In una durissima conferenza stampa al Roland Garros, Marta Kostyuk ha dichiarato che il silenzio dei tennisti russi, durato quattro anni, rivela “da che parte stanno”, smontando la scusa del timore di ritorsioni, dato... La Kostyuk ha battuto la connazionale Elina Svitolina 6 3, 2 6, 6 2 nel primo quarto di finale t...

Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: What did Marta Kostyuk say in her French Open quarterfinal victory press conference about Russian tennis players' silence on the war in Ukra. Article summary: Here is a full rundown based on the post-match press conference and match reports from June 2, 2026.. Topic tags: general, general web, user generated. Reference image context from search candidates: Reference image 1: visual subject "Marta Kostyuk reacts during her first-round win at the 2026 French Open. Marta Kostyuk said none of her family or close friends had been injured in the attacks on Kyiv. **Ukraine's" source context "French Open 2026 results: Marta Kostyuk dedicates win to Ukraine ..." Reference image 2: visual subject "“Nobody in this world, Russian athletes or Belarusian athletes, support the war. Nobody. How can we support the war? Nobody — norma
In una giornata che avrebbe dovuto parlare solo di tennis, sul Campo Philippe-Chatrier aleggiava pesante lo spettro della guerra. Poche ore dopo una nuova ondata di attacchi russi su Kiev, Marta Kostyuk è scesa in campo per uno storico quarto di finale tutto ucraino contro Elina Svitolina. Dopo essersi imposta 6-3, 2-6, 6-2, diventando la prima donna ucraina a raggiungere una semifinale al Roland Garros, la tennista ha trasformato la conferenza stampa in una tribuna politica, lanciando una critica feroce ai colleghi russi che si rifiutano di condannare pubblicamente l’invasione .
Per la Kostyuk, la pazienza è finita da un pezzo. Davanti ai giornalisti, ha liquidato l’idea che i giocatori russi si stiano semplicemente facendo gli affari loro. "Per me, non è più frustrante", ha dichiarato. "Sono tutti adulti. Hanno il telefono, hanno Instagram, hanno tutto. In quattro anni, hanno reso molto chiaro da che parte stanno" .
La 23enne, una delle voci più schiette del circuito dall’inizio dell’invasione su larga scala, ha smontato sistematicamente la scusa che atleti russi e bielorussi rischierebbero ritorsioni in patria se parlassero. La Kostyuk ha citato l’esempio di Daria Kasatkina, tennista russa che si è pubblicamente opposta alla guerra e ha fatto coming out nonostante le leggi restrittive della Russia, per dimostrare che il silenzio è una scelta precisa. Ha poi fatto notare che molti tennisti russi non vivono nemmeno in Russia, rendendo l’argomento delle possibili ripercussioni una scusa vuota .
Il suo discorso è andato oltre la frustrazione, diventando una sfida morale. "Quando il tuo Paese sta uccidendo altre persone...", ha esordito, spiegando che la neutralità non è più una posizione sostenibile. Per la Kostyuk, il silenzio è di per sé una presa di posizione .
La forza delle parole della Kostyuk è amplificata dal contesto in cui ha giocato. Il quarto di finale contro la Svitolina si è disputato il 2 giugno, all’indomani di quella che lei stessa ha descritto come un’altra notte di attacchi russi contro le città ucraine . Sia nell’intervista in campo, sia poi in sala stampa, ha dedicato la vittoria "al popolo ucraino e alla sua resilienza"
.
"Abbiamo avuto una notte molto difficile", ha raccontato la Kostyuk ai media, spiegando quanto le fosse impossibile separare lo sport dalla realtà della sua terra sotto le bombe. Ha parlato a lungo degli attacchi notturni, con la voce carica di stanchezza, come chi è costretto a seguire gli allarmi missilistici con la stessa apprensione dei risultati dei tornei .
La partita in sé è stata combattuta e tesa, contro un’avversaria che considera un mentore. La Svitolina, testa di serie numero 7, ha lottato fino a vincere il secondo set per 6-2, ma la Kostyuk ha ripreso il controllo nel parziale decisivo. In questo derby ucraino, il momento della stretta di mano – o meglio, della sua assenza – non è stato un problema, ma a tutti era chiaro il protocollo che le giocatrici ucraine seguono quando affrontano atlete russe o bielorusse, come accadrà nel turno successivo .
Ad attendere la Kostyuk in semifinale c’è un incrocio che catalizzerà l’attenzione globale ben oltre i confini del tennis: la 18enne russa Mirra Andreeva, giovane prodigio che ha travolto la romena Sorana Cirstea con un netto 6-0, 6-3 .
Se la Andreeva era bambina quando il conflitto è iniziato e ha per lo più evitato i riflettori politici, le parole taglienti della Kostyuk sul silenzio dei russi gettano un’ombra lunga su questa sfida. Dopo quattro anni di guerra, la Kostyuk ha messo in chiaro di non vedere la nazionalità di un’avversaria come una coincidenza, ma come una responsabilità.
Al di là del dramma geopolitico, il tennis della Kostyuk è stato semplicemente straordinario. La vittoria sulla Svitolina ha portato il suo record sulla terra rossa nel 2026 a un clamoroso 17-0, consacrandola come la miglior giocatrice del circuito su questa superficie in stagione . Il quarto di finale tutto ucraino è stato di per sé un pezzo di storia: il primo in assoluto in un torneo del Grande Slam nell’Era Open
.
Rappresentare l’Ucraina, ha spiegato la Kostyuk, significa lottare per qualcosa che va molto oltre un trofeo. "Gioco per qualcosa più grande di me", ha detto, sottolineando il peso emotivo di essere una portabandiera per una nazione in guerra . Mentre si prepara alla partita più importante della sua carriera, quel peso resta al tempo stesso la sua motivazione e il suo fardello.
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In una durissima conferenza stampa al Roland Garros, Marta Kostyuk ha dichiarato che il silenzio dei tennisti russi, durato quattro anni, rivela “da che parte stanno”, smontando la scusa del timore di ritorsioni, dato...
In una durissima conferenza stampa al Roland Garros, Marta Kostyuk ha dichiarato che il silenzio dei tennisti russi, durato quattro anni, rivela “da che parte stanno”, smontando la scusa del timore di ritorsioni, dato... La Kostyuk ha battuto la connazionale Elina Svitolina 6 3, 2 6, 6 2 nel primo quarto di finale tutto ucraino di uno Slam, poche ore dopo una notte di bombardamenti russi su Kiev.
Con questo successo, la 23enne ha esteso il suo record perfetto sulla terra rossa nel 2026 a 17 0 e si è guadagnata una semifinale carica di tensioni geopolitiche contro la giovane russa Mirra Andreeva.