture ucraine.
In termini militari, un’iniziativa contestata non significa soltanto vincere singoli scontri o reagire alle offensive avversarie. Secondo ISW, i contrattacchi ucraini nelle direzioni di Kupyansk, Oleksandrivka e Lyman hanno costretto le forze russe a rispondere, riducendo l’effetto pratico delle loro avanzate e complicando piani operativi più ampi di Mosca. 3
L’ISW attribuisce a queste operazioni il fallimento dei tentativi russi di avanzare nell’oblast di Dnipropetrovsk e il recupero di terreno nell’area di Kupyansk. In agosto, le forze ucraine avrebbero liberato almeno 129,81 chilometri quadrati durante le operazioni controffensive. 4
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Nella sua stima più ampia, ISW colloca tra circa 150 e 250 chilometri quadrati il territorio riconquistato dai contrattacchi ucraini. La Russia ha ottenuto comunque guadagni limitati vicino a Kostyantynivka e a est di Slovyansk e Kramatorsk, ma, secondo l’istituto, non sufficienti a costituire un’avanzata decisiva contro la cosiddetta «cintura fortificata» del Donetsk, una serie di centri e linee difensive ucraine fortemente preparate. 3
I combattimenti attorno a Lyman sono rilevanti perché le operazioni russe nell’area erano collegate a un progetto più vasto di accerchiamento della cintura fortificata del Donetsk. ISW ritiene che i contrattacchi ucraini abbiano eliminato il saliente russo a nord di Lyman, respingendo le forze russe verso il fiume Zherebets e interrompendo la componente settentrionale di quel piano. 3
A livello tattico, il quadro resta comunque conteso. ISW ha rilevato divergenze persino tra fonti russe sull’effettiva situazione del saliente; un blogger militare russo ha però affermato che i contrattacchi ucraini su un fronte ampio hanno costretto le forze russe sulla difensiva a nord di Lyman. 2
L’ISW indica anche il personale militare russo come un vincolo crescente per sostenere o ampliare le operazioni offensive. L’analisi cita notizie secondo cui generali russi avrebbero chiesto al presidente Vladimir Putin altri 800.000 militari; il reclutamento riportato, circa 1.000-1.200 persone al giorno, sarebbe inferiore al tasso delle perdite russe. La valutazione cita inoltre una stima secondo cui circa il 60% delle perdite russe sarebbe costituito da caduti in combattimento. 3
Anche in assenza di una mobilitazione formale annunciata pubblicamente, ISW ritiene che Mosca incontri limiti concreti nell’addestrare, equipaggiare, organizzare e integrare nuove reclute. Ottenere più personale, da solo, non risolverebbe quindi il problema di trasformarlo in unità combattenti efficaci. 3
Nell’analisi dell’ISW rientra anche la campagna ucraina contro le infrastrutture energetiche russe. Secondo l’istituto, gli attacchi hanno colpito almeno 26 raffinerie, riducendo di circa il 30% la capacità russa di lavorazione del petrolio e quasi fermando le esportazioni di prodotti raffinati. Ciò potrebbe aumentare la pressione sulla capacità della Russia di finanziare e sostenere lo sforzo bellico. 3
Sono stime riferite a una campagna in evoluzione, non la garanzia di un effetto permanente: capacità di riparazione, difese aeree, nuovi attacchi e condizioni del mercato energetico globale possono modificare il risultato.
La conseguenza strategica più netta riguarda l’obiettivo riferito da Mosca di conquistare entro la fine del 2026 il territorio del Donetsk ancora controllato dall’Ucraina. ISW ha calcolato che, mantenendo il ritmo di avanzata dell’agosto 2026, alla Russia servirebbe approssimativamente fino all’ottobre 2032 per raggiungere quell’obiettivo. 3
Il calcolo è un’esemplificazione basata sul ritmo di un solo mese, non una previsione che le condizioni sul campo rimarranno immutate per sei anni. Il punto dell’ISW è più circoscritto: a quel ritmo, l’avanzata russa era molto lontana dalla scadenza dichiarata.
La conclusione dell’ISW è che le controffensive ucraine abbiano imposto alla Russia un costo strategico persistente: hanno frenato il progresso territoriale netto, disturbato un concetto operativo chiave tra Lyman e il Donetsk e messo in evidenza i vincoli di uomini, risorse ed economia che gravano sull’offensiva russa. 3
L’analisi non minimizza la minaccia ancora presente. La Russia mantiene la capacità di combattere e di colpire l’Ucraina. Ma, secondo ISW, il conflitto non appare più come una sequenza di avanzate russe ininterrotte: è diventata una campagna contestata, nella quale gli obiettivi di Mosca devono fare i conti con rilevanti limiti di tempo, personale e risorse. 3
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L’ISW valuta che le operazioni ucraine abbiano mantenuto i guadagni territoriali netti della Russia vicini allo zero dal marzo 2026, nel primo duraturo riequilibrio dell’iniziativa dalla controffensiva di Kursk dell’a...
L’ISW valuta che le operazioni ucraine abbiano mantenuto i guadagni territoriali netti della Russia vicini allo zero dal marzo 2026, nel primo duraturo riequilibrio dell’iniziativa dalla controffensiva di Kursk dell’a... L’analisi collega questo cambiamento ai contrattacchi ucraini nelle direzioni di Kupyansk, Oleksandrivka e Lyman, pur sottolineando che i combattimenti e gli attacchi russi continuano.