Nvidia ha annunciato il 24 agosto 2026 che Groq 3 LPX è entrato in piena produzione. LPX non sostituisce le GPU Nvidia: è un acceleratore dedicato alla fase di decode dell’inferenza, quella in cui il modello produce la risposta un token alla volta.
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Nvidia ha annunciato il 24 agosto, durante la conferenza Hot Chips, che Groq 3 LPX è entrato in piena produzione. Il sistema è un acceleratore rack-scale per l’inferenza a bassa latenza e nasce per lavorare insieme a Vera Rubin NVL72, con un obiettivo preciso: rendere più rapida la generazione delle risposte nei sistemi di IA interattiva e negli agenti capaci di svolgere compiti in più passaggi. 26
In un test di Artificial Analysis, Groq 3 LPX ha prodotto una mediana di 3.431 token al secondo eseguendo il modello open source Gemma 4 31B con un contesto di 100.000 token. Nvidia ha arrotondato il dato a 3.400 token al secondo e sostiene che, nello stesso scenario, la piattaforma sia stata quattro volte più veloce della soluzione alternativa più vicina. 17
35
LPX è pensato per applicazioni in cui la velocità percepita dall’utente conta più della semplice capacità di calcolo complessiva: agenti IA, assistenti per la programmazione e servizi che devono gestire contesti molto lunghi mantenendo una risposta fluida. Nvidia lo descrive come un acceleratore per l’inferenza interattiva, con generazione dei token rapida e prevedibile. 19
26
Per capire il ruolo del prodotto bisogna distinguere due momenti dell’inferenza:
Groq 3 LPX è rivolto soprattutto alla seconda fase. Vera Rubin NVL72 resta invece il sistema più flessibile per l’addestramento, l’inferenza generale, l’elaborazione del contesto e i carichi ad alta capacità. 34
La scelta non rappresenta quindi un abbandono delle GPU. Nvidia sta piuttosto dividendo il lavoro: le GPU gestiscono il calcolo accelerato di uso generale, mentre l’architettura derivata da Groq viene destinata al segmento più sensibile alla latenza, cioè la produzione della risposta.
Il risultato comunicato da Nvidia deriva da un benchmark di Artificial Analysis su Gemma 4 31B con un contesto di 100.000 token. Il dato più preciso riportato nel test è di 3.431 token al secondo; l’azienda lo ha presentato come 3.400 token al secondo nel proprio annuncio. 17
È un risultato notevole per quel carico di lavoro, ma non equivale a una classifica universale delle prestazioni nell’IA. Il confronto vale per il modello utilizzato, la lunghezza del contesto e la configurazione specifica del test. La promessa di una risposta quattro volte più rapida rispetto alla piattaforma concorrente più vicina si riferisce allo stesso scenario. 35
Nell’uso reale incidono anche altri fattori: dimensione del modello, lunghezza della richiesta, numero di utenti simultanei, memoria, rete e tempo necessario per elaborare il contesto iniziale. La velocità di generazione dei token è importante, ma è soltanto una parte dell’esperienza complessiva di un servizio di inferenza.
Nebius è il primo operatore cloud di IA annunciato come cliente di Groq 3 LPX. La società prevede di integrarlo in Nebius Token Factory, la propria piattaforma per l’inferenza in produzione, entro la fine del 2026. 2
Anche Groq ha dichiarato che sarà tra i primi utilizzatori. L’azienda prevede di distribuire LPX insieme ai sistemi Vera Rubin NVL72 nel proprio cloud di inferenza costruito appositamente. L’idea è combinare la flessibilità dei sistemi Rubin con la maggiore velocità di generazione di LPX nei carichi di lavoro basati su contesti estesi. 18
Nvidia presenta Groq 3 LPX come il settimo componente principale della piattaforma Vera Rubin. Tra gli altri elementi c’è Vera CPU, un processore dotato, secondo Nvidia, di 88 core Olympus progettati internamente. 33
Vera CPU si occupa delle attività che circondano l’inferenza del modello: orchestrazione, elaborazione dei dati, utilizzo degli strumenti, esecuzione del codice e simulazione. Nvidia ha inoltre annunciato che SpaceXAI prevede di utilizzare Vera CPU per la prossima generazione di applicazioni basate su agenti IA e un sistema Vera Rubin NVL72 ottimizzato per il suo primo satellite IA Starmind. 40
Il quadro complessivo mostra la strategia di Nvidia per le cosiddette “fabbriche dell’IA”: non affidare ogni carico di lavoro allo stesso tipo di processore, ma assegnare a ciascun componente il compito per cui è più adatto. Le CPU coordinano i flussi degli agenti, le GPU eseguono i calcoli flessibili su larga scala e LPX punta alla generazione veloce e deterministica delle risposte.
Groq 3 LPX è il risultato di prodotto più evidente, finora, dell’accordo annunciato da Nvidia con Groq nel dicembre 2025. Tuttavia, definire l’operazione una semplice acquisizione di Groq sarebbe impreciso.
Le informazioni disponibili descrivono un accordo di licenza non esclusiva della tecnologia di inferenza di Groq, accompagnato dall’ingresso in Nvidia del fondatore e amministratore delegato Jonathan Ross, del presidente Sunny Madra e di altri dipendenti chiave. 4
8
Groq ha continuato a operare anche dopo l’accordo e in seguito ha raccolto nuovi finanziamenti. Questo è coerente con un’operazione incentrata su tecnologia e personale, più che con l’acquisto dell’intera società. 3
La struttura aiuta a spiegare anche il posizionamento del nuovo prodotto: Nvidia ha incorporato la tecnologia di elaborazione linguistica di Groq nella propria piattaforma rack-scale, mentre Groq resta un’azienda indipendente e intende utilizzare l’hardware Nvidia nel proprio cloud.
L’annuncio non riguarda soltanto un nuovo chip per l’intelligenza artificiale. Il punto centrale è la separazione delle diverse fasi con cui un modello viene offerto agli utenti, affidando il passaggio più sensibile alla latenza a un acceleratore dedicato.
Per gli agenti interattivi, un decode più rapido può rendere più reattivi i compiti composti da molti passaggi. Il benchmark su Gemma 4 31B mostra un vantaggio significativo in una configurazione con contesto lungo, ma saranno la disponibilità nel cloud, l’integrazione in Token Factory e l’adozione da parte di Groq a indicare se quel vantaggio potrà tradursi in prestazioni ampiamente accessibili.
In altre parole, Nvidia non sta dicendo che le GPU abbiano smesso di essere centrali. Sta sostenendo che, per l’IA del futuro, la risposta migliore potrebbe arrivare da un’infrastruttura composta da processori diversi, ciascuno specializzato in un momento specifico del lavoro.
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Nvidia ha annunciato il 24 agosto 2026 che Groq 3 LPX è entrato in piena produzione.
Nvidia ha annunciato il 24 agosto 2026 che Groq 3 LPX è entrato in piena produzione. LPX non sostituisce le GPU Nvidia: è un acceleratore dedicato alla fase di decode dell’inferenza, quella in cui il modello produce la risposta un token alla volta.
Nebius sarà il primo cloud di IA ad adottarlo, integrandolo nella piattaforma Token Factory entro la fine del 2026.
Nvidia ha annunciato il 24 agosto 2026 che Groq 3 LPX è entrato in piena produzione. LPX non sostituisce le GPU Nvidia: è un acceleratore dedicato alla fase di decode dell’inferenza, quella in cui il modello produce la risposta un token alla volta.
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Nvidia ha annunciato il 24 agosto, durante la conferenza Hot Chips, che Groq 3 LPX è entrato in piena produzione. Il sistema è un acceleratore rack-scale per l’inferenza a bassa latenza e nasce per lavorare insieme a Vera Rubin NVL72, con un obiettivo preciso: rendere più rapida la generazione delle risposte nei sistemi di IA interattiva e negli agenti capaci di svolgere compiti in più passaggi. 26
In un test di Artificial Analysis, Groq 3 LPX ha prodotto una mediana di 3.431 token al secondo eseguendo il modello open source Gemma 4 31B con un contesto di 100.000 token. Nvidia ha arrotondato il dato a 3.400 token al secondo e sostiene che, nello stesso scenario, la piattaforma sia stata quattro volte più veloce della soluzione alternativa più vicina. 17
35
LPX è pensato per applicazioni in cui la velocità percepita dall’utente conta più della semplice capacità di calcolo complessiva: agenti IA, assistenti per la programmazione e servizi che devono gestire contesti molto lunghi mantenendo una risposta fluida. Nvidia lo descrive come un acceleratore per l’inferenza interattiva, con generazione dei token rapida e prevedibile. 19
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Per capire il ruolo del prodotto bisogna distinguere due momenti dell’inferenza:
Groq 3 LPX è rivolto soprattutto alla seconda fase. Vera Rubin NVL72 resta invece il sistema più flessibile per l’addestramento, l’inferenza generale, l’elaborazione del contesto e i carichi ad alta capacità. 34
La scelta non rappresenta quindi un abbandono delle GPU. Nvidia sta piuttosto dividendo il lavoro: le GPU gestiscono il calcolo accelerato di uso generale, mentre l’architettura derivata da Groq viene destinata al segmento più sensibile alla latenza, cioè la produzione della risposta.
Il risultato comunicato da Nvidia deriva da un benchmark di Artificial Analysis su Gemma 4 31B con un contesto di 100.000 token. Il dato più preciso riportato nel test è di 3.431 token al secondo; l’azienda lo ha presentato come 3.400 token al secondo nel proprio annuncio. 17
È un risultato notevole per quel carico di lavoro, ma non equivale a una classifica universale delle prestazioni nell’IA. Il confronto vale per il modello utilizzato, la lunghezza del contesto e la configurazione specifica del test. La promessa di una risposta quattro volte più rapida rispetto alla piattaforma concorrente più vicina si riferisce allo stesso scenario. 35
Nell’uso reale incidono anche altri fattori: dimensione del modello, lunghezza della richiesta, numero di utenti simultanei, memoria, rete e tempo necessario per elaborare il contesto iniziale. La velocità di generazione dei token è importante, ma è soltanto una parte dell’esperienza complessiva di un servizio di inferenza.
Nebius è il primo operatore cloud di IA annunciato come cliente di Groq 3 LPX. La società prevede di integrarlo in Nebius Token Factory, la propria piattaforma per l’inferenza in produzione, entro la fine del 2026. 2
Anche Groq ha dichiarato che sarà tra i primi utilizzatori. L’azienda prevede di distribuire LPX insieme ai sistemi Vera Rubin NVL72 nel proprio cloud di inferenza costruito appositamente. L’idea è combinare la flessibilità dei sistemi Rubin con la maggiore velocità di generazione di LPX nei carichi di lavoro basati su contesti estesi. 18
Nvidia presenta Groq 3 LPX come il settimo componente principale della piattaforma Vera Rubin. Tra gli altri elementi c’è Vera CPU, un processore dotato, secondo Nvidia, di 88 core Olympus progettati internamente. 33
Vera CPU si occupa delle attività che circondano l’inferenza del modello: orchestrazione, elaborazione dei dati, utilizzo degli strumenti, esecuzione del codice e simulazione. Nvidia ha inoltre annunciato che SpaceXAI prevede di utilizzare Vera CPU per la prossima generazione di applicazioni basate su agenti IA e un sistema Vera Rubin NVL72 ottimizzato per il suo primo satellite IA Starmind. 40
Il quadro complessivo mostra la strategia di Nvidia per le cosiddette “fabbriche dell’IA”: non affidare ogni carico di lavoro allo stesso tipo di processore, ma assegnare a ciascun componente il compito per cui è più adatto. Le CPU coordinano i flussi degli agenti, le GPU eseguono i calcoli flessibili su larga scala e LPX punta alla generazione veloce e deterministica delle risposte.
Groq 3 LPX è il risultato di prodotto più evidente, finora, dell’accordo annunciato da Nvidia con Groq nel dicembre 2025. Tuttavia, definire l’operazione una semplice acquisizione di Groq sarebbe impreciso.
Le informazioni disponibili descrivono un accordo di licenza non esclusiva della tecnologia di inferenza di Groq, accompagnato dall’ingresso in Nvidia del fondatore e amministratore delegato Jonathan Ross, del presidente Sunny Madra e di altri dipendenti chiave. 4
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Groq ha continuato a operare anche dopo l’accordo e in seguito ha raccolto nuovi finanziamenti. Questo è coerente con un’operazione incentrata su tecnologia e personale, più che con l’acquisto dell’intera società. 3
La struttura aiuta a spiegare anche il posizionamento del nuovo prodotto: Nvidia ha incorporato la tecnologia di elaborazione linguistica di Groq nella propria piattaforma rack-scale, mentre Groq resta un’azienda indipendente e intende utilizzare l’hardware Nvidia nel proprio cloud.
L’annuncio non riguarda soltanto un nuovo chip per l’intelligenza artificiale. Il punto centrale è la separazione delle diverse fasi con cui un modello viene offerto agli utenti, affidando il passaggio più sensibile alla latenza a un acceleratore dedicato.
Per gli agenti interattivi, un decode più rapido può rendere più reattivi i compiti composti da molti passaggi. Il benchmark su Gemma 4 31B mostra un vantaggio significativo in una configurazione con contesto lungo, ma saranno la disponibilità nel cloud, l’integrazione in Token Factory e l’adozione da parte di Groq a indicare se quel vantaggio potrà tradursi in prestazioni ampiamente accessibili.
In altre parole, Nvidia non sta dicendo che le GPU abbiano smesso di essere centrali. Sta sostenendo che, per l’IA del futuro, la risposta migliore potrebbe arrivare da un’infrastruttura composta da processori diversi, ciascuno specializzato in un momento specifico del lavoro.
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Nebius sarà il primo cloud di IA ad adottarlo, integrandolo nella piattaforma Token Factory entro la fine del 2026.