AI Max può individuare query pertinenti anche al di fuori delle parole chiave inserite dall’inserzionista. Per interpretare la ricerca, il sistema usa segnali come parole chiave della campagna, contenuto degli annunci, landing page e informazioni sull’intento dell’utente. Microsoft ha inoltre descritto la funzione come adatta a query più articolate su Bing e sulle superfici di Copilot, dove le domande in linguaggio naturale possono discostarsi dalle formulazioni tradizionali delle keyword.
In pratica, il sistema ottiene una visione più ampia dell’offerta e del sito dell’inserzionista rispetto a una configurazione basata solo sulle parole chiave. Il compromesso è che gli operatori PPC dovranno controllare con attenzione i termini di ricerca e le esclusioni che delimitano questa maggiore copertura, senza considerare l’elenco iniziale delle keyword come l’unico confine della distribuzione.
La funzione di text customization può creare e testare varianti basate sugli asset approvati e sui contenuti del sito. L’obiettivo è adattare il messaggio al contesto della ricerca, partendo però dalle comunicazioni già predisposte dall’inserzionista e dalle informazioni presenti online.
Le più ampie comunicazioni di Microsoft sulla pubblicità generata dall’IA hanno sottolineato la presenza di controlli sul brand, inclusa la possibilità di gestire tono, messaggio e coerenza dell’identità aziendale. Questo sposta il lavoro di revisione: i team non devono valutare soltanto gli asset caricati, ma anche le regole e i contenuti da cui il sistema può ricavare le nuove varianti.
Con Final URL expansion, Microsoft può indirizzare l’utente verso la pagina che considera più pertinente alla query, invece di inviare tutti i visitatori all’URL finale fisso della campagna.
Per gli inserzionisti con siti ben strutturati, questa funzione può collegare query più ampie a pagine specifiche di prodotto o servizio. Allo stesso tempo, la gestione delle landing page diventa parte integrante dell’ottimizzazione della campagna: contenuti del sito, qualità delle pagine, tracciamento delle conversioni ed esclusioni degli URL assumono un peso maggiore nell’esperienza automatizzata.
Il rollout viene presentato come opzionale per le campagne nuove ed esistenti. Navah Hopkins, Product Liaison di Microsoft Advertising, ha dichiarato che AI Max include controlli sul brand, reportistica, esclusioni dei termini di ricerca e la possibilità per gli inserzionisti di decidere come utilizzare l’automazione.
Questa promessa di controllo è centrale nel posizionamento del prodotto. AI Max non è soltanto un sostituto della gestione manuale delle keyword: è un livello che amplia il matching e adatta la distribuzione, offrendo al tempo stesso strumenti per esaminare e limitare il risultato.
Per valutare la funzione in modo ordinato, gli inserzionisti dovrebbero separare tre domande:
Analizzare separatamente questi tre aspetti può rendere il test più gestibile, invece di trattare AI Max come un unico interruttore difficile da interpretare.
Microsoft ha comunicato che Predictive Matching confluirà nella funzione Search-term matching di AI Max, mentre la vecchia funzionalità verrà ritirata come superficie di prodotto separata.
Secondo comunicazioni riportate separatamente, le campagne che utilizzano Automatically Created Assets o l’impostazione di broad match a livello di campagna dovrebbero essere aggiornate automaticamente a partire dal 1° settembre 2026, con le funzioni AI Max pertinenti attivate per impostazione predefinita. Il trattamento esatto può dipendere dalla configurazione già presente: è quindi opportuno controllare le notifiche dell’account e le impostazioni delle singole campagne prima di presumere che il comportamento sia identico per tutti.
AI Max sposta l’unità di ottimizzazione dalla singola keyword o dal singolo asset verso una combinazione più ampia di intento, creatività e destinazione. Questo può aiutare le campagne a partecipare a ricerche difficili da prevedere manualmente, in particolare alle query conversazionali. Nell’annuncio di aprile, Microsoft aveva collegato AI Max proprio ai momenti di scoperta e decisione più complessi su Bing e Copilot.
La maggiore automazione rende però ancora più importanti alcune attività operative:
Questi passaggi non eliminano l’automazione: stabiliscono i confini entro i quali può essere valutata.
Microsoft Advertising ha inoltre annunciato, secondo quanto riportato, un cambiamento separato: il bidding Max CPC dovrebbe scomparire dalle nuove campagne non di portafoglio a partire dal 1° ottobre 2026. La modifica riguarda il controllo delle offerte, non il matching delle query o la personalizzazione degli annunci. Prima di ristrutturare le campagne, gli inserzionisti dovrebbero verificare l’avviso ricevuto a livello di account e la documentazione Microsoft più aggiornata.
La distinzione è importante: AI Max interviene su query, creatività e landing page, mentre Max CPC riguarda la gestione delle offerte. Le due novità possono interessare gli stessi professionisti della Search, ma risolvono problemi diversi e vanno analizzate separatamente.
Con il rollout del 19 agosto, Microsoft ha reso AI Max ampiamente disponibile come livello unificato di IA per le campagne Search. La promessa è scoprire una domanda più pertinente, adattare il testo degli annunci e scegliere landing page più adatte senza rinunciare a controlli sul brand, esclusioni, reportistica e possibilità di scelta da parte dell’inserzionista.
Il punto di partenza più prudente non è chiedersi se AI Max debba sostituire da subito la strategia sulle keyword. Conviene invece individuare quale dei tre moduli — matching, personalizzazione del testo o espansione dell’URL — offre l’opportunità più chiara e testarlo con una governance precisa di query, asset e pagine di destinazione.
AI Max può individuare query pertinenti anche al di fuori delle parole chiave inserite dall’inserzionista. Per interpretare la ricerca, il sistema usa segnali come parole chiave della campagna, contenuto degli annunci, landing page e informazioni sull’intento dell’utente. Microsoft ha inoltre descritto la funzione come adatta a query più articolate su Bing e sulle superfici di Copilot, dove le domande in linguaggio naturale possono discostarsi dalle formulazioni tradizionali delle keyword.
In pratica, il sistema ottiene una visione più ampia dell’offerta e del sito dell’inserzionista rispetto a una configurazione basata solo sulle parole chiave. Il compromesso è che gli operatori PPC dovranno controllare con attenzione i termini di ricerca e le esclusioni che delimitano questa maggiore copertura, senza considerare l’elenco iniziale delle keyword come l’unico confine della distribuzione.
La funzione di text customization può creare e testare varianti basate sugli asset approvati e sui contenuti del sito. L’obiettivo è adattare il messaggio al contesto della ricerca, partendo però dalle comunicazioni già predisposte dall’inserzionista e dalle informazioni presenti online.
Le più ampie comunicazioni di Microsoft sulla pubblicità generata dall’IA hanno sottolineato la presenza di controlli sul brand, inclusa la possibilità di gestire tono, messaggio e coerenza dell’identità aziendale. Questo sposta il lavoro di revisione: i team non devono valutare soltanto gli asset caricati, ma anche le regole e i contenuti da cui il sistema può ricavare le nuove varianti.
Con Final URL expansion, Microsoft può indirizzare l’utente verso la pagina che considera più pertinente alla query, invece di inviare tutti i visitatori all’URL finale fisso della campagna.
Per gli inserzionisti con siti ben strutturati, questa funzione può collegare query più ampie a pagine specifiche di prodotto o servizio. Allo stesso tempo, la gestione delle landing page diventa parte integrante dell’ottimizzazione della campagna: contenuti del sito, qualità delle pagine, tracciamento delle conversioni ed esclusioni degli URL assumono un peso maggiore nell’esperienza automatizzata.
Il rollout viene presentato come opzionale per le campagne nuove ed esistenti. Navah Hopkins, Product Liaison di Microsoft Advertising, ha dichiarato che AI Max include controlli sul brand, reportistica, esclusioni dei termini di ricerca e la possibilità per gli inserzionisti di decidere come utilizzare l’automazione.
Questa promessa di controllo è centrale nel posizionamento del prodotto. AI Max non è soltanto un sostituto della gestione manuale delle keyword: è un livello che amplia il matching e adatta la distribuzione, offrendo al tempo stesso strumenti per esaminare e limitare il risultato.
Per valutare la funzione in modo ordinato, gli inserzionisti dovrebbero separare tre domande:
Analizzare separatamente questi tre aspetti può rendere il test più gestibile, invece di trattare AI Max come un unico interruttore difficile da interpretare.
Microsoft ha comunicato che Predictive Matching confluirà nella funzione Search-term matching di AI Max, mentre la vecchia funzionalità verrà ritirata come superficie di prodotto separata.
Secondo comunicazioni riportate separatamente, le campagne che utilizzano Automatically Created Assets o l’impostazione di broad match a livello di campagna dovrebbero essere aggiornate automaticamente a partire dal 1° settembre 2026, con le funzioni AI Max pertinenti attivate per impostazione predefinita. Il trattamento esatto può dipendere dalla configurazione già presente: è quindi opportuno controllare le notifiche dell’account e le impostazioni delle singole campagne prima di presumere che il comportamento sia identico per tutti.
AI Max sposta l’unità di ottimizzazione dalla singola keyword o dal singolo asset verso una combinazione più ampia di intento, creatività e destinazione. Questo può aiutare le campagne a partecipare a ricerche difficili da prevedere manualmente, in particolare alle query conversazionali. Nell’annuncio di aprile, Microsoft aveva collegato AI Max proprio ai momenti di scoperta e decisione più complessi su Bing e Copilot.
La maggiore automazione rende però ancora più importanti alcune attività operative:
Questi passaggi non eliminano l’automazione: stabiliscono i confini entro i quali può essere valutata.
Microsoft Advertising ha inoltre annunciato, secondo quanto riportato, un cambiamento separato: il bidding Max CPC dovrebbe scomparire dalle nuove campagne non di portafoglio a partire dal 1° ottobre 2026. La modifica riguarda il controllo delle offerte, non il matching delle query o la personalizzazione degli annunci. Prima di ristrutturare le campagne, gli inserzionisti dovrebbero verificare l’avviso ricevuto a livello di account e la documentazione Microsoft più aggiornata.
La distinzione è importante: AI Max interviene su query, creatività e landing page, mentre Max CPC riguarda la gestione delle offerte. Le due novità possono interessare gli stessi professionisti della Search, ma risolvono problemi diversi e vanno analizzate separatamente.
Con il rollout del 19 agosto, Microsoft ha reso AI Max ampiamente disponibile come livello unificato di IA per le campagne Search. La promessa è scoprire una domanda più pertinente, adattare il testo degli annunci e scegliere landing page più adatte senza rinunciare a controlli sul brand, esclusioni, reportistica e possibilità di scelta da parte dell’inserzionista.
Il punto di partenza più prudente non è chiedersi se AI Max debba sostituire da subito la strategia sulle keyword. Conviene invece individuare quale dei tre moduli — matching, personalizzazione del testo o espansione dell’URL — offre l’opportunità più chiara e testarlo con una governance precisa di query, asset e pagine di destinazione.