Cambia così anche la domanda che le aziende rivolgono ai candidati. Non conta soltanto da dove una persona è partita o quanto il suo percorso rispetti una sequenza convenzionale: si valuta anche se sa collaborare, reagire ai cambiamenti, assumersi responsabilità e continuare a crescere mentre il lavoro evolve.
Lo stesso principio vale oltre le assunzioni dei neolaureati. Chi continua ad aggiornare le proprie competenze può restare prezioso anche quando i ruoli cambiano; al contrario, un professionista con un percorso più tradizionale può rimanere indietro se non è disposto a formarsi di nuovo. Il messaggio della tavola rotonda riguarda quindi meno l’età o un titolo specifico e più la capacità di adattarsi nel tempo.
Lily Kong, presidente della Singapore Management University (SMU), ha sostenuto che gli atenei debbano andare oltre la semplice trasmissione di conoscenze e coltivare intenzionalmente le qualità umane richieste dai datori di lavoro.
Attività extracurricolari, volontariato e esperienze internazionali possono offrire agli studenti occasioni concrete per esercitare leadership, comunicazione e collaborazione in situazioni che difficilmente si possono riassumere in un voto d’esame.
Le università devono anche trovare il modo di rendere queste esperienze comprensibili alle aziende. Kong ha citato il co-curricular transcript della SMU, introdotto nel 2025: un documento che affianca il percorso accademico e mostra le qualità e le caratteristiche sviluppate dagli studenti attraverso le attività fuori dall’aula.
L’esperienza pratica diventa così più di una semplice riga sul curriculum. Un profilo solido può unire conoscenze tecniche, prove della loro applicazione e casi concreti di collaborazione o di gestione di contesti sconosciuti.
Jeffrey Siow, ministro ad interim dei Trasporti e senior minister of state per le Finanze di Singapore, ha affermato che il Paese deve passare da un modello basato soprattutto sulla preparazione prima dell’ingresso nel mondo del lavoro a uno che sostenga la riqualificazione durante tutta la vita professionale.
Siow ha collegato questo cambiamento all’obiettivo di evitare una “crescita senza occupazione”, riconoscendo però che la trasformazione tecnologica probabilmente porterà più ricambio e maggiore mobilità tra i lavori.
La responsabilità, dunque, ricade sull’intero mercato del lavoro. Gli studenti hanno bisogno di opportunità per fare esperienza prima della laurea. Le università devono sviluppare e documentare competenze trasferibili. Le aziende devono creare occasioni di apprendimento sul posto di lavoro, mentre le politiche pubbliche dovrebbero aiutare le persone a passare a nuovi ruoli quando quelli esistenti cambiano.
La descrizione ufficiale della sessione ha presentato una sfida simile: opportunità entry-level in diminuzione, ruoli di metà carriera in evoluzione e rischio crescente di perdere competenze. Per affrontarla, ha invocato un’azione collettiva capace di rendere il futuro del lavoro guidato dall’IA non solo più efficiente, ma anche significativo e inclusivo.
Siow ha invitato gli studenti a non essere eccessivamente prescrittivi rispetto a un unico percorso professionale. Competenze molto richieste fino a pochi anni fa possono cambiare rapidamente, rendendo più difficile individuare una strada “sicura” per tutta la vita lavorativa.
La sua prospettiva resta tuttavia ottimista. Se Singapore riuscirà a mantenere un’economia dinamica e un sistema educativo solido, chi cambia direzione potrebbe trovare più opportunità, non meno, anche in un contesto con meno percorsi convenzionali apparentemente sicuri all’inizio.
Per i neolaureati, la lezione pratica è costruire un portafoglio di esperienze invece di aspettare il primo lavoro perfetto. Per le aziende, significa valutare il potenziale e la capacità di imparare insieme all’esperienza già maturata. Per le università, significa considerare lo sviluppo umano e l’adattabilità lungo tutto l’arco della vita come risultati fondamentali, non come attività accessorie.
L’IA potrebbe rendere più difficile raggiungere il primo gradino della scala professionale. L’argomento più ampio emerso dalla tavola rotonda è però che Singapore può continuare a creare opportunità se persone, istituzioni e imprese saranno pronte a muoversi, imparare e cambiare mentre la scala stessa viene ridisegnata.