A.G. Sulzberger, editore del New York Times, ha avvertito che le aziende di IA, costruendo imperi da migliaia di miliardi di dollari su un giornalismo non retribuito, rischiano di cancellare le basi economiche del rep...

Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: What did New York Times publisher A.G. Sulzberger say in his opening keynote at the 77th WAN-IFRA World News Media Congress in Marseille on. Article summary: On June 1, 2026, New York Times chairman and publisher A.G. Sulzberger delivered the opening keynote at the 77th WAN-IFRA World News Media Congress in Marseille, titled "AI, Journalism and the Uncertain Future of the Pub. Topic tags: general, general web. Reference image context from search candidates: Reference image 1: visual subject "They Left Records With Their Lives That AI Cannot Create Seoul Economic Daily Becomes First Korean Media to Reach DMA Global Finals; 'AI LINK' and 'AI PRISM' Compete in Two Categor" source context "Global Press Demands 'New Deal' as AI Giants Worth $11 Trillion Devour News for Free - Seoul Economic Daily" Reference image 2: visua
In un discorso che resterà nella storia del 77° Congresso Mondiale dei Media WAN-IFRA, il presidente ed editore del New York Times A.G. Sulzberger ha lanciato un allarme inequivocabile all'intero settore dell'informazione: le fondamenta economiche del giornalismo originale vengono smantellate dagli stessi strumenti di intelligenza artificiale che su di esso si reggono. Pronunciando il keynote inaugurale intitolato "IA, giornalismo e il futuro incerto della piazza pubblica" il 1° giugno 2026, di fronte a oltre 1.300 editori e direttori riuniti a Marsiglia, in Francia, Sulzberger ha fatto nomi e cognomi, accusando le più grandi aziende tecnologiche del mondo di un sistematico "saccheggio" della proprietà intellettuale, senza permesso né pagamento .
L'intervento non è stato una semplice critica, ma una vera e propria chiamata alle armi, che ha saputo intrecciare indignazione morale, una rara rivelazione finanziaria sui costi della battaglia legale del Times e un piano pratico in quattro punti per un'industria che, a suo dire, sta affrontando una minaccia esistenziale .
Sulzberger ha accusato direttamente OpenAI, Anthropic, Google, Meta, Microsoft e X di aver compiuto un "furto spudorato di proprietà intellettuale su una scala senza precedenti" . Ha descritto il loro modus operandi come "parassitario", sostenendo che questi giganti tecnologici hanno costruito imperi da migliaia di miliardi di dollari assimilando contenuti giornalistici di alta qualità, mettendo al contempo a repentaglio proprio gli editori che li producono
.
Per chiarire la dinamica, ha usato la metafora viscerale di Napster, il servizio di file-sharing dei primi anni 2000, suggerendo che le società di IA trattano il giornalismo come una risorsa gratuita da saccheggiare senza pietà . Sulzberger ha inoltre osservato che circa il 30% delle attività di scraping dei bot IA viola esplicite restrizioni tecniche, inclusi i contenuti protetti da paywall, rivelando un deliberato disprezzo per il consenso degli editori
.
In una rivelazione degna di nota, Sulzberger ha reso noto che il New York Times ha già speso 20 milioni di dollari per la sua causa per violazione del copyright contro OpenAI e Microsoft . La cifra è stata usata per sottolineare un'ipocrisia cruciale: le aziende di IA pagano volentieri per i talenti, la potenza di calcolo e l'energia necessari a costruire i loro modelli, ma si rifiutano di compensare il quarto "ingrediente essenziale", ovvero i dati che costituiscono il giornalismo originale
.
"L'intelligenza artificiale si basa sul giornalismo", ha affermato. "I profitti dovrebbero fluire nelle redazioni" .
Al di là delle rivendicazioni finanziarie, Sulzberger ha lanciato l'allarme sugli effetti a valle dei contenuti generati dall'IA sul dibattito pubblico. Ha avvertito che la proliferazione di media sintetici rende "sempre più difficile sapere da dove vengono le cose e se sono vere". La conseguenza più pericolosa, ha sostenuto, non è semplicemente che le persone crederanno a cose false, ma che "non crederanno più alle cose vere" .
Ha dipinto un quadro desolante di un futuro in cui il lavoro difficile e costoso del reportage originale – inviare giornalisti in zone di guerra, indagare sulla corruzione, chiamare il potere a rispondere del suo operato – diventa economicamente insostenibile. "Temo che stiamo andando a tutta velocità verso un futuro con sempre meno giornalisti," ha detto alla platea .
Tracciando un parallelo con il fatale abbraccio dell'industria dell'informazione alle piattaforme di social media di un decennio fa, ha ammonito: "Non possiamo permetterci di essere così ingenui questa volta" .
Sulzberger ha delineato una strategia in quattro punti che ritiene necessaria per la sopravvivenza e la prosperità del settore dell'informazione nell'era dell'IA generativa :
Sulzberger ha avuto cura di precisare che il suo discorso non era una condanna generalizzata dell'intelligenza artificiale come tecnologia. Ha esortato le redazioni a "usare l'IA nel modo giusto" – in modo responsabile, etico e con una costante supervisione umana – come uno strumento per potenziare il giornalismo, non per sostituirlo . Ha inoltre indicato agli editori di "essere prima di tutto una destinazione", sottolineando l'importanza di costruire relazioni dirette e leali con il pubblico, piuttosto che cedere la distribuzione ad algoritmi di piattaforme che possono cambiare da un giorno all'altro
.
Anticipando le prevedibili critiche dalla Silicon Valley, Sulzberger le ha affrontate direttamente nel suo intervento: "Alcuni leader tecnologici dipingeranno le mie parole di oggi come anti-IA. Come una difesa del vecchio status quo. Come l'ennesima istituzione fossilizzata che si scaglia contro gli innovatori che guidano la marcia inarrestabile del progresso". Per lui, tuttavia, la difesa del copyright è la difesa di uno strumento di civiltà per la ricerca della verità che non può essere sacrificato sull'altare dell'innovazione .
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A.G. Sulzberger, editore del New York Times, ha avvertito che le aziende di IA, costruendo imperi da migliaia di miliardi di dollari su un giornalismo non retribuito, rischiano di cancellare le basi economiche del rep...
A.G. Sulzberger, editore del New York Times, ha avvertito che le aziende di IA, costruendo imperi da migliaia di miliardi di dollari su un giornalismo non retribuito, rischiano di cancellare le basi economiche del rep... Sulzberger ha rivelato che il Times ha già speso 20 milioni di dollari per la sua causa per violazione del copyright contro OpenAI e Microsoft, esortando gli editori di tutto il mondo a negoziare un giusto compenso e...
Oltre alle battaglie legali e finanziarie, ha messo in guardia sul fatto che i contenuti generati dall'IA stanno erodendo la fiducia pubblica, rendendo "sempre più difficile sapere da dove vengono le cose e se sono ve...