Nik Storonsky dice che Revolut vuole estendersi oltre i servizi finanziari e sviluppare prodotti tecnologici, facendo leva su modelli proprietari di AI e su 30–40 milioni di transazioni giornaliere.[1] Negli Stati Uniti il gruppo punta a competere con JPMorgan Chase e American Express, ma l’offerta bancaria prevista...
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: What did Revolut CEO Nik Storonsky reveal on October 9 at the Wave by Vento tech forum in Turin and in his Bloomberg TV interview about expa. Article summary: Storonsky outlined an ambition to turn Revolut from a financial-services company into a broader global technology business, while building a full-service US bank capable of challenging JPMorgan Chase and American Express. Topic tags: general, news, general web, user generated. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts w
Al forum tecnologico Wave by Vento, a Torino, il 9 ottobre, il CEO di Revolut Nik Storonsky ha illustrato una strategia che va oltre i servizi finanziari: sviluppare una gamma più ampia di prodotti tecnologici, costruire modelli proprietari di intelligenza artificiale usando i dati sulle transazioni dei clienti e rafforzare le ambizioni del gruppo negli Stati Uniti. Sono obiettivi e piani, non la prova che Revolut sia già diventata un’azienda tecnologica a tutto campo o che abbia lanciato una banca statunitense completa.1
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Storonsky ha detto che Revolut ha sviluppato modelli proprietari di AI addestrati sui dati delle transazioni dei clienti, con tecniche simili a quelle impiegate per i modelli linguistici di grandi dimensioni. Ha citato le 30–40 milioni di transazioni effettuate ogni giorno sulla piattaforma come una base di dati su cui l’azienda può lavorare.1
Il riferimento riguarda le tecniche di sviluppo: non dimostra che i modelli di Revolut siano a loro volta modelli linguistici di grandi dimensioni. La direzione dichiarata è più ampia del solo settore bancario, con l’obiettivo di creare altri prodotti tecnologici.1
Secondo Bloomberg, Revolut si sta inoltre preparando a testare agenti di AI in grado di fare acquisti e transazioni per conto degli utenti. Le informazioni disponibili non indicano una data di test a dicembre né confermano che il Regno Unito sarà il primo mercato.3
In un’intervista a Bloomberg, Storonsky ha detto di voler «dominare» il mercato statunitense e di voler competere con operatori affermati come JPMorgan Chase e American Express. Ha descritto un’offerta bancaria digitale più completa, che includerebbe carte di credito e prestiti.3
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Per arrivare a quei prodotti servono le autorizzazioni regolamentari. Le ricostruzioni dell’intervista descrivono l’autorizzazione bancaria statunitense di Revolut come condizionata e indicano che occorre ancora l’approvazione definitiva.10
38 La sfida ai grandi gruppi americani è quindi un’ambizione, non una descrizione di servizi che Revolut ha già ottenuto il via libera a offrire.
Storonsky ha indicato una quotazione primaria negli Stati Uniti come obiettivo, se Revolut dovesse decidere di quotarsi, citando la profondità del mercato americano. Le sue parole esprimono una preferenza per la sede, non una decisione definitiva di procedere né una data per l’IPO.2
Le dichiarazioni del 9 ottobre riuniscono tre direttrici: ampliare l’attività oltre la finanza, usare l’AI sviluppata a partire dai dati sulle transazioni e crescere nei servizi finanziari statunitensi. Le fonti riportano queste ambizioni, ma non confermano ogni funzionalità proposta, ogni tempistica di lancio o tutte le capacità regolamentari evocate nel dibattito più ampio.1
2
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L’espansione si inserisce inoltre in un contesto di controlli e criticità. Nel 2025 la Lituania ha multato Revolut per 3,5 milioni di euro per carenze nei controlli sulle transazioni. L’azienda ha dichiarato che l’indagine non ha accertato casi di riciclaggio e che i suoi sistemi sono stati rafforzati; questa risposta non cancella le carenze rilevate dall’autorità.47 Separatamente, alcuni truffatori hanno ottenuto dati di clienti fingendosi appartenenti alle forze dell’ordine italiane. Revolut ha dichiarato che i fondi dei clienti e i sistemi principali non sono stati compromessi.
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Nik Storonsky dice che Revolut vuole estendersi oltre i servizi finanziari e sviluppare prodotti tecnologici, facendo leva su modelli proprietari di AI e su 30–40 milioni di transazioni giornaliere.[1]
Nik Storonsky dice che Revolut vuole estendersi oltre i servizi finanziari e sviluppare prodotti tecnologici, facendo leva su modelli proprietari di AI e su 30–40 milioni di transazioni giornaliere.[1] Negli Stati Uniti il gruppo punta a competere con JPMorgan Chase e American Express, ma l’offerta bancaria prevista dipende ancora dall’approvazione definitiva.[3][10]
Storonsky ha indicato gli USA come sede preferita per una futura quotazione primaria, nel caso in cui Revolut decida di sbarcare in Borsa.[2]
Nik Storonsky dice che Revolut vuole estendersi oltre i servizi finanziari e sviluppare prodotti tecnologici, facendo leva su modelli proprietari di AI e su 30–40 milioni di transazioni giornaliere.[1] Negli Stati Uniti il gruppo punta a competere con JPMorgan Chase e American Express, ma l’offerta bancaria prevista...
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Al forum tecnologico Wave by Vento, a Torino, il 9 ottobre, il CEO di Revolut Nik Storonsky ha illustrato una strategia che va oltre i servizi finanziari: sviluppare una gamma più ampia di prodotti tecnologici, costruire modelli proprietari di intelligenza artificiale usando i dati sulle transazioni dei clienti e rafforzare le ambizioni del gruppo negli Stati Uniti. Sono obiettivi e piani, non la prova che Revolut sia già diventata un’azienda tecnologica a tutto campo o che abbia lanciato una banca statunitense completa.1
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Storonsky ha detto che Revolut ha sviluppato modelli proprietari di AI addestrati sui dati delle transazioni dei clienti, con tecniche simili a quelle impiegate per i modelli linguistici di grandi dimensioni. Ha citato le 30–40 milioni di transazioni effettuate ogni giorno sulla piattaforma come una base di dati su cui l’azienda può lavorare.1
Il riferimento riguarda le tecniche di sviluppo: non dimostra che i modelli di Revolut siano a loro volta modelli linguistici di grandi dimensioni. La direzione dichiarata è più ampia del solo settore bancario, con l’obiettivo di creare altri prodotti tecnologici.1
Secondo Bloomberg, Revolut si sta inoltre preparando a testare agenti di AI in grado di fare acquisti e transazioni per conto degli utenti. Le informazioni disponibili non indicano una data di test a dicembre né confermano che il Regno Unito sarà il primo mercato.3
In un’intervista a Bloomberg, Storonsky ha detto di voler «dominare» il mercato statunitense e di voler competere con operatori affermati come JPMorgan Chase e American Express. Ha descritto un’offerta bancaria digitale più completa, che includerebbe carte di credito e prestiti.3
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Per arrivare a quei prodotti servono le autorizzazioni regolamentari. Le ricostruzioni dell’intervista descrivono l’autorizzazione bancaria statunitense di Revolut come condizionata e indicano che occorre ancora l’approvazione definitiva.10
38 La sfida ai grandi gruppi americani è quindi un’ambizione, non una descrizione di servizi che Revolut ha già ottenuto il via libera a offrire.
Storonsky ha indicato una quotazione primaria negli Stati Uniti come obiettivo, se Revolut dovesse decidere di quotarsi, citando la profondità del mercato americano. Le sue parole esprimono una preferenza per la sede, non una decisione definitiva di procedere né una data per l’IPO.2
Le dichiarazioni del 9 ottobre riuniscono tre direttrici: ampliare l’attività oltre la finanza, usare l’AI sviluppata a partire dai dati sulle transazioni e crescere nei servizi finanziari statunitensi. Le fonti riportano queste ambizioni, ma non confermano ogni funzionalità proposta, ogni tempistica di lancio o tutte le capacità regolamentari evocate nel dibattito più ampio.1
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L’espansione si inserisce inoltre in un contesto di controlli e criticità. Nel 2025 la Lituania ha multato Revolut per 3,5 milioni di euro per carenze nei controlli sulle transazioni. L’azienda ha dichiarato che l’indagine non ha accertato casi di riciclaggio e che i suoi sistemi sono stati rafforzati; questa risposta non cancella le carenze rilevate dall’autorità.47 Separatamente, alcuni truffatori hanno ottenuto dati di clienti fingendosi appartenenti alle forze dell’ordine italiane. Revolut ha dichiarato che i fondi dei clienti e i sistemi principali non sono stati compromessi.
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Nik Storonsky dice che Revolut vuole estendersi oltre i servizi finanziari e sviluppare prodotti tecnologici, facendo leva su modelli proprietari di AI e su 30–40 milioni di transazioni giornaliere.[1]
Nik Storonsky dice che Revolut vuole estendersi oltre i servizi finanziari e sviluppare prodotti tecnologici, facendo leva su modelli proprietari di AI e su 30–40 milioni di transazioni giornaliere.[1] Negli Stati Uniti il gruppo punta a competere con JPMorgan Chase e American Express, ma l’offerta bancaria prevista dipende ancora dall’approvazione definitiva.[3][10]
Storonsky ha indicato gli USA come sede preferita per una futura quotazione primaria, nel caso in cui Revolut decida di sbarcare in Borsa.[2]