Il 21 agosto 2026 Saab ha presentato A3 001, un modello concettuale in scala reale, non un prototipo volante, di un velivolo da combattimento senza pilota e orientato alla bassa osservabilità. L’azienda immagina che un pilota di Gripen E possa coordinare più A3 per missioni ad alto rischio, tra cui guerra elettronic...
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Saab ha scelto le celebrazioni per il centenario dell’Aeronautica svedese, presso la base aerea di Malmen a Linköping, per presentare A3-001: un modello concettuale in scala reale di un futuro velivolo da combattimento senza pilota. Il progetto rientra nella roadmap dell’Autonomous Collaborative Platform (ACP) e nasce per affiancare, non semplicemente sostituire, caccia con equipaggio come il JAS 39 Gripen E.
La precisazione più importante è anche quella che ridimensiona i titoli più spettacolari: A3-001 è un mock-up e un concept tecnologico, non un prototipo in grado di volare. La sagoma mostrata a Malmen illustra la direzione scelta da Saab per un futuro sistema di combattimento collaborativo, spesso definito “gregario fedele” (loyal wingman), ma non dimostra quali saranno prestazioni, armamento, livello di autonomia o data di entrata in servizio.
L’idea centrale è il lavoro di squadra tra esseri umani e macchine. Invece di pilotare a distanza ogni singolo drone, il pilota di un Gripen E dovrebbe supervisionare e assegnare compiti a più velivoli autonomi. In questo modo, il caccia con equipaggio potrebbe coordinare piattaforme aggiuntive nelle aree più pericolose, lasciando ai sistemi senza pilota alcune delle missioni a maggiore rischio.
Saab indica, tra gli impieghi previsti:
Si tratta però di ruoli pianificati, non di capacità già dimostrate operativamente. Saab non ha mostrato che il velivolo esposto sia oggi in grado di svolgere queste missioni.
Il modello presenta un’ala a delta priva di impennaggi di coda, una fusoliera integrata e ali tronche. Mancano inoltre i tradizionali stabilizzatori verticali. Nel loro insieme, questi elementi sono coerenti con un approccio progettuale orientato alla bassa osservabilità, ma non rappresentano necessariamente la configurazione definitiva di un eventuale velivolo di serie.
Le analisi pubblicate sul modello individuano anche un vano interno per le armi e superfici dentellate, o “a sega”, nella zona posteriore della fusoliera e attorno all’area dell’ugello del motore. Sono dettagli visivamente associati alla gestione della segnatura radar. I confronti con velivoli come l’F-35 vanno tuttavia considerati analisi esterne: non equivalgono a una dichiarazione di Saab secondo cui A3-001 avrebbe lo stesso progetto, le stesse prestazioni o lo stesso livello di furtività dell’F-35.
Il concept è inoltre descritto come supersonico. Le informazioni disponibili, però, non indicano una velocità finale, un’autonomia, un carico utile o una specifica motorizzazione.
A3-001 rappresenta la fase successiva del percorso ACP di Saab, dopo i precedenti dimostratori tecnologici A1 e A2. L’azienda ha dichiarato di voler portare in volo, prima del 2030, piattaforme senza pilota con caratteristiche simili a quelle di un caccia. Secondo The Aviationist, Saab punta a far volare il primo dimostratore A3-001 entro 18 mesi dalla presentazione e prevede tre prototipi man mano che il progetto evolverà.
Sono obiettivi di sviluppo, non una data vincolante per l’ingresso in servizio. Altre ricostruzioni hanno indicato una possibile traiettoria di sviluppo della famiglia A3 verso la metà degli anni 2030, ma il calendario dipenderà dalla maturazione delle tecnologie, dai requisiti futuri e dalle decisioni del governo svedese.
Il concept A3 si inserisce nel più ampio programma Koncept för Framtida Stridsflyg (KFS), gli studi sul futuro dell’aviazione da combattimento commissionati dall’agenzia svedese per gli approvvigionamenti della difesa, la FMV. Il contratto assegnato a Saab per proseguire gli studi sui futuri sistemi da combattimento vale circa 2,6 miliardi di corone svedesi e copre il periodo 2025-2027. Comprende soluzioni con e senza pilota, sviluppo tecnologico e dimostratori.
KFS, quindi, è molto più ampio di A3-001. Il programma deve contribuire a orientare le scelte svedesi sulle capacità di combattimento aereo oltre l’attuale generazione; non costituisce l’annuncio di un acquisto del velivolo mostrato a Malmen.
Con A3-001, Saab segnala l’intenzione di entrare nel settore emergente dei velivoli da combattimento collaborativi con una piattaforma senza pilota veloce, supersonica e progettata per essere poco osservabile, destinata a operare accanto al Gripen E.
Il modello in scala reale rende concreta questa visione, ma il progetto è ancora nella fase di concept e dimostrazione tecnologica. Non sono stati definiti una configurazione produttiva, un armamento operativo, una data certa di entrata in servizio o una decisione di acquisizione.
Per ora, A3-001 va quindi letto soprattutto come una roadmap della tecnologia Saab per il futuro del combattimento aereo, non come un drone da caccia già pronto per essere schierato.
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Il 21 agosto 2026 Saab ha presentato A3 001, un modello concettuale in scala reale, non un prototipo volante, di un velivolo da combattimento senza pilota e orientato alla bassa osservabilità.
Il 21 agosto 2026 Saab ha presentato A3 001, un modello concettuale in scala reale, non un prototipo volante, di un velivolo da combattimento senza pilota e orientato alla bassa osservabilità. L’azienda immagina che un pilota di Gripen E possa coordinare più A3 per missioni ad alto rischio, tra cui guerra elettronica, neutralizzazione delle difese aeree e attacchi di precisione.
Il progetto fa parte del programma ACP di Saab e si inserisce negli studi svedesi KFS sul futuro del combattimento aereo, sostenuti da un ordine di circa 2,6 miliardi di corone svedesi per il periodo 2025 2027.