La CFO Sarah Friar ha detto ai dipendenti che OpenAI «sarà una società quotata nel 2027», lasciando aperta la possibilità di un debutto anticipato se la crescita continuerà ad accelerare. Anthropic è oggi più avanti sul piano procedurale dopo aver depositato in via riservata la documentazione per una IPO negli Stati...
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: What did OpenAI CFO Sarah Friar tell employees about the company’s potential initial public offering—specifically her statement that OpenAI. Article summary: Friar told employees that OpenAI “will be a public company in 2027,” while leaving open an earlier debut if “our business continues to inflect.” She framed an IPO as “not a finish line” but “a milestone, another fundrais. Topic tags: general, general web, user generated, news, education. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks
OpenAI sta indicando il 2027 come orizzonte per il debutto in Borsa, ma il calendario non è ancora scolpito nella pietra. Durante una riunione interna con i dipendenti, la direttrice finanziaria Sarah Friar ha detto che l’azienda «sarà una società quotata nel 2027», aggiungendo che potrebbe arrivare prima se «il nostro business continuerà ad accelerare».
Il messaggio centrale non riguarda soltanto la data. Per Friar, una IPO — cioè un’offerta pubblica iniziale — sarebbe «non il traguardo finale», bensì «una tappa, un’altra raccolta di fondi».
La formulazione suggerisce che OpenAI consideri i mercati azionari come una delle possibili fonti di finanziamento, non come la conclusione della sua fase di crescita. In un’intervista separata, Friar ha descritto nello stesso modo una eventuale IPO: un traguardo intermedio, reso più flessibile dalla raccolta di marzo.
In altre parole, l’azienda può scegliere quando quotarsi in base all’andamento del business e alle condizioni dei mercati. Un debutto anticipato resta possibile, ma il 2027 è la tempistica dichiarata internamente.
OpenAI ha dichiarato di aver chiuso a marzo un round da 122 miliardi di dollari di capitale impegnato, a una valutazione post-money di 852 miliardi di dollari. Secondo la società, i fondi serviranno a sostenere la prossima fase dello sviluppo dell’intelligenza artificiale; la copertura dell’operazione ha evidenziato in particolare il fabbisogno di chip, data center e personale specializzato.
Una disponibilità finanziaria di questa portata riduce la necessità immediata di ricorrere alla Borsa per finanziare le attività ordinarie. OpenAI può aspettare di avere maggiore visibilità sulla crescita dei ricavi, sui costi di calcolo e sull’orientamento dei mercati pubblici.
Aspettare, però, non significa eliminare la pressione. Significa avere più opzioni sul momento in cui trasformare una valutazione privata in un prezzo determinato quotidianamente dagli investitori.
Anthropic ha depositato in via riservata il 1° giugno la documentazione per una IPO negli Stati Uniti, portandosi avanti rispetto a OpenAI sul piano formale. Il 19 agosto, una misura di un mercato previsionale citata da TIME indicava una probabilità implicita del 92,5% che Anthropic confermasse una IPO prima del 1° novembre 2026. Si tratta di aspettative riflesse dai prezzi di mercato, non di una certezza né di una previsione garantita.
Secondo quanto riferito, Friar ha detto ai dipendenti di non preoccuparsi se Anthropic dovesse quotarsi per prima. Arrivare per primi a Wall Street può attirare attenzione e stabilire un riferimento di mercato, ma non decide automaticamente quale azienda avrà il modello di business più solido nel lungo periodo.
Le due società presentano inoltre profili commerciali differenti. Claude, il modello di Anthropic, ha guadagnato terreno nell’adozione aziendale: un rapporto che cita il Ramp AI Index ha indicato una quota di adozione tra le imprese statunitensi del 34,4% ad aprile, contro il 32,3% di ChatGPT.
OpenAI deve invece dimostrare che l’enorme diffusione di ChatGPT può tradursi in ricavi durevoli da abbonamenti, utilizzo delle API e contratti con le aziende. Non è ancora un verdetto definitivo su quale società prevarrà: sono due posizionamenti strategici diversi che dovranno essere verificati dai risultati finanziari.
Il percorso di OpenAI verso la quotazione è più complesso di quello di una startup tradizionale. L’organizzazione è nata come ente non profit nel 2015 e nel 2019 ha creato una controllata a profitto limitato per attirare investimenti, mantenendo al tempo stesso una struttura orientata alla propria missione.
OpenAI ha successivamente dichiarato che la società operativa sarebbe diventata una public benefit corporation, mentre l’organizzazione non profit avrebbe mantenuto il controllo. Reuters aveva già riferito di una possibile ristrutturazione destinata a rendere l’attività più interessante per gli investitori, ma l’assetto societario resta un nodo fondamentale per il futuro dell’azienda.
Prima di una IPO, gli investitori avrebbero bisogno di informazioni chiare su:
Non è un dettaglio tecnico. La governance stabilisce chi controlla davvero la società e in che modo gli azionisti pubblici potranno valutare le decisioni del management.
Sarah Friar porta nel processo una significativa esperienza sui mercati pubblici. La biografia pubblicata dall’Università di Oxford la identifica come CFO di OpenAI e ricorda i suoi precedenti incarichi di CEO di Nextdoor e CFO di Square. Sotto la sua guida, Square ha lanciato la IPO nel 2015.
Le informazioni biografiche pubbliche indicano che Friar è entrata in OpenAI nel giugno 2024, non nel 2023 come riportato in alcune sintesi della vicenda. Il suo profilo è rilevante per la preparazione dei bilanci, i rapporti con gli investitori e la gestione degli obblighi di trasparenza che accompagnano una società quotata. Non garantisce, tuttavia, né una data specifica né una determinata valutazione.
La domanda decisiva sarà se OpenAI riuscirà a dimostrare che la propria scala è sostenibile anche dal punto di vista economico. Gli investitori pubblici probabilmente guarderanno soprattutto a:
La sfida con Anthropic può stabilire chi arriverà per primo a Wall Street, ma non risolverà il tema più importante per gli investitori. Il round da 122 miliardi offre a OpenAI la possibilità di aspettare e presentarsi con una storia operativa più solida.
Il calendario, quindi, resta condizionato: il 2027 è la destinazione indicata da Friar, un debutto precedente non è escluso e la qualità del modello di business conterà più della vittoria simbolica nella corsa alla prima quotazione.
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La CFO Sarah Friar ha detto ai dipendenti che OpenAI «sarà una società quotata nel 2027», lasciando aperta la possibilità di un debutto anticipato se la crescita continuerà ad accelerare.
La CFO Sarah Friar ha detto ai dipendenti che OpenAI «sarà una società quotata nel 2027», lasciando aperta la possibilità di un debutto anticipato se la crescita continuerà ad accelerare. Anthropic è oggi più avanti sul piano procedurale dopo aver depositato in via riservata la documentazione per una IPO negli Stati Uniti; i mercati previsionali le attribuivano una probabilità implicita del 92,5% di qu...
La vera prova non sarà soltanto chi arriverà per primo a Wall Street: gli investitori cercheranno ricavi duraturi, costi di calcolo sostenibili e una struttura di governance comprensibile.